Sicurezza
A CALAMBRONE
Spiaggiate, pochi danni ma le dune sono una discarica
CALAMBRONE. Ferragosto ormai è passato e adesso è il momento sia di contare i danni ma soprattutto di ripulire. Sulle spiagge libere a Calambrone, si è svolta la consueta spiaggiata di metà estate e...
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CALAMBRONE. Ferragosto ormai è passato e adesso è il momento sia di contare i danni ma soprattutto di ripulire.
Sulle spiagge libere a Calambrone, si è svolta la consueta spiaggiata di metà estate e gli arenili, come sempre, ieri mattina erano «un porcile» per usare il termine di chi si è ritrovato in mezzo allo sporco abbandonato dai gruppi di giovani e meno giovani che hanno trascorso la notte in spiaggia. In barba a divieti e normative anti fuochi e bivacchi.
Spiaggia, dune e vialetti d’accesso alle abitazioni dell’ex colonie che si affacciano su queste spiagge, presentavano chiaramente i postumi delle sbronze e dei bivacchi di oltre 1500 ragazzi venuti a festeggiare la notte di mezza estate sulla spiaggia e le dune soprattutto, mostravano i segni della devastazione sia per sporcizia che per i rami e i legni rotti per fare i falò. Un tema, quello della devastazione ambientale, più volte sollevato da attivisti e volontari dalle associazioni ambientaliste del territorio che, come nel caso del Wwf che si occupa della gestione dell’Oasi di Tirrenia, hanno organizzato anche pattugliamenti e controlli con le guardie del Parco. Ma il fenomeno è difficilmente contenibile.
Gli stabilimenti balneari vicini alla spiaggia libera teatro delle “spiaggiate” di Ferragosto comunque, non hanno avuto problemi anche perché si erano attrezzati per tempo prevedendo una sorveglianza anche con personale addetto alla vigilanza notturna. Secondo i titolari degli stabilimenti confinanti con le spiagge libere però, quest’anno il numero dei ragazzi venuti per la spiaggiata, erano un po’ più contenuto rispetto agli anni scorsi confermando così un trend che vede questo fenomeno in diminuzione.
Detto questo pare tuttavia non ci sia pace per un habitat così delicato come quello delle dune a Tirrenia. Per trovare sporcizia e accampamenti sulle spiagge libere e nell’area dunale, infatti, non c’è bisogno di aspettare Ferragosto. Sulla spiaggia libera e attrezzata T76 Powered by Metarock accanto all’acquapark a Tirrenia, ormai da un paio di mesi circa, c’è un piccolo accampamento con due tende canadesi e sembra che vi abitino dei cittadini stranieri. Il punto è abbastanza riparato da occhi indiscreti perché si trova accanto alla staccionata di legno che separa la spiaggia libera dal vicino stabilimento, dove gli occupanti delle tende stendono tranquillamente i loro indumenti in bella vista. Una piccola nicchia riservata vicino anche alle dune utilizzata come discarica. Ma tutta l’area presenta condizioni igieniche indescrivibili.
Siamo andati a fare un sopralluogo e abbiamo trovato resti di cibo abbandonati, bottiglie e sacchi di plastica ma soprattutto, con la giornata calda di ieri, quello che dominava su tutto era il cattivo odore che rendeva l’aria irrespirabile tanto da costringerci a tornare indietro in tutta fretta. La cosa è stata segnalata da Sergio Giovannini, fondatore del “Gruppo Acchiapparifiuti” che in primavera, insieme a tanti volontari, ha ripulito tutti gli arenili e le dune compresa quella zona. E pensare che l’intera area era stata ripulita dai volontari prima dell’avvio della stagione estiva con grande sforzo e volontà. Interventi premiati anche dal Comune e dal Parco di cui, oggi, non resta traccia. «Non è giusto che venga vanificato in questo modo tutto il lavoro di decine di volontari – commenta Giovannini - E poi, questo accampamento l’ho segnalato da tempo a tutte le autorità ma come potete vedere nessuno ha fatto niente». Ieri mattina comunque, sulla parte di spiaggia libera c’erano accampate altre tende benché sia proibito per legge. Anche il vialetto d’accesso alla spiaggia libera attrezzata che comunque non fa parte della concessione, è una piccola discarica a cielo aperto e su di un muretto c’è un extracomunitario che espone tranquillamente la sua merce come se fosse un negozio.
