Sicurezza
Prete truffato con la scusa dell’acqua inquinata
Episodio ai Passi, due malviventi hanno convinto l’anziano parroco a mettere i soldi nel frigorifero
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PISA. Nella rete dei truffatori “porta a porta” stavolta è finito anche un prete. Don Egidio Tridico, 86 anni, parroco emerito della chiesa de I Passi, è stato raggirato.
In due, ma probabilmente all’esterno c’era un terzo che faceva da palo, si sono presentati come addetti della questura dicendo di dover far delle verifiche all’interno dell’abitazione in seguito al rovesciamento di un furgone che trasportava sostanze pericolose.
Hanno misurato «l’inquinamento dell’acqua» con uno strumento elettronico che emetteva alcuni bip. Al prete è stato detto che questa era la prova che le sostanze chimiche trasportate dal furgone erano già entrate a contatto con l’acqua e hanno consigliato di non usare i rubinetti. Poi sono passati alle prese elettriche perché c’era «rischio incendio» (la casa è rivestita in legno). Hanno consigliato di mettere nel freezer i soldi che aveva in casa per preservarli dall’eventuale incendio. Dopo poco sono scomparsi con i soldi (alcune centinaia di euro). È successo intorno alle 9. I due, italiani, sono rimasti circa 30 minuti all’interno dell’abitazione e hanno impedito al prete, senza mai usare violenza, di uscire dalla casa per non entrare a contatto con le sostanze chimiche.
«Sembravano molto competenti – racconta don Egidio Tridico -. Un metodo “scientifico” e all’apparenza regolare che solo dopo alcune decine di minuti si è trasformata in una truffa. Mi hanno assistito e spiegato passo dopo passo tutte le procedure per evitare il peggio. Mi hanno “incantato”. Una cosa del genere non mi era mai capitata prima. Anni fa mi regalarono anche una spranga di ferro che avrei dovuto mettere dietro la porta per evitare intrusioni, ma ho sempre avuto fiducia. La Madonna mi ha sempre accompagnato e protetto: non ho mai usato quello strumento perché mi sembrava una mancanza di fede. Quello che è accaduto è un fatto umano, ma adesso sicuramente c’è un po’ di paura».
In due, ma probabilmente all’esterno c’era un terzo che faceva da palo, si sono presentati come addetti della questura dicendo di dover far delle verifiche all’interno dell’abitazione in seguito al rovesciamento di un furgone che trasportava sostanze pericolose.
Hanno misurato «l’inquinamento dell’acqua» con uno strumento elettronico che emetteva alcuni bip. Al prete è stato detto che questa era la prova che le sostanze chimiche trasportate dal furgone erano già entrate a contatto con l’acqua e hanno consigliato di non usare i rubinetti. Poi sono passati alle prese elettriche perché c’era «rischio incendio» (la casa è rivestita in legno). Hanno consigliato di mettere nel freezer i soldi che aveva in casa per preservarli dall’eventuale incendio. Dopo poco sono scomparsi con i soldi (alcune centinaia di euro). È successo intorno alle 9. I due, italiani, sono rimasti circa 30 minuti all’interno dell’abitazione e hanno impedito al prete, senza mai usare violenza, di uscire dalla casa per non entrare a contatto con le sostanze chimiche.
«Sembravano molto competenti – racconta don Egidio Tridico -. Un metodo “scientifico” e all’apparenza regolare che solo dopo alcune decine di minuti si è trasformata in una truffa. Mi hanno assistito e spiegato passo dopo passo tutte le procedure per evitare il peggio. Mi hanno “incantato”. Una cosa del genere non mi era mai capitata prima. Anni fa mi regalarono anche una spranga di ferro che avrei dovuto mettere dietro la porta per evitare intrusioni, ma ho sempre avuto fiducia. La Madonna mi ha sempre accompagnato e protetto: non ho mai usato quello strumento perché mi sembrava una mancanza di fede. Quello che è accaduto è un fatto umano, ma adesso sicuramente c’è un po’ di paura».
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