Sicurezza
Il candidato sindaco? La base spinge Valeria lei rifiuta e il M5S vacilla
Già pronta una bozza di lista dei candidati per le Comunali ma ancora nessuna certezza. Si fanno avanti Amore e Rosellini
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Valeria, Valeria, Valeria. Ormai il gruppo s’è convinto, la spinge, la vuole, l’acclama. Gli attivisti glielo chiedono da settimane. Valeria Antoni, la consigliera Cinque stelle, è per ora l’unico nome su cui il MeetUp storico sembri puntare davvero per dare un volto al candidato sindaco del Movimento in vista delle prossime amministrative. L’ultimo assalto dei fedelissimi è arrivato nella riunione di lunedì sera. Dei 35 presenti, quasi tutti hanno alzato la mano per lei.
«È vero, in molti mi chiedono di tornare a provarci, sia da dentro che da fuori - ammette la pentastellata - ma io sono decisa a lasciare il testimone. Credo sia necessario un ricambio». Il niet della marinese non è una reazione d’impulso né una scelta opportunistica. «No, non punto ad un seggio in Parlamento - giura - credo di poter dare una mano, probabilmente sarò ancora in lista per le Comunali ma da sindaco deve correre qualcuno di nuovo». Antoni ne ha parlato anche con Filippo Nogarin. Il sindaco livornese è ormai diventato un nume tutelare per molte delle strategie dei grillini pisani. «State tranquilli, continuate così, lavorate sul campo, andrà bene, vedrete», ripete l’ingegnere livornese. Sarà ma per ora la galassia grillina in città sembra disorientata, vaga nel buio. Non senza qualche patema. Tanto che neppure Antoni sarebbe del tutto decisa. Proprio adesso che i dem sembravano più fragili, minati dall’onda lunga del referendum e dalla scissione, i 5 Stelle rischiano di farsi sfuggire un’occasione. Dopo alcuni tentativi di abbordaggio con professionisti e prof universitari che avevano fatto capolino in via Coccapani o nelle conferenze organizzate dai parlamentari a Roma, adesso il M5S sembra brancolare nel buio; la caccia a un nome con cui provare a sfidare il Pd e magari a vincere come a Carrara o a Livorno si è arenata.
Ha già chiarito di non essere interessata l’altra Valeria del Movimento in città. Cioè Valeria Marrocco, dipendente dell’Azienda ospedaliera universitaria, esperta di finanza che per mesi ha lavorato come consulente alla Camera. Quarantenne, giovane, preparata, conosce già i meccanismi di Montecitorio e vuole provare la scalata da parlamentare. Avrebbe già ricevuto il palcet dei colonnelli grillini, l’ok di DiMa e di Dibba. Ma l’animula vagula blandula dei 5 Stelle pisani potrebbe riscuotersi nei prossimi giorni. Archiviata ogni possibilità di ricucire con l’altra faccia del Movimento cittadino, quella che fa capo a Elisabetta Zuccaro («Li avevamo invitati all’ultima riunione, come ci avevano chiesto da Roma, ma non sono venuti»), il MeetUp storico sta preparando la lista per le Comunali da sottoporre a Grillo e Casaleggio per la certificazione. L’idea è riuscirci entro i tre VaffaDay di Rimini in programma a fine settembre. Del resto, «contiamo di avere un nome entro dicembre o gennaio», dice Giacomo Giannarelli, consigliere regionale, «saranno i cittadini a scegliere». Così nella bozza ci sono finiti anche alcuni attivisti dimostratisi più audaci. Fabio Rosellini e Gabriele Amore, avvocato di San Piero, hanno dato la propria disponibilità. Sono pronti a vestire la fascia tricolore. Ma capolista sarà Lorenzo Davini. Non un caso, ma una strategia. Seppure giovanissimo, da poco studente universitario, gli vengono riconosciute doti organizzative non comuni. E ha già detto di non sentirsi pronto a fare il sindaco. Insomma, per ora conta chi si sacrifica. Nell’elenco c’è poi Alessandro Tolaini, un architetto, e molti degli attivisti più presenti alle iniziative sul campo, come Valentina Battistini, Cristina Falorni e Michele Fabozzi (dà l’addio, dopo due mandati, Gianfranco Mannini). Non è detto dunque che il candidato non salti fuori al fotofinish. Anche il MeetUp di Zuccaro in fondo presenterà una lista. E chissà che alla fine, voto online o meno, il verdetto non arrivi dal blog. Col rischio, però, di un altro effetto Genova, di una sconfitta dettata da un elettorato disorientato da un Movimento in cui uno vale uno, ma poi c’è chi vale di più, cioè Grillo e Casaleggio.