Donatella Lascar
Sulle spiagge libere a Calambrone, si è svolta la consueta spiaggiata di metà estate e gli arenili, come sempre, ieri mattina erano «un porcile» per usare il termine di chi si è ritrovato in mezzo allo sporco abbandonato dai gruppi di giovani e meno giovani che hanno trascorso la notte in spiaggia. In barba a divieti e normative anti fuochi e bivacchi.
Spiaggia, dune e vialetti d’accesso alle abitazioni dell’ex colonie che si affacciano su queste spiagge, presentavano chiaramente i postumi delle sbronze e dei bivacchi di oltre 1500 ragazzi venuti a festeggiare la notte di mezza estate sulla spiaggia e le dune soprattutto, mostravano i segni della devastazione sia per sporcizia che per i rami e i legni rotti per fare i falò. Un tema, quello della devastazione ambientale, più volte sollevato da attivisti e volontari dalle associazioni ambientaliste del territorio che, come nel caso del Wwf che si occupa della gestione dell’Oasi di Tirrenia, hanno organizzato anche pattugliamenti e controlli con le guardie del Parco. Ma il fenomeno è difficilmente contenibile.
Gli stabilimenti balneari vicini alla spiaggia libera teatro delle “spiaggiate” di Ferragosto comunque, non hanno avuto problemi anche perché si erano attrezzati per tempo prevedendo una sorveglianza anche con personale addetto alla vigilanza notturna. Secondo i titolari degli stabilimenti confinanti con le spiagge libere però, quest’anno il numero dei ragazzi venuti per la spiaggiata, erano un po’ più contenuto rispetto agli anni scorsi confermando così un trend che vede questo fenomeno in diminuzione.
Detto questo pare tuttavia non ci sia pace per un habitat così delicato come quello delle dune a Tirrenia. Per trovare sporcizia e accampamenti sulle spiagge libere e nell’area dunale, infatti, non c’è bisogno di aspettare Ferragosto. Sulla spiaggia libera e attrezzata T76 Powered by Metarock accanto all’acquapark a Tirrenia, ormai da un paio di mesi circa, c’è un piccolo accampamento con due tende canadesi e sembra che vi abitino dei cittadini stranieri. Il punto è abbastanza riparato da occhi indiscreti perché si trova accanto alla staccionata di legno che separa la spiaggia libera dal vicino stabilimento, dove gli occupanti delle tende stendono tranquillamente i loro indumenti in bella vista. Una piccola nicchia riservata vicino anche alle dune utilizzata come discarica. Ma tutta l’area presenta condizioni igieniche indescrivibili.
Siamo andati a fare un sopralluogo e abbiamo trovato resti di cibo abbandonati, bottiglie e sacchi di plastica ma soprattutto, con la giornata calda di ieri, quello che dominava su tutto era il cattivo odore che rendeva l’aria irrespirabile tanto da costringerci a tornare indietro in tutta fretta. La cosa è stata segnalata da Sergio Giovannini, fondatore del “Gruppo Acchiapparifiuti” che in primavera, insieme a tanti volontari, ha ripulito tutti gli arenili e le dune compresa quella zona. E pensare che l’intera area era stata ripulita dai volontari prima dell’avvio della stagione estiva con grande sforzo e volontà. Interventi premiati anche dal Comune e dal Parco di cui, oggi, non resta traccia. «Non è giusto che venga vanificato in questo modo tutto il lavoro di decine di volontari – commenta Giovannini - E poi, questo accampamento l’ho segnalato da tempo a tutte le autorità ma come potete vedere nessuno ha fatto niente». Ieri mattina comunque, sulla parte di spiaggia libera c’erano accampate altre tende benché sia proibito per legge. Anche il vialetto d’accesso alla spiaggia libera attrezzata che comunque non fa parte della concessione, è una piccola discarica a cielo aperto e su di un muretto c’è un extracomunitario che espone tranquillamente la sua merce come se fosse un negozio.
Donatella Lascar
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