Italia
Concerti in S. Rossore e una fiera mondiale del wedding planning
di Cristiano Marcacci
Le proposte per il rilancio dell’immagine di Pisa da parte di Cesare Andrisano, stimato esperto di marketing turistico
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PISA. C’è chi dice che mai come quest’anno Pisa sia stata affollata di turisti, italiani e stranieri, durante la stagione estiva. Complice ovviamente la particolare congiuntura internazionale, con la psicosi terrorismo spalmata un po’ su tutte le destinazioni storicamente più gettonate. Per avere i dati ufficiali c’è ancora bisogno di tempo, ma è assai probabile che la sensazione di una città maggiormente frequentata sarà presto suffragata dai numeri reali. Pisa, dunque, sta riconquistando appeal, anche se di strada ne deve percorrere ancora parecchia, sulla base di quelle che sono le enormi potenzialità inespresse e soffocate. Ne è convinto, ad esempio, Cesare Andrisano, direttore di Villa Sonnino a San Miniato, vicepresidente di San Miniato Promozione, per molti anni vicepresidente nazionale di Confindustria Viaggi e grande esperto di marketing turistico.
«Il Museo del Violino a Cremona – afferma Andrisano – registra annualmente più ingressi del Museo di San Matteo a Pisa. Ecco, secondo me c’è da partire da qui. Noi abbiamo questo bellissimo museo del tardo Medioevo, tra i più importanti del mondo, che ha una visibilità ridottissima. Eppure, sarebbe eccezionale un percorso turistico che passa dalla Torre e va fino al Museo di San Matteo passando per piazza dei Cavalieri, Borgo e Lungarni. Io sono innamorato di Pisa: recentemente ho partecipato ad una passeggiata di “Walking Tour” e sono rimasto estasiato da una simile bellezza. Basterebbe vedere cosa si fa in tante altre città del mondo: talvolta si fanno due biglietti, uno per il museo principale e uno, magari scontatissimo (ad un pound nel caso di Londra), per il museo di nuova apertura o per quello che si vuol far conoscere meglio. Nei luoghi dove esiste un notevole richiamo turistico, come da noi può essere la Torre, si organizzano spesso itinerari alternativi sul nulla. Pisa non ha da cercare questi itinerari alternativi, ce li ha già, e di bellissimi. Le mostre di Palazzo Blu e la valorizzazione delle manifestazioni storiche sono un primo passo verso una maggiore compenetrazione, il biglietto unico per Torre e altri musei sarebbe ottimale».
Il turismo ha bisogno di tranquillità. È questo un altro pallino di Andrisano: «Quando uno arriva alla stazione di Pisa s’immagina e s’aspetta tutt’altra situazione. Un maggior decoro credo che aiuterebbe, e non di poco, il turista a tornare e a parlare bene di Pisa. Ma se viene scippato o strattonato scrive subito su Facebook o sugli altri social e per noi operatori il danno diventa colossale».
C’è anche una proposta, su cui gli addetti ai lavori potrebbero impegnarsi sin da subito. «L’Enit – spiega Andrisano – ci sta dicendo che l’Italia è ora ritenuta meta appetibile, soprattutto dalle popolazioni del nord Europa, per il turismo a stretto contatto con la natura. Penso quindi sia arrivato il momento di togliere quella sbarra all’ingresso del Parco di San Rossore. Abbiamo un parco e un ippodromo meravigliosi all’interno della città e non li sfruttiamo a dovere. Potrebbero essere location di molte iniziative, come ad esempio di qualche grande concerto. Gli Stati Uniti in questo ci insegnano, nei parchi il turismo eco-sostenibile viene sviluppato alla grande e dà risultati».
In un’ottica di rilancio del turismo, l’aeroporto Galilei è ovviamente un sostegno sempre più fondamentale. «Quando Pier Giorgio Ballini – prosegue Andrisano – mi raccontò per la prima volta della possibilità di sviluppare i voli low-cost rimasi perplesso e gli dissi che ci ripensasse. Invece lui e la mia amica d’infanzia Gina Giani ebbero ragione. Ora Pisa è a livelli formidabili, è uno tra gli aeroporti con i volumi di noleggi d’auto più alti. È il nostro gioiello ed una grande risorsa, anche rispetto alla sinergia con Firenze e alla necessità di sviluppare meglio in futuro la collaborazione con il porto di Livorno».
