Sicurezza
«Pd, serve subito un tavolo di confronto con gli alleati»
Alessandra Nardini, consigliera regionale: il rischio di perdere Pisa è reale Mdp parte essenziale del centrosinistra, riapriamo il dialogo con i Riformisti
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PISA. «Non si può far trovare agli alleati la tavola già apparecchiata». Usa questa immagine Alessandra Nardini, consigliera regionale del Pd, orlandiana, per chiedere alla sua dirigenza di cambiare rotta. «Perché in vista delle elezioni comunali di Pisa la preoccupazione è tanta. E perdere Pisa, viste le sconfitte nelle altre città della costa, significherebbe mettere a rischio in prospettiva anche la regione. Stiamo consegnando un territorio rosso al centrodestra o ai grillini».
I messaggi di Alessandra Nardini arrivano direttamente al Pd pisano e al segretario Giovanni Viale. «La campagna d’ascolto e di apertura alla città - dice - deve essere ripresa con decisione, non si può considerare conclusa con il sondaggio fatto durante la festa di Riglione. Ho la sensazione che qualcuno sottovaluti i rischi. Non sono d’accordo con i tempi stringenti e il doppio nominativo di candidati annunciati dalla segreteria cittadina: non mi sembra il metodo migliore per favorire quell’allargamento della coalizione necessario e da più parti invocato, anche da Viale. A meno che non si pensi che il Pd è autosufficiente, ma non è il caso».
La consigliera chiede «subito un’apertura del tavolo con gli alleati possibili per coinvolgerli in ogni passaggio, dal programma alle candidature». Nardini dice di voler ripartire dall’attuale maggioranza di Palazzo Gambacorti, consapevole però che ci sono già defezioni. «Lo smarcamento dei Riformisti e la candidatura di Veronese non possono che preoccupare. Dobbiamo cercare di riaprire con loro un canale di dialogo, così come con le forze civiche che stanno emergendo, oltre che con la positiva lista del vicesindaco Ghezzi». Al primo posto l’intesa con Articolo Uno-Mdp: «Una parte essenziale per la coalizione di centrosinistra». Senza dimenticare Campo Progressista («un asse da costruire«). Il Pd, aggiunge, «deve tornare ad essere forza aggregante, altrimenti è un ruolo che si prendono altri». Nardini non invoca discontinuità, «anzi - dice - dobbiamo valorizzare con orgoglio le tante cose positive delle amministrazioni Fontanelli prima e Filippeschi poi, che hanno attraversato tempi diversi e difficili, oltre a giudizi ingenerosi. Ma dobbiamo avere l’ambizione di fare meglio. E per questo è determinante la capacità di rapportarsi ed ascoltare la città, critiche comprese».
Altro elemento di rischio per il Pd, secondo la consigliera, saranno gli appuntamenti congressuali di ottobre: «Non dovranno essere un momento di scontro e lo dico, appellandomi al senso di responsabilità generale, da esponente della minoranza. E non dovranno essere nemmeno un’occasione di litigio per affermare la leadership dentro la corrente renziana. La fase è molto delicata per commettere errori simili».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I messaggi di Alessandra Nardini arrivano direttamente al Pd pisano e al segretario Giovanni Viale. «La campagna d’ascolto e di apertura alla città - dice - deve essere ripresa con decisione, non si può considerare conclusa con il sondaggio fatto durante la festa di Riglione. Ho la sensazione che qualcuno sottovaluti i rischi. Non sono d’accordo con i tempi stringenti e il doppio nominativo di candidati annunciati dalla segreteria cittadina: non mi sembra il metodo migliore per favorire quell’allargamento della coalizione necessario e da più parti invocato, anche da Viale. A meno che non si pensi che il Pd è autosufficiente, ma non è il caso».
La consigliera chiede «subito un’apertura del tavolo con gli alleati possibili per coinvolgerli in ogni passaggio, dal programma alle candidature». Nardini dice di voler ripartire dall’attuale maggioranza di Palazzo Gambacorti, consapevole però che ci sono già defezioni. «Lo smarcamento dei Riformisti e la candidatura di Veronese non possono che preoccupare. Dobbiamo cercare di riaprire con loro un canale di dialogo, così come con le forze civiche che stanno emergendo, oltre che con la positiva lista del vicesindaco Ghezzi». Al primo posto l’intesa con Articolo Uno-Mdp: «Una parte essenziale per la coalizione di centrosinistra». Senza dimenticare Campo Progressista («un asse da costruire«). Il Pd, aggiunge, «deve tornare ad essere forza aggregante, altrimenti è un ruolo che si prendono altri». Nardini non invoca discontinuità, «anzi - dice - dobbiamo valorizzare con orgoglio le tante cose positive delle amministrazioni Fontanelli prima e Filippeschi poi, che hanno attraversato tempi diversi e difficili, oltre a giudizi ingenerosi. Ma dobbiamo avere l’ambizione di fare meglio. E per questo è determinante la capacità di rapportarsi ed ascoltare la città, critiche comprese».
Altro elemento di rischio per il Pd, secondo la consigliera, saranno gli appuntamenti congressuali di ottobre: «Non dovranno essere un momento di scontro e lo dico, appellandomi al senso di responsabilità generale, da esponente della minoranza. E non dovranno essere nemmeno un’occasione di litigio per affermare la leadership dentro la corrente renziana. La fase è molto delicata per commettere errori simili».
Francesco Loi
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