Finanza
Alla Certosa i prof tornano studenti
Corsi di formazione per mostrare come il Museo può catturare i piccoli alunni
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CALCI. È proprio vero che non si finisce mai di imparare. Ormai da tre anni il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa (presso la Certosa di Calci), riporta gli insegnanti sui banchi di scuola con una tre giorni, cominciata ieri e che terminerà nella giornata di domani dedicata a chi si occupa di educazione e formazione.
Il Museo in questi giorni è infatti sede della scuola estiva rivolta ai docenti che insegnano nelle scuole primo ciclo di istruzione (infanzia, elementari e medie). La scuola ha due facce: da un lato vuole offrire nuovi spunti per la costruzione di percorsi didattici coerenti con le indicazioni nazionali, dall’altro propone metodi di apprendimento concreti, riportando in aula le piante, le rocce, i pezzi di terra e i piccoli animali che li abitano.
Le scienze sono lo studio della realtà, eppure troppo spesso, studiate sui manuali scolastici, finiscono per diventare materia più astratta quanto le equazioni differenziali: la rappresentazione delle componenti di una cellula, il disegno della stratificazione di una montagna non assomigliano in niente a ciò che di cui il bambino a esperienza diretta e rimangono dove sono, cioè sulla carta. Viceversa, non esiste spiegazione più chiara e incontestabile di ciò che si può apprendere vedendolo con i propri occhi e toccandolo con mano.
A questo proposito, scopo della scuola è anche far conoscere le risorse messe a disposizione dal Museo, innanzi tutto con le sue collezioni, e poi con laboratori, schede didattiche, visite guidate per ogni ambito della storia naturale consentono agli allievi (e ai maestri) di evadere per un giorno dall’ambiente scolastico, per immergersi nella realtà più autentica della natura.
Gli argomenti trattati durante la terza edizione della scuola estiva saranno: “Fiori spontanei: dalla natura al giardino della scuola”; “Le rocce: le pagine di un libro chiamato Terra” “Lo scheletro umano: dall’anatomia alla paleopatologia”.
Sono previsti seminari, attività laboratoriali e lavori di gruppo per un totale di 24 ore. Il Museo rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza come corso di formazione. Altri tre incontri sono programmati per i mesi successivi.
Lucrezia Bertini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il Museo in questi giorni è infatti sede della scuola estiva rivolta ai docenti che insegnano nelle scuole primo ciclo di istruzione (infanzia, elementari e medie). La scuola ha due facce: da un lato vuole offrire nuovi spunti per la costruzione di percorsi didattici coerenti con le indicazioni nazionali, dall’altro propone metodi di apprendimento concreti, riportando in aula le piante, le rocce, i pezzi di terra e i piccoli animali che li abitano.
Le scienze sono lo studio della realtà, eppure troppo spesso, studiate sui manuali scolastici, finiscono per diventare materia più astratta quanto le equazioni differenziali: la rappresentazione delle componenti di una cellula, il disegno della stratificazione di una montagna non assomigliano in niente a ciò che di cui il bambino a esperienza diretta e rimangono dove sono, cioè sulla carta. Viceversa, non esiste spiegazione più chiara e incontestabile di ciò che si può apprendere vedendolo con i propri occhi e toccandolo con mano.
A questo proposito, scopo della scuola è anche far conoscere le risorse messe a disposizione dal Museo, innanzi tutto con le sue collezioni, e poi con laboratori, schede didattiche, visite guidate per ogni ambito della storia naturale consentono agli allievi (e ai maestri) di evadere per un giorno dall’ambiente scolastico, per immergersi nella realtà più autentica della natura.
Gli argomenti trattati durante la terza edizione della scuola estiva saranno: “Fiori spontanei: dalla natura al giardino della scuola”; “Le rocce: le pagine di un libro chiamato Terra” “Lo scheletro umano: dall’anatomia alla paleopatologia”.
Sono previsti seminari, attività laboratoriali e lavori di gruppo per un totale di 24 ore. Il Museo rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza come corso di formazione. Altri tre incontri sono programmati per i mesi successivi.
Lucrezia Bertini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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