Il dolore
la polemica
Agricoltori contro cacciatori per le nomine negli Atc
PISA. Si sono insediati i nuovi comitati di gestione degli Ambiti territoriali di caccia 14 e 15 (il primo della zona orientale, il secondo della zona occidentale) in provincia di Pisa, organismi che...
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PISA. Si sono insediati i nuovi comitati di gestione degli Ambiti territoriali di caccia 14 e 15 (il primo della zona orientale, il secondo della zona occidentale) in provincia di Pisa, organismi che perseguono le finalità di organizzazione dell'esercizio venatorio in forma programmata e di gestione del territorio di propria competenza, con alcuni obiettivi principali che sono: promuovere e valorizzare l’ambiente e la fauna selvatica; organizzare l’attività e il prelievo venatorio in armonia con il patrimonio faunistico disponibile; favorire e proteggere lo svolgimento delle attività agricole.
Sulla composizione dei comitati la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) pisana manifesta una posizione molto critica. «Soli ma orgogliosi di stare dalla parte dei nostri agricoltori a tutela delle loro attività, ma soprattutto della loro dignità», questo il senso del documento presentato dall’associazione con cui viene motivata l’astensione dei propri membri al momento dell’elezione dei presidenti.
«Esprimiamo il nostro rammarico – è la posizione della Cia di Pisa – per come si è caratterizzato l’iter che ha portato alla nomina dei comitati di gestione degli Atc. Si potrebbe dire “niente di nuovo sotto il sole”. Anche stavolta, infatti, il mondo venatorio è predominante in quanto, oltre alle tre figure indicate ufficialmente dalle associazioni di riferimento, le nomine di espressione pubblica, quelle per le quali la legge richiede degli amministratori (consiglieri comunali o assessori), sono palesemente graditi ai cacciatori. Ma stavolta c’è anche qualcosa di nuovo, si tratta del sostanziale disinteresse delle associazioni ambientaliste storiche, a far parte dei comitati di gestione. Così c’è chi ne ha approfittato utilizzando associazioni ambientaliste pret à porter, per ampliare indirettamente la propria rappresentanza nei comitati. Intendiamoci, di questo non facciamo una colpa a quelle associazioni che, legittimamente, hanno sfruttato questa opportunità. Ma lo riteniamo un ulteriore elemento negativo della politica, quasi tutta, per un tipo di impostazione che ha sempre messo d’accordo maggioranze e opposizioni, con rare eccezioni. Politica che non ha sentito la necessità di porre correttivi a questo progressivo snaturamento di quanto stabilito dal legislatore circa la composizione dei comitati di gestione degli Atc, che aveva come principi base la pariteticità di rappresentanza del mondo agricolo e del mondo venatorio, la presenza qualificata del mondo ambientalista, la presenza terza e di garanzia di figure di espressione istituzionale. Una politica che continua a considerare ogni questione attinente la gestione della fauna selvatica di pertinenza primaria del mondo venatorio, facendo confusione, più o meno consapevolmente, con la caccia, vale a dire con le questioni dell’esercizio venatorio, che ne costituiscono solo una parte, nemmeno preponderante».
Tornando alla composizione dei comitati di gestione degli Atc, la Cia di Pisa ha scelto di indicare «persone (Giovanni Vezzosi per l’Atc 14 e Claudio Bacci per l’Atc 15, ndr) che fossero rappresentative del mondo agricolo e che si facessero carico di evidenziarne esigenze e peculiarità. Per senso di responsabilità, all’insediamento abbiamo dato indicazione ai nostri referenti di non votare contro il candidato presidente, ma non ci potrà nemmeno essere un voto a favore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sulla composizione dei comitati la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) pisana manifesta una posizione molto critica. «Soli ma orgogliosi di stare dalla parte dei nostri agricoltori a tutela delle loro attività, ma soprattutto della loro dignità», questo il senso del documento presentato dall’associazione con cui viene motivata l’astensione dei propri membri al momento dell’elezione dei presidenti.
«Esprimiamo il nostro rammarico – è la posizione della Cia di Pisa – per come si è caratterizzato l’iter che ha portato alla nomina dei comitati di gestione degli Atc. Si potrebbe dire “niente di nuovo sotto il sole”. Anche stavolta, infatti, il mondo venatorio è predominante in quanto, oltre alle tre figure indicate ufficialmente dalle associazioni di riferimento, le nomine di espressione pubblica, quelle per le quali la legge richiede degli amministratori (consiglieri comunali o assessori), sono palesemente graditi ai cacciatori. Ma stavolta c’è anche qualcosa di nuovo, si tratta del sostanziale disinteresse delle associazioni ambientaliste storiche, a far parte dei comitati di gestione. Così c’è chi ne ha approfittato utilizzando associazioni ambientaliste pret à porter, per ampliare indirettamente la propria rappresentanza nei comitati. Intendiamoci, di questo non facciamo una colpa a quelle associazioni che, legittimamente, hanno sfruttato questa opportunità. Ma lo riteniamo un ulteriore elemento negativo della politica, quasi tutta, per un tipo di impostazione che ha sempre messo d’accordo maggioranze e opposizioni, con rare eccezioni. Politica che non ha sentito la necessità di porre correttivi a questo progressivo snaturamento di quanto stabilito dal legislatore circa la composizione dei comitati di gestione degli Atc, che aveva come principi base la pariteticità di rappresentanza del mondo agricolo e del mondo venatorio, la presenza qualificata del mondo ambientalista, la presenza terza e di garanzia di figure di espressione istituzionale. Una politica che continua a considerare ogni questione attinente la gestione della fauna selvatica di pertinenza primaria del mondo venatorio, facendo confusione, più o meno consapevolmente, con la caccia, vale a dire con le questioni dell’esercizio venatorio, che ne costituiscono solo una parte, nemmeno preponderante».
Tornando alla composizione dei comitati di gestione degli Atc, la Cia di Pisa ha scelto di indicare «persone (Giovanni Vezzosi per l’Atc 14 e Claudio Bacci per l’Atc 15, ndr) che fossero rappresentative del mondo agricolo e che si facessero carico di evidenziarne esigenze e peculiarità. Per senso di responsabilità, all’insediamento abbiamo dato indicazione ai nostri referenti di non votare contro il candidato presidente, ma non ci potrà nemmeno essere un voto a favore».
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