Italia
Lotta alla contraffazione ora si colpiscono i fornitori
La polizia municipale sanziona 3 negozi e sequestra 3.100 articoli tra giocattoli e borse Il comandante: «I cittadini ci aiutino». Confesercenti: «Bene, ma c’è ancora da fare»
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PISA. Neutralizzare il flusso in strada di prodotti contraffatti seccando la fonte. I vigili urbani colpiscono all’origine nella filiera del falso. In due giorni i nuclei anti degrado e Annonaria hanno controllato cinque esercizi commerciali della zona stazione, tre attivi nella vendita di giocattoli e oggettistica e due con borse e prodotti tessili.
Tre negozi hanno ricevuto un verbale di 3mila euro al termine delle verifiche svolte con i vigili del fuoco. A tutti è stato contestato di aver messo in vendita prodotti senza il marchio Ce. Ma il colpo che fa male è il sequestro di 3100 prodotti, tra giocattoli (pupazzi, peluche, freccette, palloni e altro) e oggettistica varia (borse e tessili). I vigili del fuoco hanno, inoltre, rilevato la mancanza del certificato di valutazione dei rischi in uno dei cinque negozi (ha un dipendente). Oltre agli accertamenti su prodotti e luoghi, sono in corso quelli fiscali annonari e quelli relativi al rispetto della normativa edilizia.
«L’attività investigativa portata avanti dalla polizia municipale – dichiara il comandante Michele Stefanelli - è finalizzata a stroncare la catena di sfruttamento del commercio abusivo, andando a colpire i distributori, ovvero l’anello iniziale della catena di sfruttamento legata a questa attività criminale. L’attività è tuttora in corso. Si invitano i cittadini che rilevassero elementi particolarmente anomali alle dinamiche di tutti i giorni, a segnalare all’ufficio anti degrado della municipale. Ogni segnalazione può essere utile al contrasto. Ricordo che il contributo del cittadino è importante per concorrere a un ambiente corretto e rispettoso delle regole. Il controllo di polizia deve poter contare su un controllo sociale informale che spinge al rispetto delle regole tutte, in questo caso di quelle commerciali. Lo smercio abusivo minuto è l’ultimo anello della catena di sfruttamento».
Obiettivi e risultati dei vigili urbani vengono valutati positivamente da Confesercenti.
«Dobbiamo dare atto che in queste ultime settimane qualcosa si sta muovendo nella lotta al fenomeno dilagante dell’abusivismo commerciale. E con le azioni dei giorni scorsi nei bazar della zona della stazione, si è messo finalmente il dito nella piaga. Ma la strada è ancora lunga». È il pensiero di Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, all’intervento dei vigili urbani in alcune attività che «di fatto – aggiunge – si sono trasformate in vere e proprie centrali di rifornimento dei venditori abusivi. Un fenomeno che noi abbiamo sempre denunciato fin dai tempi che la nostra sede si trovava in via Catalani, strada in cui gli abusivi addirittura pranzavano in una sorta di mensa pubblica prima di fare rifornimento. Azioni come quelle alla stazioni sono fondamentali per colpire l’intera filiera, anche se i venditori in città non sono certo scomparsi».
Romoli parla comunque di segnali di inversione di tendenza. «La lotta condotta negli ultimi anni contro l’abusivismo commerciale si è trovata spesso a fare i conti con la mancanza di uomini per applicare le leggi. Un esempio su tutti l’ordinanza anti borsone che, forse, avrebbe impedito i rifornimenti alla stazione se fosse stata supportata da un numero di uomini congrui per la sua applicazione. Crediamo che i controlli e le azioni non debbano, proprio in questo momento, venir meno. Al Duomo alcune zone sono tornate come prima in mano agli abusivi con le solite stenderie di merce contraffatta. Questo non può essere permesso».
