Il dolore
Più verde contro smog e caldo, Pisa vuol imitare Parigi
Ogni cittadino può farsi il proprio giardino: la “vegetalizzazione” della sindaca transalpina piace ai consiglieri di Palazzo Gambacorti
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PISA. Contro smog e caldo occorre una città più verde. Ne è convinta anche la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, che, con un apposito atto amministrativo, ha promosso la cosiddetta “vegetalizzazione” della città, cioè, in poche parole, la trasformazione di piazze e strade della città in giardini, orti o strade alberate per far sì che Parigi diventi una delle città più verdi al mondo.
E a Pisa? Anche nella nostra città si potrebbe fare qualcosa del genere o, al contrario, quella francese è solo una battuta fine a se stessa? Vediamo cosa ne pensano alcuni consiglieri comunali.
«Nella nostra città – ha così commentato Gianfranco Mannini, capogruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle – tanti sono i giardini privati. Ritengo però che l’amministrazione comunale quando interviene nel riqualificare un’area, lo faccia male e senza tener contro della necessità di realizzare grandi spazi verdi di qualità. Basti pensare a piazza Cavallotti. L’idea della sindaca di Parigi è un’idea certamente da sposare».
«Un'idea, quella francese – aggiunge il consigliere Giovanni Garzella (“Pisa è”) – che senz'altro può essere ripetuta anche a Pisa. Ad esempio, il parcheggio della scuola Toniolo, di via Gnosi, nel quartiere di Sant'Antonio, potrebbe essere riconvertito con alberi e piante oppure, l'area tra via Cesare Battisti e via Nino Bixio, sempre nel quartiere di Sant'Antonio, perché non pensarla piena di fiori? E ancora, piazza San Michele degli Scalzi, oggi piena di auto, non sarebbe più bella con un giardino?».
«È la direzione giusta – dice Marco Ricci, consigliere comunali di “Una città in comune-Prc” nonché ex presidente di Legambiente di Pisa – che noi abbiamo sempre cercato di favorire anche nella nostra città. E anche praticandola, come, ad esempio, quando abbiamo piantato alberi sia a Porta a Mare, nei giardinetti di via Livornese, o a Cisanello, nei pressi di Via Bargagna. L’alberatura a tappetto di tutta la città è già da molto tempo una delle nostre battaglie. Per il futuro, insieme a tanti cittadini, lavoreremo per l’alberatura di tante strade, come ad esempio via Matteotti, via Matteucci e via di Cisanello. Quanto prima porterò queste battaglie anche nella commisione Urbanistica del Comune e poi in consiglio comunale».
«La città contemporanea – così la consigliera Patrizia Bongiovanni (Pd), che è anche presidente dell’Ordine degli architetti di Pisa – chiede un approccio etico al territorio e gli architetti, insieme alle amministrazioni, hanno il compito di trasformare, promuovere, diffondere e salvaguardare la cultura della biodiversità. L' utilizzo dello spazio pubblico, fatto di piazze, di facciate ma anche di un sistema di coperture, può e deve diventare l'occasione per sviluppare una sapiente e salutare rigenerazione urbana, attenta all'uomo e a tutte le specie viventi. Potremmo, in modo provocatorio, pensare ad un verde urbano che si appropria dei palazzi storici, di piazze storiche come piazza dei Cavalieri o dei tetti degli autobus, come in alcune città, ma riteniamo necessario superare le operazioni commerciali e pensare a cambiamenti strutturali. Nella nostra città abbiamo un regolamento per l 'edilizia sostenibile che promuove la realizzazione di tetti verdi, di cui vediamo purtroppo solo rarissime realizzazioni. La vegetalizzazione di una città è meno complessa di quanto immaginiamo e ha molti benefici: pensiamo che cosa potrebbe volere dire la sostituzione di tanti manti bituminosi di tante coperture piane, anche nel centro storico. Mi auguro che Pisa segua l'esempio di Parigi e diventi una città promotrice della “vegetalizzazione” dello spazio pubblico: gli strumenti normativi, con il regolamento urbanistico vigente e il regolamento dei beni comuni, hanno già recepito questo indirizzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
E a Pisa? Anche nella nostra città si potrebbe fare qualcosa del genere o, al contrario, quella francese è solo una battuta fine a se stessa? Vediamo cosa ne pensano alcuni consiglieri comunali.
«Nella nostra città – ha così commentato Gianfranco Mannini, capogruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle – tanti sono i giardini privati. Ritengo però che l’amministrazione comunale quando interviene nel riqualificare un’area, lo faccia male e senza tener contro della necessità di realizzare grandi spazi verdi di qualità. Basti pensare a piazza Cavallotti. L’idea della sindaca di Parigi è un’idea certamente da sposare».
«Un'idea, quella francese – aggiunge il consigliere Giovanni Garzella (“Pisa è”) – che senz'altro può essere ripetuta anche a Pisa. Ad esempio, il parcheggio della scuola Toniolo, di via Gnosi, nel quartiere di Sant'Antonio, potrebbe essere riconvertito con alberi e piante oppure, l'area tra via Cesare Battisti e via Nino Bixio, sempre nel quartiere di Sant'Antonio, perché non pensarla piena di fiori? E ancora, piazza San Michele degli Scalzi, oggi piena di auto, non sarebbe più bella con un giardino?».
«È la direzione giusta – dice Marco Ricci, consigliere comunali di “Una città in comune-Prc” nonché ex presidente di Legambiente di Pisa – che noi abbiamo sempre cercato di favorire anche nella nostra città. E anche praticandola, come, ad esempio, quando abbiamo piantato alberi sia a Porta a Mare, nei giardinetti di via Livornese, o a Cisanello, nei pressi di Via Bargagna. L’alberatura a tappetto di tutta la città è già da molto tempo una delle nostre battaglie. Per il futuro, insieme a tanti cittadini, lavoreremo per l’alberatura di tante strade, come ad esempio via Matteotti, via Matteucci e via di Cisanello. Quanto prima porterò queste battaglie anche nella commisione Urbanistica del Comune e poi in consiglio comunale».
«La città contemporanea – così la consigliera Patrizia Bongiovanni (Pd), che è anche presidente dell’Ordine degli architetti di Pisa – chiede un approccio etico al territorio e gli architetti, insieme alle amministrazioni, hanno il compito di trasformare, promuovere, diffondere e salvaguardare la cultura della biodiversità. L' utilizzo dello spazio pubblico, fatto di piazze, di facciate ma anche di un sistema di coperture, può e deve diventare l'occasione per sviluppare una sapiente e salutare rigenerazione urbana, attenta all'uomo e a tutte le specie viventi. Potremmo, in modo provocatorio, pensare ad un verde urbano che si appropria dei palazzi storici, di piazze storiche come piazza dei Cavalieri o dei tetti degli autobus, come in alcune città, ma riteniamo necessario superare le operazioni commerciali e pensare a cambiamenti strutturali. Nella nostra città abbiamo un regolamento per l 'edilizia sostenibile che promuove la realizzazione di tetti verdi, di cui vediamo purtroppo solo rarissime realizzazioni. La vegetalizzazione di una città è meno complessa di quanto immaginiamo e ha molti benefici: pensiamo che cosa potrebbe volere dire la sostituzione di tanti manti bituminosi di tante coperture piane, anche nel centro storico. Mi auguro che Pisa segua l'esempio di Parigi e diventi una città promotrice della “vegetalizzazione” dello spazio pubblico: gli strumenti normativi, con il regolamento urbanistico vigente e il regolamento dei beni comuni, hanno già recepito questo indirizzo».
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