Sicurezza
il patron rossoblù, ex vice presidente nerazzurro
Quando Donati arrivò a un passo dalla serie A
PONSACCO. Nemici mai. Il presidente rossoblù Massimo Donati e il Pisa si ritrovano in una sera d’estate in un contesto davvero amichevole. Donati parla dell’importanza di avere il Pisa al Comunale:...
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PONSACCO. Nemici mai. Il presidente rossoblù Massimo Donati e il Pisa si ritrovano in una sera d’estate in un contesto davvero amichevole. Donati parla dell’importanza di avere il Pisa al Comunale: «Sono venuti tanti tifosi ed è stata l’occasione per ricordare un ragazzo che ci ha lasciato troppo presto come Lorenzo Ravagni (scomparso in seguito a un incidente stradale a Venturina il 15 agosto dello scorso anno). Lorenzo abitava a Tirrenia ed era un grande tifoso del Pisa».
Donati porta sempre sulla pelle i colori nerazzurri e ricorda con un misto di gioia e amarezza gli anni in cui è stato vice presidente dal 2006 al 2008: «Del Pisa ovviamente ho grandi ricordi dovuti alla mia esperienza di dirigente. Con Piero Braglia conquistammo la promozione in B nel 2007 e poi sfiorammo la serie A con quella squadra spettacolare allenata dall’attuale ct della nazionale Giampiero Ventura. Poi qualcosa si è rotto».
Dissidi con il presidente? «Covarelli volle tentare l’avventura a Perugia e cedette improvvisamente la società a Luca Pomponi dopo la sconfitta nei playoff a Lecce. Rimasi spiazzato da questa scelta. Con Pomponi il rapporto fu fin da subito poco idilliaco. Le cose precipitarono ben presto e ognuno prese la sua strada. Dispiace per non aver coronato il sogno della promozione in A».
Dopo la parentesi con Grassini al Pisa Sc, Donati ha rilanciato il Ponsacco dopo il fallimento del 2010 riportandolo in breve tempo in D.
La strada con il Pisa s’incrocerà di nuovo? «Al momento mi sento di dire no. Sono impegnato con il Ponsacco ma il Pisa sarà per sempre la squadra del mio cuore».
Ha conosciuto il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado?
«Solo superficialmente, ma mi ha fatto un’ottima impressione. Le premesse per far bene ci sono tutte. Ha fatto investimenti importanti e ha consegnato a Gautieri una rosa importante per la C».
A Ponsacco un po’ di tempo fa ci sono stati dei momenti di difficoltà ma adesso sembra tutto superato...
«Le difficoltà per fare calcio in D ci sono un po’ ovunque, ma noi siamo andati avanti e siamo contenti di aver mantenuto la categoria. Ponsacco per la D è una piazza importante. La nostra tifoseria riempie lo stadio in casa e anche in trasferta ci segue sempre. Non sono molte le tifoserie che in D portano gente allo stadio anche in città più grandi».
A Ponsacco com’è visto il Pisa?
«Qui ci sono tanti tifosi nerazzurri e il Pisa non è visto assolutamente come un rivale, come può essere considerato il Pontedera».
Andrea Chiavacci
Donati porta sempre sulla pelle i colori nerazzurri e ricorda con un misto di gioia e amarezza gli anni in cui è stato vice presidente dal 2006 al 2008: «Del Pisa ovviamente ho grandi ricordi dovuti alla mia esperienza di dirigente. Con Piero Braglia conquistammo la promozione in B nel 2007 e poi sfiorammo la serie A con quella squadra spettacolare allenata dall’attuale ct della nazionale Giampiero Ventura. Poi qualcosa si è rotto».
Dissidi con il presidente? «Covarelli volle tentare l’avventura a Perugia e cedette improvvisamente la società a Luca Pomponi dopo la sconfitta nei playoff a Lecce. Rimasi spiazzato da questa scelta. Con Pomponi il rapporto fu fin da subito poco idilliaco. Le cose precipitarono ben presto e ognuno prese la sua strada. Dispiace per non aver coronato il sogno della promozione in A».
Dopo la parentesi con Grassini al Pisa Sc, Donati ha rilanciato il Ponsacco dopo il fallimento del 2010 riportandolo in breve tempo in D.
La strada con il Pisa s’incrocerà di nuovo? «Al momento mi sento di dire no. Sono impegnato con il Ponsacco ma il Pisa sarà per sempre la squadra del mio cuore».
Ha conosciuto il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado?
«Solo superficialmente, ma mi ha fatto un’ottima impressione. Le premesse per far bene ci sono tutte. Ha fatto investimenti importanti e ha consegnato a Gautieri una rosa importante per la C».
A Ponsacco un po’ di tempo fa ci sono stati dei momenti di difficoltà ma adesso sembra tutto superato...
«Le difficoltà per fare calcio in D ci sono un po’ ovunque, ma noi siamo andati avanti e siamo contenti di aver mantenuto la categoria. Ponsacco per la D è una piazza importante. La nostra tifoseria riempie lo stadio in casa e anche in trasferta ci segue sempre. Non sono molte le tifoserie che in D portano gente allo stadio anche in città più grandi».
A Ponsacco com’è visto il Pisa?
«Qui ci sono tanti tifosi nerazzurri e il Pisa non è visto assolutamente come un rivale, come può essere considerato il Pontedera».
Andrea Chiavacci
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