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«Le retate solo una guerra contro i più poveri»

«Le retate solo una guerra contro i più poveri»

«Le retate delle forze dell’ordine hanno ben poco a che fare con la sicurezza: non colpiscono la criminalità, ma la marginalità sociale. Non è una guerra alla delinquenza, ma una guerra contro i...

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«Le retate delle forze dell’ordine hanno ben poco a che fare con la sicurezza: non colpiscono la criminalità, ma la marginalità sociale. Non è una guerra alla delinquenza, ma una guerra contro i poveri». Ne sono convinti i rappresentanti di Rebeldia e Africa Insieme. I due comitati da tempo difendono anche le istanze e i diritti dei venditori ambulanti. E ne sono convinti: «Nell’ultima azione delle forze dell’ordine si è verificato un inasprimento della violenza: la Guardia di Finanza ha sollecitato l’intervento dei militari in servizio nell’operazione “Strade Sicure”, allo scopo di sedare la rabbia dei venditori ambulanti» Ma se di rabbia si è trattato - dicono Rebeldia e Africa Insieme - «non è un’espressione di furore cieco. È il risultato di un clima politico, e anche di scelte precise: da mesi l’amministrazione comunale rifiuta ogni dialogo con gli ambulanti senegalesi, e da mesi l’unica politica in materia è quella delle retate e dei sequestri. Non è difficile capire che queste scelte incrementano la tensione, e impediscono di trovare soluzioni positive ai problemi». E cero non sarebbe utile - sostengono i due comitati - il decreto Minniti-Orlando. Quel decreto «ha non solo autorizzato, ma anche incoraggiato la “mano dura” nei confronti di tutte le forme di povertà di strada: senza fissa dimora, venditori ambulanti, persone che chiedono l’elemosina». E al sindaco e al Pd che sostengono il Daspo, e a Confesercenti che invoca i reparti antisommossa, Rebeldia e Africa Insieme imputano di «assecondare pulsioni securitarie e populiste». E ribadiscono: «Non c’è nessuna indagine che conforti l’ipotesi di un racket sui venditori».

Di tutt’altro avviso Claudio Meoli della lista Patto civico, che chiede che una delle 11 telecamere sia installata proprio in via Vecchia di Barbaricina, parla di una «escalation di episodi di insicurezza che non riguardano solo il centro ma anche il litorale». E proprio ieri l’ex poliziotto è tornato a chiedere a prefetto, sindaco e questore di battere un colpo. «I venditori, dopo venerdì, sono già al loro posto. Il vostro immobilismo fa infuriare i cittadini che si sentono sempre più distanti da voi. Se non date un segnale forte e chiaro vi dimostrate incapaci di dare risposte concrete alle richieste di legalità».

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