Il Tirreno

Pisa

Comune pluridiffidato sulle autocertificazioni

di Pietro Barghigiani
Comune pluridiffidato sulle autocertificazioni

I genitori: «Non dobbiamo presentare alcun documento»

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PISA. Vaccini, autocertificazioni e minacce di azioni legali. Di sicuro ci sono le diffide che i genitori di alcuni bimbi hanno già iniziato a depositare in Comune e nelle direzioni scolastiche per evitare l’esclusione dei loro figli dalla scuola in assenza di autocertificazione.

Nelle pieghe di provvedimenti studiati in tempi stretti e a ridosso della ripartenza dell’anno scolastico e con l’incognita del garante della privacy, l’obbligo vaccinale e la documentazione che ne consegue muove troppe pedine in uno scacchiere traballante.

L’invito del Comune ai genitori di fare le autocertificazioni, con l’integrazione a voce di qualche scuola di non fare entrare i bimbi (nidi e infanzia, da 0 a sei anni) in assenza del foglio di carta, ha schierato sulla stessa trincea decine di genitori. E il numero è destinato a crescere.

L’avvocato Andrea Callaioli è uno dei legali a cui diverse famiglie si sono rivolte per capire qualcosa di più in un guazzabuglio all’italiana dove singoli casi di malori e infezioni si sono trasformati in emergenza nazionale. Altri legali stanno lavorando sul medesimo fronte.

«L’accordo del 24 agosto scorso tra Anci, Ufficio scolastico regionale e le tre aziende sanitarie è chiaro – spiega l’avvocato –. I genitori non sono tenuti a effettuare alcuna comunicazione, né autocertificazione all’autorità scolastica o al Comune».

Il legale sottolinea che l’intesa prevede anche che «nelle more degli accertamenti la frequenza di tutti gli iscritti prosegue secondo le consuete modalità».

Dunque, l’appello di Palazzo Gambacorti ai genitori, «fate le autocertificazioni», per le famiglie pronte alle diffide è un’invasione di campo che viaggia dritta contro la legge. È un di più, non richiesto che grava sulle famiglie, rispetto all’accordo a tre tra Regione, Comuni e Asl che va nella direzione di togliere ogni incombenza ai genitori.

«Non si entra in classe se al termine di un percorso con solleciti e richiami da parte dell’Asl il bimbo non viene vaccinato – spiega l’avvocato Callaioli –. Ma non può essere impedito già ora, il primo giorno di scuola, al bambino di frequentare solo perché manca la documentazione o perché non è stata prenotata la vaccinazione. È solo una questione tra Asl e la famiglia».

Federica Fabrizi, neo coordinatrice dei servizi pedagogici, al Tirreno aveva ribadito che «le ultime novità ufficiali prevedono l’invio delle scuole alle Asl dei dati dei bambini iscritti alle scuole comunali. Poi è subentrata la questione della privacy; pertanto, come Comune, in via cautelativa, raccoglieremo le autocertificazioni dei genitori. Sono dei moduli pre-stampati molto semplici, che erano allegati alla circolare del Miur del primo settembre, in cui si dichiara i vaccini fatti dal figlio, o eventuale esonero autorizzato o l’appuntamento fissato all’Asl».

Con l’assessora alla Scuola Marilù Chiofalo a chiudere: «Meglio l’autocertificazione, che il rischio di mettere in discussione l’accoglienza degli alunni nelle strutture».

Ecco, è proprio sul riferimento all’accoglienza che per gli autori delle diffide il Comune «è privo del potere di disporre la non ammissione dei bambini». E se lo fa rischia una denuncia in Procura.

Nella diffida si elencano anche i reati: violenza privata aggravata dall’essere il fatto commesso da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni; interruzione di pubblico servizio e abuso d’ufficio.

La scadenza è quella dell’11 settembre per nidi e scuole d’infanzia. Tra vaccini pretesi e dimostrati e Comune pluridiffidato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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