Mario Neri
«È vero, in molti mi chiedono di tornare a provarci, sia da dentro che da fuori - ammette la pentastellata - ma io sono decisa a lasciare il testimone. Credo sia necessario un ricambio». Il niet della marinese non è una reazione d’impulso né una scelta opportunistica. «No, non punto ad un seggio in Parlamento - giura - credo di poter dare una mano, probabilmente sarò ancora in lista per le Comunali ma da sindaco deve correre qualcuno di nuovo». Antoni ne ha parlato anche con Filippo Nogarin. Il sindaco livornese è ormai diventato un nume tutelare per molte delle strategie dei grillini pisani. «State tranquilli, continuate così, lavorate sul campo, andrà bene, vedrete», ripete l’ingegnere livornese. Sarà ma per ora la galassia grillina in città sembra disorientata, vaga nel buio. Non senza qualche patema. Tanto che neppure Antoni sarebbe del tutto decisa. Proprio adesso che i dem sembravano più fragili, minati dall’onda lunga del referendum e dalla scissione, i 5 Stelle rischiano di farsi sfuggire un’occasione. Dopo alcuni tentativi di abbordaggio con professionisti e prof universitari che avevano fatto capolino in via Coccapani o nelle conferenze organizzate dai parlamentari a Roma, adesso il M5S sembra brancolare nel buio; la caccia a un nome con cui provare a sfidare il Pd e magari a vincere come a Carrara o a Livorno si è arenata.
Ha già chiarito di non essere interessata l’altra Valeria del Movimento in città. Cioè Valeria Marrocco, dipendente dell’Azienda ospedaliera universitaria, esperta di finanza che per mesi ha lavorato come consulente alla Camera. Quarantenne, giovane, preparata, conosce già i meccanismi di Montecitorio e vuole provare la scalata da parlamentare. Avrebbe già ricevuto il palcet dei colonnelli grillini, l’ok di DiMa e di Dibba. Ma l’animula vagula blandula dei 5 Stelle pisani potrebbe riscuotersi nei prossimi giorni. Archiviata ogni possibilità di ricucire con l’altra faccia del Movimento cittadino, quella che fa capo a Elisabetta Zuccaro («Li avevamo invitati all’ultima riunione, come ci avevano chiesto da Roma, ma non sono venuti»), il MeetUp storico sta preparando la lista per le Comunali da sottoporre a Grillo e Casaleggio per la certificazione. L’idea è riuscirci entro i tre VaffaDay di Rimini in programma a fine settembre. Del resto, «contiamo di avere un nome entro dicembre o gennaio», dice Giacomo Giannarelli, consigliere regionale, «saranno i cittadini a scegliere». Così nella bozza ci sono finiti anche alcuni attivisti dimostratisi più audaci. Fabio Rosellini e Gabriele Amore, avvocato di San Piero, hanno dato la propria disponibilità. Sono pronti a vestire la fascia tricolore. Ma capolista sarà Lorenzo Davini. Non un caso, ma una strategia. Seppure giovanissimo, da poco studente universitario, gli vengono riconosciute doti organizzative non comuni. E ha già detto di non sentirsi pronto a fare il sindaco. Insomma, per ora conta chi si sacrifica. Nell’elenco c’è poi Alessandro Tolaini, un architetto, e molti degli attivisti più presenti alle iniziative sul campo, come Valentina Battistini, Cristina Falorni e Michele Fabozzi (dà l’addio, dopo due mandati, Gianfranco Mannini). Non è detto dunque che il candidato non salti fuori al fotofinish. Anche il MeetUp di Zuccaro in fondo presenterà una lista. E chissà che alla fine, voto online o meno, il verdetto non arrivi dal blog. Col rischio, però, di un altro effetto Genova, di una sconfitta dettata da un elettorato disorientato da un Movimento in cui uno vale uno, ma poi c’è chi vale di più, cioè Grillo e Casaleggio.
Mario Neri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
