Attenzione
«Un operatore di spettacolo per l’anfiteatro»
Il sindaco: tante attenzioni per Calambrone, dove abbiamo mille residenti in più. Rilancio da proseguire
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CALAMBRONE. «L’equilibrio del litorale si è spostato verso Calambrone grazie soprattutto al successo di Eliopoli. Questo incoraggia chi ha fatto investimenti, a cominciare dal gruppo che ha creduto in questa struttura, e chi si è fermato per la crisi economica. Calambrone ha acquisto mille residenti in più. Un fatto importante per tutto il territorio comunale che si valorizzi anche questo luogo di confine con Livorno. Ora dobbiamo guardare ad uno sviluppo in ottica della destagionalizzazione, andando oltre il periodo dell’alta stagione. Mi sembra che quest’anno si sia svoltato. Stanno rivolgendo le loro attenzioni al litorale pisano gruppi importanti che ci possono inserire in relazioni più ampi». Questa super dichiarazione pro-Calambrone arriva dal sindaco Marco Filippeschi, pronunciata durante uno degli incontri di Eliopoli Summer, la nuova “piazza” commerciale della località balneare.
Ma a Calambrone, che sta in effetti conoscendo sviluppo ed attenzioni notevoli, deve ancora migliore, e non poco, l’urbanizzazione. Oltre a risolvere alcuni casi specifici. Uno di questi è l’anfiteatro abbandonato dopo il restauro concluso sette anni fa.
La struttura è un’appendice della colonia dei Fasci Italiani all’Estero realizzata negli anni Trenta: 1.700 metri quadri di superficie complessiva, 130 di palcoscenico e 815 di platea per una capienza complessiva di circa 850 posti a sedere.
L’obiettivo era quello di realizzare una sorta di Versiliana del litorale pisano. Uno spazio prestigioso e capiente in grado di ospitare spettacoli teatrali, concerti, dibattiti, presentazioni, rassegne. Un’arena che non esisteva più sul litorale dopo la chiusura dello storico “Caminetto” di Tirrenia.
Invece non è andata così, bloccato anche dal trovarsi sulla rotta degli aerei in atterraggio al Galilei, il cui rumore copre l’acustica.
Filippeschi, sfruttando l’onda di Calambrone riscoperto, prova a tilanciare: «L’anfiteatro è a disposizione di chi vuole fare un altro investimento su Calambrone. Servono opere di manutenzione e stringere accordi con un operatore di spettacolo importante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ma a Calambrone, che sta in effetti conoscendo sviluppo ed attenzioni notevoli, deve ancora migliore, e non poco, l’urbanizzazione. Oltre a risolvere alcuni casi specifici. Uno di questi è l’anfiteatro abbandonato dopo il restauro concluso sette anni fa.
La struttura è un’appendice della colonia dei Fasci Italiani all’Estero realizzata negli anni Trenta: 1.700 metri quadri di superficie complessiva, 130 di palcoscenico e 815 di platea per una capienza complessiva di circa 850 posti a sedere.
L’obiettivo era quello di realizzare una sorta di Versiliana del litorale pisano. Uno spazio prestigioso e capiente in grado di ospitare spettacoli teatrali, concerti, dibattiti, presentazioni, rassegne. Un’arena che non esisteva più sul litorale dopo la chiusura dello storico “Caminetto” di Tirrenia.
Invece non è andata così, bloccato anche dal trovarsi sulla rotta degli aerei in atterraggio al Galilei, il cui rumore copre l’acustica.
Filippeschi, sfruttando l’onda di Calambrone riscoperto, prova a tilanciare: «L’anfiteatro è a disposizione di chi vuole fare un altro investimento su Calambrone. Servono opere di manutenzione e stringere accordi con un operatore di spettacolo importante».
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