Il Tirreno

Pisa

Tutti in cerca di leader lo scatto di Veronese

di Francesco Loi
Tutti in cerca di leader lo scatto di Veronese

Si stringono i tempi per individuare i candidati a sindaco per il post-Filippeschi L’imprenditore (e presidente di Confesercenti) alla guida di “Patto Civico”

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PISA. In cerca di un leader. Pausa estiva agli sgoccioli. Poi in discesa verso le elezioni amministrative di Pisa nella primavera 2018 (se non prima). Da (centro) sinistra a (centro) destra, passando per le liste civiche, è il tempo di stringere per individuare e scegliere, magari attraverso le primarie, i candidati. Perché i programmi sono importanti, ma chi ci mette la faccia non è da meno, anzi. Se nel centrodestra la situazione resta nebulosa, nel centrosinistra il quadro per ora non è tanto differente. Invece nell’arcipelago delle liste civiche si intravede il primo traguardo.

Dentro il Patto Civico, la nuova formazione lanciata dai Riformisti e dalla lista “Progetto Pisa”, con adesione poi del movimento “Pensare Pisa”, si sta affermando sempre più Antonio Veronese come figura di riferimento di questa compagine che, pur partendo da una lista (Riformisti) ora in maggioranza a Palazzo Gambacorti, si dichiara pronta alla svolta e da subito svincolata da ogni partito. Oltre che aperta ad ogni adesione sulla base del programma che sarà presentato nelle prossime settimane e decisa soprattutto ad essere la “locomotiva” del Patto Civico.

Per questo occorre scegliere un leader. «Veronese ha le carte in regola per essere il candidato», si sente dire da più parti, nei salotti politici come alle feste di partito. Un ulteriore indizio: quando il Patto Civico venne presentato ufficialmente in Comune, emerse anche l’ammissione che il possibile candidato già si trovasse in quella stanza. Come appunto Veronese, conosciutissimo imprenditore del settore del turismo e della ristorazione, presidente di Confesercenti Pisa. La sua candidatura è data sempre più per probabile, ma non è ancora ufficiale. Peraltro non può esserlo perché incompatibile con la carica ricoperta ora in Confesercenti. Le dimissioni dovrebbero essere quindi un passaggio obbligato prima di procedere con la candidatura. Che sarebbe una mossa oltre ogni schema consolidato della politica.

Nel centrosinistra è soprattutto dal Partito democratico che si attende la mossa-candidatura. «Ad ottobre», è quanto ha già dichiarato il segretario comunale Giovanni Viale, sempre più in prima fila nel guidare i dem in questa fase difficile e decisiva in vista delle amministrative, con il compito anzitutto di domare le correnti, farle confluire su un nome stoppando le battaglie di questi mesi ed evitando così le primarie interne e forse (ma non è detto) di coalizione. Un impegno che potrebbe consegnare la nomination proprio a Viale, mentre in prima fila resta l’assessore Andrea Serfogli. Senza dimenticare che dentro il Pd ogni valutazione non potrà che intrecciarsi con le candidature al Parlamento. Dove non sono escluse sorprese. Questa la discussione dentro i democratici, che proseguono anche gli abboccamenti con i possibili, probabili alleati principali: “In lista per Pisa” del vicesindaco Paolo Ghezzi e Mdp-Articolo Uno del deputato Paolo Fontanelli. «Abbiamo forze e competenze per esprimere una nostra candidatura», hanno finora detto e ripetuto nel Pd pisano. Ma è certo che un nome esterno, civico, potrebbe rendere più semplice (o meno complicato, dipende dai punti di vista) l’intesa con Mdp, dove Fontanelli invoca segnali di discontinuità. È in questo ambito che da qualche tempo sono iniziati a girare nomi di profili “a mezza strada”. C’è chi ha avanzato l’ipotesi dell’ex assessore Salvatore Sanzo, uscito dalla giunta comunale sbattendo la porta; e chi, più recentemente, mette sul tavolo l’idea Federica Ciardelli, avvocato, presidente del Ctp 6 ed esponente di quella “In lista per Pisa” che Fontanelli ha sempre tenuto in grande considerazione. Una candidatura civica sulla quale il Pd potrebbe aprire un confronto, allargandolo alla figura del vicesindaco. A meno che non torni a prendersi un ruolo principale, e forse mai è uscita dal giro delle possibilità, l’ipotesi del deputato Federico Gelli, altro nome che ha le caratteristiche per unire il centrosinistra. Magari senza primarie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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