Romoli si augura che le forze dell’ordine proseguano le loro azioni di contrasto che non possono limitarsi ai isolati blitz. «I vigili urbani sono in prima linea in questa battaglia svolgendo uno dei ruoli che a loro compete e cioè sanzionare l’abusivismo commerciale – conclude – . Ruolo che viene svolto non certo per fare un favore a qualcuno. Quando poi all’abusivismo si unisce la vendita di merce contraffatta, a questo punto siamo di fronte ad un reato penale che non può certo essere considerato semplice fenomeno folcloristico».
Tre negozi hanno ricevuto un verbale di 3mila euro al termine delle verifiche svolte con i vigili del fuoco. A tutti è stato contestato di aver messo in vendita prodotti senza il marchio Ce. Ma il colpo che fa male è il sequestro di 3100 prodotti, tra giocattoli (pupazzi, peluche, freccette, palloni e altro) e oggettistica varia (borse e tessili). I vigili del fuoco hanno, inoltre, rilevato la mancanza del certificato di valutazione dei rischi in uno dei cinque negozi (ha un dipendente). Oltre agli accertamenti su prodotti e luoghi, sono in corso quelli fiscali annonari e quelli relativi al rispetto della normativa edilizia.
«L’attività investigativa portata avanti dalla polizia municipale – dichiara il comandante Michele Stefanelli - è finalizzata a stroncare la catena di sfruttamento del commercio abusivo, andando a colpire i distributori, ovvero l’anello iniziale della catena di sfruttamento legata a questa attività criminale. L’attività è tuttora in corso. Si invitano i cittadini che rilevassero elementi particolarmente anomali alle dinamiche di tutti i giorni, a segnalare all’ufficio anti degrado della municipale. Ogni segnalazione può essere utile al contrasto. Ricordo che il contributo del cittadino è importante per concorrere a un ambiente corretto e rispettoso delle regole. Il controllo di polizia deve poter contare su un controllo sociale informale che spinge al rispetto delle regole tutte, in questo caso di quelle commerciali. Lo smercio abusivo minuto è l’ultimo anello della catena di sfruttamento».
Obiettivi e risultati dei vigili urbani vengono valutati positivamente da Confesercenti.
«Dobbiamo dare atto che in queste ultime settimane qualcosa si sta muovendo nella lotta al fenomeno dilagante dell’abusivismo commerciale. E con le azioni dei giorni scorsi nei bazar della zona della stazione, si è messo finalmente il dito nella piaga. Ma la strada è ancora lunga». È il pensiero di Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, all’intervento dei vigili urbani in alcune attività che «di fatto – aggiunge – si sono trasformate in vere e proprie centrali di rifornimento dei venditori abusivi. Un fenomeno che noi abbiamo sempre denunciato fin dai tempi che la nostra sede si trovava in via Catalani, strada in cui gli abusivi addirittura pranzavano in una sorta di mensa pubblica prima di fare rifornimento. Azioni come quelle alla stazioni sono fondamentali per colpire l’intera filiera, anche se i venditori in città non sono certo scomparsi».
Romoli parla comunque di segnali di inversione di tendenza. «La lotta condotta negli ultimi anni contro l’abusivismo commerciale si è trovata spesso a fare i conti con la mancanza di uomini per applicare le leggi. Un esempio su tutti l’ordinanza anti borsone che, forse, avrebbe impedito i rifornimenti alla stazione se fosse stata supportata da un numero di uomini congrui per la sua applicazione. Crediamo che i controlli e le azioni non debbano, proprio in questo momento, venir meno. Al Duomo alcune zone sono tornate come prima in mano agli abusivi con le solite stenderie di merce contraffatta. Questo non può essere permesso».
Romoli si augura che le forze dell’ordine proseguano le loro azioni di contrasto che non possono limitarsi ai isolati blitz. «I vigili urbani sono in prima linea in questa battaglia svolgendo uno dei ruoli che a loro compete e cioè sanzionare l’abusivismo commerciale – conclude – . Ruolo che viene svolto non certo per fare un favore a qualcuno. Quando poi all’abusivismo si unisce la vendita di merce contraffatta, a questo punto siamo di fronte ad un reato penale che non può certo essere considerato semplice fenomeno folcloristico».
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