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Pisa

Restyling Arena: ora spunta anche un sottopasso

Andrea Chiavacci
Restyling Arena: ora spunta anche un sottopasso

Nel piano complessivo l’ipotesi di una struttura per superare il passaggio a livello di via Rindi. L'assessore Serfogli: "Ospedaletto soluzione non praticabile"

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PISA. «L’ipotesi di un nuovo stadio ad Ospedaletto è una soluzione non praticabile, vogliamo invece riqualificare l’Arena Garibaldi e insieme il quartiere». A ribadire il pensiero di Palazzo Gambacorti sul destino dello stadio di Porta a Lucca è stato l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli durante l’incontro sulla situazione degli impianti sportivi cittadini che si è svolto alla Festa dell’Unità di Riglione. Tra gli invitati, ma assente perché impegnato a Milano, anche il presidente del Pisa Sc, Giuseppe Corrado. Passaggio essenziale della vicenda è la presentazione dei sette progetti che la società nerazzurra ha annunciato per il 15 settembre in un’assemblea pubblica al Teatro Verdi. «Ribadisco - dice Serfogli - che la nuova proprietà ci ha fatto un’ottima impressione in questi primi mesi e siamo convinti che questa operazione si possa realizzare firmando anche una convenzione di 30 anni con il Pisa».

Mentre l’assessore spiega che i lavori per le misure antisismiche nel settore della curva Nord sono stati bloccati, visto che il nuovo progetto prevede che le curve siano demolite per ricostruirle più vicine al campo di gioco, il Comune conferma che si aspetta nei piani della società contestuali interventi a vantaggio del quartiere. Lo stesso Serfogli, a titolo di esempio (di sicuro gradito), dice che nel piano potrebbe rientrare la costruzione di un sottopasso o un sovrappasso per superare l’ostacolo rappresentato dal passaggio a livello di via Rindi, causa di code di auto e di turisti diretti alla Torre. «Ragiono per ipotesi - dice - ma è evidente come il parcheggio selvaggio sia una delle problematiche per Porta a Lucca quando ci sono le partite. Un utilizzo maggiore e più razionale dei parcheggi scambiatori per raggiungere lo stadio, a cominciare da quello di via Pietrasantina, potrebbe essere una soluzione interessante. A patto però di eliminare punti critici come la presenza del passaggio a livello. Ma per questo ci sono anche altre possibili soluzioni, di cui stiamo già parlando con le Ferrovie». Resta comunque, quella di inserire la costruzione di un sottopasso (o sovrappasso) in via Rindi nel progetto complessivo di restyling dell’Arena, una traccia di lavoro interessante.

Ma non c’è solo l’Arena. Le problematiche sono diffuse. A cominciare dalla chiusura dello storico impianto di Marina di Pisa, sigillato da febbraio per i mancati lavori di rimozione dell’amianto: «Mi ero attivato personalmente, però la gara di appalto per i lavori si è chiusa solo ora. Mi spiace che la Marinese Garzella non si sia iscritta al campionato e non abbia trovato ospitalità altrove. I primi giorni di settembre partiranno i lavori, che saranno eseguiti per lo stesso motivo anche al campo Abetone e agli impianti del Tennis Club».

I numeri dicono che dal 2010 al 2016, anno di Pisa città europea dello sport, il Comune ha investito 4,2 milioni di euro negli impianti sportivi. «Abbiamo un grande patrimonio - spiega Serfogli - che però necessita di un notevole lavoro di manutenzione perché le strutture sono obsolete».

Tre gli obiettivi a breve scadenza: «Vogliamo iniziare almeno il primo lotto di lavori per la pista di atletica nuova al campo scuola, con un investimento complessivo di 300mila euro. Dare la completa agibilità al Palazzetto dello sport con interventi sugli impianti di riscaldamento: i lavori inizieranno la settimana prossima. Infine l’impegno per ristrutturare la piscina comunale, che è l’impianto che ospita il maggior numero di ragazzi».

Le società però chiedono maggiore attenzione e trasparenza. «Dobbiamo far fronte a tante spese - sostiene Carlo Coletti della Scintilla– e chiediamo all’amministrazione di starci più vicino. Il problema principale è quello delle concessioni, servono regole certe, altrimenti c’è il rischio che tante realtà non possano sopravvivere». Anche Giuliano Pizzanelli, delegato provinciale del Coni, si prende un impegno: «Verificheremo tutti insieme ogni mese le condizioni degli impianti».
 

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