Sicurezza
Socialmente pericoloso chi commette crudeltà sugli animali
La criminologa Bellini colpita dalla notizia delle polpette avvelenate gettate nel giardino di una veterinaria
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PISA. Attenzione: i reati commessi contro gli animali non devono essere sottovalutati. Chi li commette è pericoloso socialmente. Giovanna Bellini, neurologa in servizio all'ospedale di Livorno e criminologa dopo aver conseguito il master universitario di secondo livello in Scienze Forensi, è rimasta colpita da quanto letto ieri sul Tirreno, il caso delle polpette avvelenate gettate nel giardino della veterinaria Francesca Bonelli di Tirrenia per uccidere i suoi due Labrador. Bellini ha subito chiamato la dottoressa Bonelli, alla quale ha manifestato, oltre alla solidarietà, la disponibilità per una consulenza.
«Ho avuto modo di sentire la dottoressa Bonelli – dice Bellini – ed è apparsa preoccupata. Da questo caso di tentato avvelenamento di cani occorre prendere spunto per fare una riflessione su un argomento più ampio che riguarda gli atti di crudeltà nei confronti degli animali. Sono anni che con altri professionisti cerchiamo di diffondere il concetto che la crudeltà sugli animali rappresenta quello che ho definito “Il seme della violenza”, un reato secondo il nostro codice penale e un vero e proprio abominio morale. Può essere, se compiuto da minori, un segnale di abuso o rapporti disfunzionali subiti dal minore stesso ed infine, ma non per ultimo, un indice di pericolosità sociale. Spesso l’atto di crudeltà viene utilizzato come mezzo per compiere una violenza assistita, nell’ambito di una violenza intrafamiliare, di conflitto interpersonale come nei casi di stalking, in cui lo stalker punisce, minaccia la vittima uccidendo l'animale di affezione. A tutti sono note inoltre le relazioni possibili tra casi di violenza su animali che precedono quelli interpersonali in casi di stupro o omicidio seriale. Ho dato la mia disponibilità alla dottoressa Bonelli per una consulenza, poiché questo fatto può rappresentare non solo un pericolo per i nostri amici a quattro zampe presi di mira ma per tutti quelli della zona, o rappresentare un atto di un disegno più ampio che va bloccato prima che si manifesti con altri atti magari diretti verso persone. I reati contro gli animali non vanno considerati di serie B».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ho avuto modo di sentire la dottoressa Bonelli – dice Bellini – ed è apparsa preoccupata. Da questo caso di tentato avvelenamento di cani occorre prendere spunto per fare una riflessione su un argomento più ampio che riguarda gli atti di crudeltà nei confronti degli animali. Sono anni che con altri professionisti cerchiamo di diffondere il concetto che la crudeltà sugli animali rappresenta quello che ho definito “Il seme della violenza”, un reato secondo il nostro codice penale e un vero e proprio abominio morale. Può essere, se compiuto da minori, un segnale di abuso o rapporti disfunzionali subiti dal minore stesso ed infine, ma non per ultimo, un indice di pericolosità sociale. Spesso l’atto di crudeltà viene utilizzato come mezzo per compiere una violenza assistita, nell’ambito di una violenza intrafamiliare, di conflitto interpersonale come nei casi di stalking, in cui lo stalker punisce, minaccia la vittima uccidendo l'animale di affezione. A tutti sono note inoltre le relazioni possibili tra casi di violenza su animali che precedono quelli interpersonali in casi di stupro o omicidio seriale. Ho dato la mia disponibilità alla dottoressa Bonelli per una consulenza, poiché questo fatto può rappresentare non solo un pericolo per i nostri amici a quattro zampe presi di mira ma per tutti quelli della zona, o rappresentare un atto di un disegno più ampio che va bloccato prima che si manifesti con altri atti magari diretti verso persone. I reati contro gli animali non vanno considerati di serie B».
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