Proteste
Abusivi, lo sprone del Pd Fontanelli: il daspo è inutile
Viale: pieno sostegno al sindaco, dopo le ordinanze serve innovazione Ma il leader Mdp: venditori ultimo anello, il fenomeno va fermato all’origine
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PISA. «Pieno sostegno» all’idea di introdurre il daspo urbano anche nella lotta all’abusivismo, per dare al governo della città «la necessaria innovazione» che l’evoluzione dei «fenomeni richiede». Un po’ appoggia, fa da stampella, un po’ pungola, Giovanni Viale. Ma se il segretario cittadino dei Dem sprona Marco Filippeschi a «prendere serie e importanti decisioni» dopo gli scontri fra venditori senegalesi e finanzieri andati in scena venerdì scorso a due passi dalla Torre, il leader pisano di Mdp frena ed invita il centrosinistra a riflettere e recuperare «equilibrio» nella lettura di ciò che è successo in via Vecchia di Barbaricina.
«Non so se il daspo urbano si rivelerà efficace - dice Paolo Fontanelli - Si tratterà di sperimentare. Ma credo si stiano confondendo i piani. Forse come misura può funzionare sulla microcriminalità, ma non riesco a capire come possa essere utilizzato per il contrasto al smercio di merce contraffatta. Siamo su piani differenti, confonderli non fa chiarezza. Ci sono tipologie di reato che generano insicurezza e non si possono mettere sullo stesso piano dei senegalesi che vendono borse griffate; sono l’ultimo anello di una catena che dovremmo spezzare prima di tutto partendo dall’origine».
Una cosa - è convinto il deputato di Mdp - è lo spaccio, che genera guai di ordine pubblico, un’altra l’abusivismo commerciale. «Un’attività illegale, certo, e come tale va combattuta, ma piuttosto dovremmo chiedere alle istituzioni e alle forze dell’ordine di colpire e ridurre drasticamente il fenomeno partendo dalla fonte. Dove viene prodotta la merce, dove stoccata, chi sono i grossisti, chi vende a questi ragazzi? È illusorio pensare di fermare l’abusivismo rincorrendo i venditori su una spiaggia o in piazza. E credo non sia troppo difficile individuare la fonte. Altrimenti ci sarà sempre qualche disperato che pur di sfamarsi sarà pronto a fare il venditore irregolare». Per Fontanelli, alcuni richiami delle destre, e alcune sfumature delle proposte avanzate dal sindaco ed esponenti Pd, sono fuori bersaglio. «Un polverone - dice - che alimenta solo paure». Un richiamo anche per l’ala dem meno securitaria; a chi non ha lasciato ma su molti temi si sente in sintonia con i vecchi compagni di partito. Eppure le parole di Viale sembrano tracciare una via “renziana” alla sicurezza. Addio lassismo. Dopo «le ordinanze anti borsoni, più telecamere e uomini per la polizia» serve un salto di qualità, è il senso. Quasi che il Pd chiedesse al sindaco una discontinuità da se stesso, l’unica strada per non rimanere inghiottiti nell’onda populista a pochi mesi dalle amministrative.
Ma il susseguirsi di proposte (i sindacati dei finanzieri hanno addirittura chiesto un cambio delle regole di ingaggio) per Ciccio Auletta non è che il sintomo di una strumentalizzazione: «In questi giorni - dice il consigliere comunale di Rc - sulla pelle dei ragazzi senegalesi si sta giocando un pezzo della campagna elettorale tra le varie destre che ambiscono ad amministrare la città. Tutto questo ha un solo fine: nascondere la realtà cercando di far passare queste persone per criminali».
Mario Neri
«Non so se il daspo urbano si rivelerà efficace - dice Paolo Fontanelli - Si tratterà di sperimentare. Ma credo si stiano confondendo i piani. Forse come misura può funzionare sulla microcriminalità, ma non riesco a capire come possa essere utilizzato per il contrasto al smercio di merce contraffatta. Siamo su piani differenti, confonderli non fa chiarezza. Ci sono tipologie di reato che generano insicurezza e non si possono mettere sullo stesso piano dei senegalesi che vendono borse griffate; sono l’ultimo anello di una catena che dovremmo spezzare prima di tutto partendo dall’origine».
Una cosa - è convinto il deputato di Mdp - è lo spaccio, che genera guai di ordine pubblico, un’altra l’abusivismo commerciale. «Un’attività illegale, certo, e come tale va combattuta, ma piuttosto dovremmo chiedere alle istituzioni e alle forze dell’ordine di colpire e ridurre drasticamente il fenomeno partendo dalla fonte. Dove viene prodotta la merce, dove stoccata, chi sono i grossisti, chi vende a questi ragazzi? È illusorio pensare di fermare l’abusivismo rincorrendo i venditori su una spiaggia o in piazza. E credo non sia troppo difficile individuare la fonte. Altrimenti ci sarà sempre qualche disperato che pur di sfamarsi sarà pronto a fare il venditore irregolare». Per Fontanelli, alcuni richiami delle destre, e alcune sfumature delle proposte avanzate dal sindaco ed esponenti Pd, sono fuori bersaglio. «Un polverone - dice - che alimenta solo paure». Un richiamo anche per l’ala dem meno securitaria; a chi non ha lasciato ma su molti temi si sente in sintonia con i vecchi compagni di partito. Eppure le parole di Viale sembrano tracciare una via “renziana” alla sicurezza. Addio lassismo. Dopo «le ordinanze anti borsoni, più telecamere e uomini per la polizia» serve un salto di qualità, è il senso. Quasi che il Pd chiedesse al sindaco una discontinuità da se stesso, l’unica strada per non rimanere inghiottiti nell’onda populista a pochi mesi dalle amministrative.
Ma il susseguirsi di proposte (i sindacati dei finanzieri hanno addirittura chiesto un cambio delle regole di ingaggio) per Ciccio Auletta non è che il sintomo di una strumentalizzazione: «In questi giorni - dice il consigliere comunale di Rc - sulla pelle dei ragazzi senegalesi si sta giocando un pezzo della campagna elettorale tra le varie destre che ambiscono ad amministrare la città. Tutto questo ha un solo fine: nascondere la realtà cercando di far passare queste persone per criminali».
Mario Neri
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