Il dolore
Lungarno Buozzi riaperto, interventi sulle due rotatorie
Allo studio il possibile innesto diretto sul ponte della Fortezza Confcommercio contro l’assessore: scelte senza capo né coda
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PISA. Già riaperto il tratto finale di lungarno Buozzi che porta sul ponte della Vittoria. Il provvedimento, annunciato giovedì dall’amministrazione comunale con un generico «nei prossimi giorni», è diventato operativo già nelle prime ore di ieri mattinata. Così i mezzi provenienti dal lungarno e diretti al ponte hanno potuto proseguire diritto, senza dover fare la rotatoria del Palacongressi. Una mezza marcia indietro rispetto alla sperimentazione nella zona del ponte della Vittoria, ma con una sostanziale differenze: essendo rimaste due le corsie sul ponte, con confermare della parte ciclabile, i mezzi provenienti da lungarno Buozzi devono fermarsi senza avere la corsia d’innesto come in precedenza.
«Si sta inoltre valutando l’apertura del ponte della Fortezza per chi proviene da via Santa Marta», ribadisce l’assessore alla mobilità Giuseppe Forte. Che aggiunge: «Va avanti anche l’installazione del semaforo a chiamata per i pedoni sul lungarno Fibonacci (nei pressi della rotatoria). Si vedono i primi effetti positivi nell’aver eliminato il doppio passaggio pedonale in piazza Guerrazzi. Le due rotatorie a monte ed a valle del ponte della Vittoria (anche al netto della sperimentazione) hanno bisogno di modifiche (non rilevanti) per gestire al meglio i flussi veicolari e anche questo è stato messo in agenda».
Ma tutto questo non ferma le polemiche roventi sulla sperimentazione. «Alla deriva demagogica dell’assessore va posto un limite di realtà, perché non è assolutamente tollerabile bloccare interamente una città della dimensione di Pisa per i capricci onirici dell’assessore, che parla a vanvera di mamme con i bambini e di uso massiccio di trasporto pubblico», attacca Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio. «Ridurre Pisa, città ad altissima intensità di servizi, ad una scenografia per patetici spot pubblicitari o al virtual game personale di un assessore ossessionato da una mobilità sostenibile che non riesce in alcun modo a realizzare, è da irresponsabili e riguarda non soltanto l’assessore Forte, che si è dimostrato inadeguato, ma a questo punto l’intera giunta comunale». Pieragnoli respinge al mittente l’ipotesi di una sperimentazione: «Non è che ci si può svegliare una mattina di agosto e rivoluzionare la mobilità della città con la scusa della sperimentazione, che in ultima analisi si riduce solo ad una guerra personale dell’assessore contro chi, per mille necessità e per lavoro, è costretto ad utilizzare l’automobile. Non oso immaginare che cosa potrebbe accadere alla riapertura delle scuole e all’avvento delle prime piogge, siamo davvero al limite dell’interruzione di pubblico servizio. Oggi Pisa è un enorme cantiere senza capo né coda, con una mobilità impossibile. Ha mai calcolato Forte quanto inquinamento in più producono le sue decisioni irrazionali che, invece di agevolare lo scorrimento delle auto, creano file interminabili di veicoli fermi con i motori accesi? I costi economici ambientali e sociali che cittadini, pendolari, studenti, lavoratori e fruitori devono subire a causa di simili decisioni, sono ingentissimi».
«Anche restando sul piano della mobilità sostenibile, Forte vuole confezionare un vestito partendo dalla toppe, vista la totale assenza di un piano organico e sensato - conclude Pieragnoli -. Basta considerare che la situazione delle stesse piste ciclabili è spesso pericolosa con carreggiate che si interrompono all’improvviso, si restringono ed obbligano a manovre rischiose».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Si sta inoltre valutando l’apertura del ponte della Fortezza per chi proviene da via Santa Marta», ribadisce l’assessore alla mobilità Giuseppe Forte. Che aggiunge: «Va avanti anche l’installazione del semaforo a chiamata per i pedoni sul lungarno Fibonacci (nei pressi della rotatoria). Si vedono i primi effetti positivi nell’aver eliminato il doppio passaggio pedonale in piazza Guerrazzi. Le due rotatorie a monte ed a valle del ponte della Vittoria (anche al netto della sperimentazione) hanno bisogno di modifiche (non rilevanti) per gestire al meglio i flussi veicolari e anche questo è stato messo in agenda».
Ma tutto questo non ferma le polemiche roventi sulla sperimentazione. «Alla deriva demagogica dell’assessore va posto un limite di realtà, perché non è assolutamente tollerabile bloccare interamente una città della dimensione di Pisa per i capricci onirici dell’assessore, che parla a vanvera di mamme con i bambini e di uso massiccio di trasporto pubblico», attacca Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio. «Ridurre Pisa, città ad altissima intensità di servizi, ad una scenografia per patetici spot pubblicitari o al virtual game personale di un assessore ossessionato da una mobilità sostenibile che non riesce in alcun modo a realizzare, è da irresponsabili e riguarda non soltanto l’assessore Forte, che si è dimostrato inadeguato, ma a questo punto l’intera giunta comunale». Pieragnoli respinge al mittente l’ipotesi di una sperimentazione: «Non è che ci si può svegliare una mattina di agosto e rivoluzionare la mobilità della città con la scusa della sperimentazione, che in ultima analisi si riduce solo ad una guerra personale dell’assessore contro chi, per mille necessità e per lavoro, è costretto ad utilizzare l’automobile. Non oso immaginare che cosa potrebbe accadere alla riapertura delle scuole e all’avvento delle prime piogge, siamo davvero al limite dell’interruzione di pubblico servizio. Oggi Pisa è un enorme cantiere senza capo né coda, con una mobilità impossibile. Ha mai calcolato Forte quanto inquinamento in più producono le sue decisioni irrazionali che, invece di agevolare lo scorrimento delle auto, creano file interminabili di veicoli fermi con i motori accesi? I costi economici ambientali e sociali che cittadini, pendolari, studenti, lavoratori e fruitori devono subire a causa di simili decisioni, sono ingentissimi».
«Anche restando sul piano della mobilità sostenibile, Forte vuole confezionare un vestito partendo dalla toppe, vista la totale assenza di un piano organico e sensato - conclude Pieragnoli -. Basta considerare che la situazione delle stesse piste ciclabili è spesso pericolosa con carreggiate che si interrompono all’improvviso, si restringono ed obbligano a manovre rischiose».
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