Sicurezza
Contro la siccità valvole e misuratori di nuova generazione
di Cristiano Marcacci
Da “Acque spa” ci spiegano perché il comune di Pisa non rischia la sete nonostante l’assenza di piogge
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PISA. La città è riuscita e sta brillantemente riuscendo ad evitare i problemi nell’approvvigionamento idrico legati all’ondata di siccità che stanno invece tormentando tante altre realtà in Toscana. Quali le ragioni? Quali i segreti? È presto detto: un aiuto determinante arriva da una rete tenuta costantemente sotto controllo computerizzato, da una serie di maxi valvole installate in alcuni punti strategici e da misuratori brevettati in proprio dagli ingegneri di Acque spa.
«A monte – ci spiega il presidente di Acque spa Giuseppe Sardu – c’è tutto un lavoro che non si vede ma che dà ottimi risultati. Grazie all’impegno profuso dal direttore operativo, l’ingegner Roberto Cecchini, e da tutti i suoi uomini, ultimamente abbiamo deciso di contrastare in modo più efficace le perdite, un fenomeno che si stava facendo preoccupante. Quelle occulte nel territorio di Pisa sono sotto la media italiana, ma sono comunque importanti e le consideriamo inaccettabili. Perché significa non solo perdere un bene prezioso come l’acqua, ma anche perdere dosi massicce di impegno e di energia. Le condotte sono quelle che sono e c’è quindi da aguzzare l’ingegno. In tanti paesi europei, in bolletta viene fatta pagare una quota che serve all’ammodernamento della rete, ma da noi non è certo possibile. Non è assolutamente pensabile aumentare la pressione tariffaria. Ed ecco perché c’è da concentrarsi il più possibile su individuazione e prevenzione delle perdite».
Proprio contro le perdite e contro il rischio-sete un apporto consistente è arrivato dalle valvole Clayton, posizionate negli snodi acquedottistici più importanti di Pisa e dintorni (una, ad esempio, si trova a “I Passi”, allo scavalco del fiume Morto). «Il loro scopo principale – afferma sempre Sardu – è quello di stabilizzare la pressione della rete, mantenendola costante, in quanto abbiamo più volte verificato che sono soprattutto gli sbalzi di pressione a causare le rotture».
Si è inoltre dimostrata vincente la scelta di “distrettualizzare” ulteriormente la rete, con quest’ultima divisa a maglie, in settori sempre più ristretti. «La città – aggiunge Sardu – è divisa in tante aree e di ciascuna area riusciamo a monitorare a distanza in tempo reale la pressione della rete con il telecontrollo. I dati arrivano grazie a dei rilevatori studiati, messi a punto e brevettati dal nostro settore ingegneristico. Sono dei misuratori che funzionano non con l’energia elettrica bensì sfruttando la forza dell’acqua attraverso delle picoturbine. Sono questi che inviano al telecontrollo le differenze tra pressioni giornaliere e notturne e la varie anomalie, quelle che di solito ci consentono di individuare delle perdite occulte. E sono sempre questi misuratori a permetterci di erogare acqua in quantità corretta sulla base dei reali consumi. Una regola basilare per fare un uso equilibrato della risorsa “acqua” e per non ritrovarsi in difficoltà in periodi di siccità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«A monte – ci spiega il presidente di Acque spa Giuseppe Sardu – c’è tutto un lavoro che non si vede ma che dà ottimi risultati. Grazie all’impegno profuso dal direttore operativo, l’ingegner Roberto Cecchini, e da tutti i suoi uomini, ultimamente abbiamo deciso di contrastare in modo più efficace le perdite, un fenomeno che si stava facendo preoccupante. Quelle occulte nel territorio di Pisa sono sotto la media italiana, ma sono comunque importanti e le consideriamo inaccettabili. Perché significa non solo perdere un bene prezioso come l’acqua, ma anche perdere dosi massicce di impegno e di energia. Le condotte sono quelle che sono e c’è quindi da aguzzare l’ingegno. In tanti paesi europei, in bolletta viene fatta pagare una quota che serve all’ammodernamento della rete, ma da noi non è certo possibile. Non è assolutamente pensabile aumentare la pressione tariffaria. Ed ecco perché c’è da concentrarsi il più possibile su individuazione e prevenzione delle perdite».
Proprio contro le perdite e contro il rischio-sete un apporto consistente è arrivato dalle valvole Clayton, posizionate negli snodi acquedottistici più importanti di Pisa e dintorni (una, ad esempio, si trova a “I Passi”, allo scavalco del fiume Morto). «Il loro scopo principale – afferma sempre Sardu – è quello di stabilizzare la pressione della rete, mantenendola costante, in quanto abbiamo più volte verificato che sono soprattutto gli sbalzi di pressione a causare le rotture».
Si è inoltre dimostrata vincente la scelta di “distrettualizzare” ulteriormente la rete, con quest’ultima divisa a maglie, in settori sempre più ristretti. «La città – aggiunge Sardu – è divisa in tante aree e di ciascuna area riusciamo a monitorare a distanza in tempo reale la pressione della rete con il telecontrollo. I dati arrivano grazie a dei rilevatori studiati, messi a punto e brevettati dal nostro settore ingegneristico. Sono dei misuratori che funzionano non con l’energia elettrica bensì sfruttando la forza dell’acqua attraverso delle picoturbine. Sono questi che inviano al telecontrollo le differenze tra pressioni giornaliere e notturne e la varie anomalie, quelle che di solito ci consentono di individuare delle perdite occulte. E sono sempre questi misuratori a permetterci di erogare acqua in quantità corretta sulla base dei reali consumi. Una regola basilare per fare un uso equilibrato della risorsa “acqua” e per non ritrovarsi in difficoltà in periodi di siccità».
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