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La Darsena Pisana sforna un altro gioiello del mare

La Darsena Pisana sforna un altro gioiello del mare

Finito l’assemblaggio in acciaio di un Overmarine da 46 metri. Aumentano le imprese insediate nell’area

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PISA. Si può nuovamente brindare alla Darsena Pisana. A distanza di poche settimane da quando, intorno alla metà di luglio, fu ultimato un 70 metri Benetti Fb 273 portato poi a Livorno per gli allestimenti e la rifinitura.

Nei giorni scorsi si è assistito al varo “su asfalto” di un altro “signore” del mare. Si tratta di un Overmarine da 46 metri. È il terzo in quest’ultimo periodo ed è stato costruito nei capannoni a destra della superstrada (consorzio “I Navicelli”). E l’altro giorno è stato trasportato nello stabilimento Overmarine, nell’area della “Sviluppo Navicelli”, per essere completato.

Alla costruzione in acciaio ha lavorato la Mec-Carpensalda (che lavora l’acciaio in esclusiva per Benetti e si trova sempre più a suo agio nella Darsena Pisana), nell’altra sede la barca sarà completata da Codecasa.

«È il terzo 46 metri – ci spiega l’ingegner Giovandomenico Caridi, amministratore unico della “Navicelli spa”, società interamente a capitale pubblico costituita al fine di gestire il Canale dei Navicelli e le aree demaniali limitrofe – che esce ultimamente dai capannoni. Sono in programma altre tre costruzioni di questo tipo. Per l’assemblaggio in acciaio occorrono dai 6 agli 8 mesi. Due anni, invece, per la barca completa. Ci lavorano complessivamente un centinaio di persone. Il costo è di circa 26 milioni di euro».

La Darsena Pisana, intanto, continua ad allargare la propria platea e ad ospitare nuovi imprenditori. Un altro cantiere insediato di recente appartiene a due soci, uno di Carrara e uno di La Spezia. Da poco è stato firmato il contratto con “Navicelli spa”. È un marchio che propone sul mercato delle barche dalle linee molto moderne e accattivanti e per Pisa è certamente un ulteriore motivo d’orgoglio. Come quello rappresentato dal fatto che al consorzio “I Navicelli” i lotti sono stati tutti assegnati (ultimamente è arrivata da Livorno un’altra azienda con un centinaio di lavoratori). Attualmente, in tutta l’area, sono tra i 1.100 e i 1.300 i lavoratori impegnati ogni giorno. Ed esistono buone prospettive che questi numeri possano presto aumentare. Tutto ciò a conferma del rilancio e della vivacità del settore nautico del comprensorio pisano dopo che per alcuni anni la crisi si era fatta sentire, e parecchio.

I maxi yacht in costruzione nella Darsena Pisana testimoniano indiscutibilmente la ripresa del comparto, un segmento dell’economia del lusso che trova, soprattutto, o quasi esclusivamente, all’estero, armatori in grado di spendere decine di milioni di euro per queste imbarcazioni esclusive.

Tra i marchi in evidenza, solo per citarne alcuni, Codecasa, che ha costruito una barca di 65 metri (commissionata dagli stilisti Dolce e Gabbana), Terranova Yacht, società i cui proprietari sono di Bergamo, recentemente citata dalle cronache per una bellissima barca di 26 metri in vetroresina, Overmarine, di cui abbiamo già detto, a cui il lavoro non manca di certo, e Rossinavi, alle prese con due barche da endurance di cinquanta metri e un Vector 63 metri in alluminio veloce.

Cristiano Marcacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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