La manifestazione
Polpette avvelenate per uccidere due cani
Le esche con lumachicida lasciate nel giardino di una veterinaria di Tirrenia «Chi è capace di simili azioni non è degno di essere chiamato persona»
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TIRRENIA. Esche avvelenate per uccidere due Labrador. Con un veleno usate per le lumache. A finire nel mirino di chi odia gli animali è una veterinaria di Tirrenia, Francesca Bonelli.
La professionista denuncia l’attacco messo in pratica con la viltà dell’anonimato attraverso il suo profilo Facebook.
«Condivido le foto delle esche perché siano diffuse e magari utili ad altri» spiega in un lungo post in cui racconta l’episodio. Volevano uccidere Daen e Iorek. E in un modo atroce.
È successo venerdì in via Pisorno. Le esche simil feci, consistenza pastosa, odore forte di cacao e zucchero. «All'apertura non si evidenziavano particolari colori, o sostanze anomale, almeno alla vista – dice la dottoressa –. Essendo un medico veterinario ho avuto subito un forte sospetto del fatto che fossero esche velenose per i miei cani (due Labrador buonissimi che vivono in casa e vengono a lavoro con me, perciò non sono mai lasciati soli). Ho portato i campioni ad analizzare e il referto è stato agghiacciante. Un grosso quantitativo di metaldeide (veleno usato per le lumache) era presente nei bocconi. Se ingeriti avrebbero causato la morte in poche ore con sintomi vari (vomito, diarrea, convulsioni, febbre alta). La sostanza era presente all'interno dell'impasto. Non semplicemente inserita. Perciò sono stati confezionati con il solo scopo di fare del male e uccidere». La veterinaria ha denunciato il caso ai carabinieri. Una denuncia contro ignoti.
Riflette la dottoressa Bonelli: «Le persone che hanno fatto questo volevano colpirci. Duramente, forse senza nemmeno capire quanto sarebbe stato immenso il colpo inflitto. Le persone che hanno fatto questo smetterò di chiamarle persone, perché non posso definirle tali. Queste “cose” che hanno fatto questo, potrebbero tranquillamente far del male a una persona. Perché queste “cose” non hanno scrupoli con gli innocenti. Questo messaggio non è uno sfogo (altrimenti sarebbe pieno di brutte parole). Questo messaggio non è stato scritto per fomentare l’odio o reazioni cattive e commenti fuori luogo. Questo messaggio è stato scritto per segnalare che a Tirrenia qualcuno ha messo delle esche velenose nel mio giardino. A tutti quelli che hanno un cane, vi prego, fate attenzione».(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La professionista denuncia l’attacco messo in pratica con la viltà dell’anonimato attraverso il suo profilo Facebook.
«Condivido le foto delle esche perché siano diffuse e magari utili ad altri» spiega in un lungo post in cui racconta l’episodio. Volevano uccidere Daen e Iorek. E in un modo atroce.
È successo venerdì in via Pisorno. Le esche simil feci, consistenza pastosa, odore forte di cacao e zucchero. «All'apertura non si evidenziavano particolari colori, o sostanze anomale, almeno alla vista – dice la dottoressa –. Essendo un medico veterinario ho avuto subito un forte sospetto del fatto che fossero esche velenose per i miei cani (due Labrador buonissimi che vivono in casa e vengono a lavoro con me, perciò non sono mai lasciati soli). Ho portato i campioni ad analizzare e il referto è stato agghiacciante. Un grosso quantitativo di metaldeide (veleno usato per le lumache) era presente nei bocconi. Se ingeriti avrebbero causato la morte in poche ore con sintomi vari (vomito, diarrea, convulsioni, febbre alta). La sostanza era presente all'interno dell'impasto. Non semplicemente inserita. Perciò sono stati confezionati con il solo scopo di fare del male e uccidere». La veterinaria ha denunciato il caso ai carabinieri. Una denuncia contro ignoti.
Riflette la dottoressa Bonelli: «Le persone che hanno fatto questo volevano colpirci. Duramente, forse senza nemmeno capire quanto sarebbe stato immenso il colpo inflitto. Le persone che hanno fatto questo smetterò di chiamarle persone, perché non posso definirle tali. Queste “cose” che hanno fatto questo, potrebbero tranquillamente far del male a una persona. Perché queste “cose” non hanno scrupoli con gli innocenti. Questo messaggio non è uno sfogo (altrimenti sarebbe pieno di brutte parole). Questo messaggio non è stato scritto per fomentare l’odio o reazioni cattive e commenti fuori luogo. Questo messaggio è stato scritto per segnalare che a Tirrenia qualcuno ha messo delle esche velenose nel mio giardino. A tutti quelli che hanno un cane, vi prego, fate attenzione».(p.b.)
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