Sicurezza
dopo la maxi interruzione idrica
A fine agosto i lavori per la “calza”
Pronta la seconda fase dell’intervento al “tubone” di Avane
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PISA. I by-pass stanno funzionando e l’acqua in città sta arrivando regolarmente. Lo snodo di Avane, nel comune di San Giuliano Terme, cruciale per il sistema acquedottistico che dà da bere all’intero comune di Pisa, ad eccezione del litorale e di San Piero a Grado, ha ripreso da giorni la sua regolare funzionalità. Nonostante il suo sia un “regime” provvisorio. I by-pass, infatti, sono operativi dallo scorso 10 agosto, giorno della maxi interruzione idrica che è stata necessaria per iniziare a lavorare al complesso recupero della condotta in acciaio DN 1000 che attraversa il fiume Serchio per una lunghezza di 120 metri complessivi. Da tempo Acque spa pensava ad un intervento di sistemazione definitiva della condotta, che negli ultimi mesi aveva dato segnali di un particolare deterioramento: le “riparazioni tampone” ormai non bastavano più e l’azienda di gestione ha deciso per un intervento radicale.
Sulla base del programma dell’ingegner Demetrio Foti, verso la fine di agosto all’interno del “tubone” sarà inserita una speciale “calza” strutturale di materiale adatto al contatto permanente con l’acqua, per il completo ripristino della funzionalità idraulica e strutturale dell’impianto. La calza è in tre strati di polietilene e poliammide e dopo essere stata infilata dentro con dell’aria compressa viene fatta aderire alle pareti della condotta. Successivamente, con l’ausilio di lampade a raggi ultravioletti, viene indurita diventando quasi come cemento. Dopo ancora ci viene fatta passare l’acqua in pressione, così da ripulire i tratti dalle scorie e, alla fine, vengono riagganciati i pezzi di condotta originali, adeguatamente ristrutturati.
Sulla base del programma dell’ingegner Demetrio Foti, verso la fine di agosto all’interno del “tubone” sarà inserita una speciale “calza” strutturale di materiale adatto al contatto permanente con l’acqua, per il completo ripristino della funzionalità idraulica e strutturale dell’impianto. La calza è in tre strati di polietilene e poliammide e dopo essere stata infilata dentro con dell’aria compressa viene fatta aderire alle pareti della condotta. Successivamente, con l’ausilio di lampade a raggi ultravioletti, viene indurita diventando quasi come cemento. Dopo ancora ci viene fatta passare l’acqua in pressione, così da ripulire i tratti dalle scorie e, alla fine, vengono riagganciati i pezzi di condotta originali, adeguatamente ristrutturati.
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