Il Tirreno

Pisa

«Quella lancia conficcata nella schiena»

di Pietro Barghigiani
«Quella lancia conficcata nella schiena»

Parla la commerciante ferita a Tirrenia «Sto bene, ma ho rischiato davvero la vita»

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PISA. «È stato come un siluro. Mi sono sentita spezzare».

Sdraiata nel letto dell’ospedale di Cisanello, Valentina Foà ricorda l’istante in cui una cena in famiglia ha rischiato di concludersi in tragedia. È stata travolta, in tutti i sensi, dagli effetti del maltempo sul litorale. Il pilastro di un gazebo, sradicato dal vento, è andato a schiantarsi contro la vetrata per poi conficcarsi nella schiena della donna.

È successo sabato sera al ristorante dello stabilimento “La Perla”. Quasi in contemporanea al vicino Bagno Corallo un cliente è stato colpito alla testa. Sono gli unici due feriti nel nubifragio che ha messo sott’acqua Pisa e devastato numerosi bagni a Tirrenia.

Titolare dell’edicola “Carta&Penna” a San Giuliano Terme, vicepresidente del Centro commerciale naturale, Foà è una commerciante conosciuta. Non solo per il suo lavoro - è tra le ispiratrici del festival dell’enigmistica - ma anche e soprattutto per l’impegno che mette al servizio della comunità. Carattere forte, solare, non si abbatte per quello che il destino le ha riservato. Sa che ha rischiato grosso. E dallo scampato pericolo riparte per affrontare intervento e recupero. Che non sarà breve. Il pilastro trasformato in lancia le ha procurato microfratture a tre vertebre e la rottura di una costola. Stamani verrà operata per la rimozione di una scheggia incastrata accanto alla spina dorsale.

«Eravamo a cena con mia suocera – racconta la commerciante –. C’eravamo noi adulti, una piccola di 3 mesi e due bimbi di 8 e 10 anni. Mi ero appena alzata per spostarmi dopo che il tetto era stato danneggiato dal maltempo. Meno male perché se fossi rimasta nella posizione originaria quel pilastro sparato dall’esterno mi avrebbe ucciso. Ero proprio a ridosso della vetrata. Mi sono allontanata di una settantina di centimetri anche perché l’acqua stava filtrando dalla soglia della vetro. È stata la mia salvezza».

La furia del vento ha iniziato a preoccupare clientela e personale del ristorante. Nessuno poteva immaginare le scene che di lì a poco avrebbero spazzato il litorale.

«Il gazebo era lontano – prosegue Foà –, ma il vento era così forte che l’ha divelto. A quel punto i pilastri, rotolando, sono finiti contro la vetrata e uno mi ha colpito alla schiena come fosse una lancia. È stata come l’esplosione di una bomba. Quel siluro ha raggiunto solo me. Il dolore è stato lancinante, fortissimo. Come se mi avessero spezzato. Per fortuna non si è fatto male nessun altro».

Foà è stata subito soccorsa nel ristorante. L’ambulanza è arrivata in pochi minuti. Il problema è stato raggiungere Cisanello con le strade già ko per gli allagamenti.

La commerciante non si scoraggia, ma non dimentica quello che le è accaduto: «Diciamo che è andata bene, ma ho davvero rischiato la vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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