Un’altra proposta concreta da Andrisano: «Una fiera internazionale del turismo. Pisa ne ha bisogno. Magari dedicata ad un preciso segmento, come potrebbe essere quello del wedding. È un settore in grande crescita. Specialmente dai Paesi scandinavi e dal Giappone sempre più gente vuol venire a sposarsi in Toscana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il Museo del Violino a Cremona – afferma Andrisano – registra annualmente più ingressi del Museo di San Matteo a Pisa. Ecco, secondo me c’è da partire da qui. Noi abbiamo questo bellissimo museo del tardo Medioevo, tra i più importanti del mondo, che ha una visibilità ridottissima. Eppure, sarebbe eccezionale un percorso turistico che passa dalla Torre e va fino al Museo di San Matteo passando per piazza dei Cavalieri, Borgo e Lungarni. Io sono innamorato di Pisa: recentemente ho partecipato ad una passeggiata di “Walking Tour” e sono rimasto estasiato da una simile bellezza. Basterebbe vedere cosa si fa in tante altre città del mondo: talvolta si fanno due biglietti, uno per il museo principale e uno, magari scontatissimo (ad un pound nel caso di Londra), per il museo di nuova apertura o per quello che si vuol far conoscere meglio. Nei luoghi dove esiste un notevole richiamo turistico, come da noi può essere la Torre, si organizzano spesso itinerari alternativi sul nulla. Pisa non ha da cercare questi itinerari alternativi, ce li ha già, e di bellissimi. Le mostre di Palazzo Blu e la valorizzazione delle manifestazioni storiche sono un primo passo verso una maggiore compenetrazione, il biglietto unico per Torre e altri musei sarebbe ottimale».
Il turismo ha bisogno di tranquillità. È questo un altro pallino di Andrisano: «Quando uno arriva alla stazione di Pisa s’immagina e s’aspetta tutt’altra situazione. Un maggior decoro credo che aiuterebbe, e non di poco, il turista a tornare e a parlare bene di Pisa. Ma se viene scippato o strattonato scrive subito su Facebook o sugli altri social e per noi operatori il danno diventa colossale».
C’è anche una proposta, su cui gli addetti ai lavori potrebbero impegnarsi sin da subito. «L’Enit – spiega Andrisano – ci sta dicendo che l’Italia è ora ritenuta meta appetibile, soprattutto dalle popolazioni del nord Europa, per il turismo a stretto contatto con la natura. Penso quindi sia arrivato il momento di togliere quella sbarra all’ingresso del Parco di San Rossore. Abbiamo un parco e un ippodromo meravigliosi all’interno della città e non li sfruttiamo a dovere. Potrebbero essere location di molte iniziative, come ad esempio di qualche grande concerto. Gli Stati Uniti in questo ci insegnano, nei parchi il turismo eco-sostenibile viene sviluppato alla grande e dà risultati».
In un’ottica di rilancio del turismo, l’aeroporto Galilei è ovviamente un sostegno sempre più fondamentale. «Quando Pier Giorgio Ballini – prosegue Andrisano – mi raccontò per la prima volta della possibilità di sviluppare i voli low-cost rimasi perplesso e gli dissi che ci ripensasse. Invece lui e la mia amica d’infanzia Gina Giani ebbero ragione. Ora Pisa è a livelli formidabili, è uno tra gli aeroporti con i volumi di noleggi d’auto più alti. È il nostro gioiello ed una grande risorsa, anche rispetto alla sinergia con Firenze e alla necessità di sviluppare meglio in futuro la collaborazione con il porto di Livorno».
Un’altra proposta concreta da Andrisano: «Una fiera internazionale del turismo. Pisa ne ha bisogno. Magari dedicata ad un preciso segmento, come potrebbe essere quello del wedding. È un settore in grande crescita. Specialmente dai Paesi scandinavi e dal Giappone sempre più gente vuol venire a sposarsi in Toscana».
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