Il dolore
Sparito un milione, in 19 sotto processo
Giudizio immediato per l’ex funzionario e i beneficiari delle somme. L’impiegato al pm: «Soldi spesi in case, viaggi e gioielli»
PISA. Sotto processo in diciannove per il milione di euro uscito dalle casse dell’Inps. Oltre all’autore reo confesso della spoliazione, l’ex funzionario, nel frattempo licenziato, Antonino Finocchiaro, il sostituto procuratore Giovanni Porpora ha disposto il giudizio immediato anche per i diciotto beneficiari dei soldi liquidati come trattamenti riferiti alla cassa integrazione. L’accusa è di è peculato in concorso.
Si tratta di somme non dovute che l’impiegato era riuscito a stornare dai fondi Inps girandole poi su conti correnti o PayPal intestati anche a persone inconsapevoli, ma sui quali c’era chi aveva la possibilità di recuperare gli importi. La prima udienza è stata fissata a fine ottobre, ma è alta la probabilità che gli imputati ricorrano a riti alternativi, dal patteggiamento all’abbreviato, per uscire dal processo senza un dibattimento pubblico. L’evidenza solare delle prove non lascia grandi margini di difesa. A meno che non ci sia chi vorrà sostenere di aver ricevuto soldi senza motivo e a sua insaputa.
Arrestato nel maggio 2016, Finocchiaro, 59 anni, residente a Pontasserchio, ammise ogni responsabilità. Una confessione piena nella quale disse di aver iniziato a distrarre fondi dalle casse dell’istituto di previdenza per un iniziale debito di 20mila euro a cui far fronte. Da lì in poi il meccanismo con cui riusciva, all’insaputa di colleghi e superiori, a trasferire i soldi lo aveva fagocitato fino al punto di far sparire, secondo l’accusa, un milione e 39mila euro nel giro di pochi mesi. Denaro che, una volta accreditato, tornava nelle tasche del funzionario con una quota dell’80-90 per cento. «Con i soldi ho comprato una casa a Boretto (Reggio Emilia), un’auto e poi gioielli e un Rolex per una donna, ho fatto viaggi, anche all’estero» fece mettere a verbale nell’interrogatorio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.13527987:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/05/23/news/confessa-il-funzionario-inps-arrestato-1.13527987]]
La Corte dei conti gli ha sequestrato la casa di Pontasserchio e quella di Boretto e tre garage. Secondo gli inquirenti «le azioni illecite sono consistite in particolare nell’aver, quale dipendente dell’ente previdenziale addetto all’inserimento dei dati relativi a trattamenti di Cassa integrazione guadagni straordinaria e corresponsioni delle relative somme spettanti ai lavoratori, effettuato operazioni di pagamenti non dovuti, con accrediti medianti conti correnti bancari o postali intestati a terzi inconsapevoli o a suoi complici, con danno patrimoniale per l’Inps per le somme erogate di cui si appropriava insieme ad altri compartecipi dell’azione illecita».
Per l’accusa Finocchiaro aveva aperto varie posizioni – ne sono state trovate almeno 220 - intestandole a persone all’oscuro di tutto e alcune neanche lo conoscevano - residenti in provincia. Mandati di pagamento inviati anche a extracomunitari i cui conti correnti e PayPal avevano, però, l’Iban intestato a chi incassava le cifre. Per otto mesi il giochino aveva funzionato. Una sicurezza di impunità che alla fine ha tradito l’impiegato. Anche perché alla lunga sarebbe stato difficile spiegare quel rivolo di denaro che partiva verso destinazioni reali, ma solo sulla carta. Il sistema è stato fermato con l’arresto.
E ora siamo al giudizio. Agli inquirenti Finocchiaro ha raccontato del rapporto particolare che lo legava a un altro imputato, Fedele Camarretta, 47 anni, di Cascina. Quasi un feeling che in alcuni passaggi dei verbali si trasforma quasi in timore per le possibili reazioni dell’uomo. Secondo la Procura il suo ruolo era quello di reclutatore di persone a cui inviare i soldi. Ne sono state individuate dieci. Aprivano i conti correnti per ricevere i soldi versati da Finocchiaro. In tutto, come “collettore” dei fondi sottratti in modo fraudolento, Cammarretta gestiva dieci posizioni per un totale stimato in 612mila euro. Liquidità poi recuperata con i prelievi attraverso carte di credito e bancomat collegate ai conti. Salvo concedere dei “premi” ai prestanome.
Come titolare di conti correnti Cammarretta ha ottenuto 101mila euro. Ecco gli imputati che hanno percepito più di 50mila euro. Roberto Buccheri, 46 anni, San Giuliano Terme, 80mila euro; Carmen Adelina Buzatu, 46 anni, Pisa, 100mila euro; Salvatore Fiscelli,47 anni, Pisa, 126mila euro; Costanzo Montalto, 63 anni, Ponsacco, 85mila euro; Kamel Raach, 26 anni, Cascina, 107mila euro; Federico Turato, 26 anni, Cascina, 66mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
