Sicurezza
Vietato salvare dal degrado l’acquedotto
Una cittadina: «La vegetazione sta facendo danni, ma gli enti ci hanno impedito di rimuoverla»
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SAN GIULIANO TERME. All’Acquedotto Mediceo sembrano tenere più i cittadini delle istituzioni. Basta leggere le reazioni sui social network dopo l’ennesimo cedimento avvenuto nei giorni scorsi. Una parte dell’arco numero 46 si è sbriciolata mentre un corridore stava percorrendo la frequentatissima pista ciclo-pedonale adiacente a via dei Condotti. Per fortuna, la caduta di pezzi di muratura in corrispondenza della chiave dell’arco non ha provocato danni a persone o cose. «Se ci cade in testa, a chi bisogna fare l’esposto?», chiede Monica Fontana sulla pagina Facebook del sindaco Sergio Di Maio, il quale risponde: «Al Comune di Pisa, responsabile della struttura». Un’altra utente sollecita il sindaco a mantenere alta l’attenzione sull’abbandono del complesso monumentale. «Come rappresentante dei cittadini, lei può in qualche modo continuare a tenere alta l'attenzione sullo stato pericolante dei Condotti, da decenni trascurati dal Comune di Pisa. Sono stati trovati fondi europei per il restauro delle mura di Pisa, possibile che per un'opera così caratterizzante il nostro territorio non si possa fare nulla? Anche un progetto di lungo respiro, un intervento su dieci o venti anni, che prevedesse il restauro dell'acquedotto a tratti, sarebbe un bel segnale. I Condotti sono lunghi, sei chilometri sono tanti, il costo è alto, ma se continuiamo a non fare nulla, cosa resterà?», afferma Silvia Alberti citando un articolo del Tirreno che l’anno scorso ha denunciato il dirottamento di fondi della Fondazione Pisa su altri progetti, nonostante inizialmente fossero destinati all’Acquedotto. Fa clamore il messaggio pubblicato su Facebook da una cittadina di Asciano che segnala le infinite beghe burocratiche per rimuovere la vegetazione da un tratto di acquedotto che insiste nella sua proprietà. Arbusti di vario genere hanno invaso il monumento e la coscienziosa residente ha contattato diversi enti per avere l’autorizzazione ad effettuare gli interventi necessari. «Il Comune di San Giuliano, Acque Spa e il Comune di Pisa ci hanno vietato di rimuovere l'alberello a nostre spese – scrive Alba Barsanti –. Intanto, le sue radici fanno danni, fino a far cadere dei mattoni in giardino. Come fare ad evitare il peggio?».
La vicenda è senz’altro singolare. Il monumento cade a pezzi e la burocrazia impedisce ai cittadini di salvarlo. Un vero e proprio paradosso. L’opera di ingegneria idraulica costruita dai Medici per portare l’acqua dei Monti Pisani nella città della Torre, gode di pessima salute, specialmente nel tratto ascianese: negli anni, diversi archi sono stati inglobati nei muri di cinta di proprietà private; altri sono crollati sotto il peso dei secoli o sono stati sfregiati da scritte, mentre altre parti ancora sono tenute in piedi da strutture in legno o da tiranti in acciaio.
Sharon Braithwaite
La vicenda è senz’altro singolare. Il monumento cade a pezzi e la burocrazia impedisce ai cittadini di salvarlo. Un vero e proprio paradosso. L’opera di ingegneria idraulica costruita dai Medici per portare l’acqua dei Monti Pisani nella città della Torre, gode di pessima salute, specialmente nel tratto ascianese: negli anni, diversi archi sono stati inglobati nei muri di cinta di proprietà private; altri sono crollati sotto il peso dei secoli o sono stati sfregiati da scritte, mentre altre parti ancora sono tenute in piedi da strutture in legno o da tiranti in acciaio.
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