Sicurezza
"Massimo supporto per lo sviluppo dell'aeroporto Galilei"
Intervista al nuovo comandante della 46esima Brigata Aerea, generale Girolamo Iadicicco
PISA. Quel lupo che digrigna i denti e che campeggia fieramente sullo stemma ufficiale sin dal 1949, gli è già entrato nel cuore, oltre che essere stampato sulla tuta da volo. Nonostante siano trascorse poche settimane dal suo insediamento. Era infatti il 12 luglio scorso quando alla 46esima Brigata Aerea andò in scena il cambio della guardia, con il generale Girolamo Iadicicco che è subentrato ad Achille Cazzaniga. Nato a Brindisi cinquant’anni fa, Iadicicco è arrivato a Pisa dall’ufficio del ministro della Difesa Roberta Pinotti, dove ha ricoperto l’incarico di aiutante di volo. Ha al suo attivo oltre 3.500 ore di volo e ha comandato, tra l’altro, il 31º Stormo di Ciampino.
Generale, quali sono le sue prime impressioni sulla Brigata?
«Quello di comandare la 46esima Brigata Aerea era un sogno che coltivavo da quando sono stato promosso generale. A questo incarico ci ho sempre tenuto in modo particolare. È un reparto dinamico, non si ferma mai. Potremmo quasi dire che se ci fermiamo noi si fermano tutte le forze armate italiane. Ovunque ci sono le nostre forze armate ci siamo noi a supportarle, senza contare che siamo sempre tra i primi a partire per i disastri che accadono nelle varie parti del mondo. È successo, ad esempio, per l’uragano Katrina come per il maxi terremoto di Haiti».
E dalla città, invece, quali impressioni ha ricavato per il momento?
«È una città bella e vivace. Sono contento che la mia famiglia abbia deciso di seguirmi con entusiasmo. Una delle mie figlie frequenterà il liceo Dini e mia moglie, che di professione fa l’insegnante, ha chiesto il trasferimento. Spero di vivere Pisa da pisano adottato».
Le hanno raccontato dell’enorme successo riscosso negli ultimi due anni dall’Airshow e dall’esibizione delle Frecce Tricolori?
«Sì, certo che me lo hanno raccontato. Già un po’ ne sapevo prima di arrivare. E grazie al vicesindaco Paolo Ghezzi che ho incontrato recentemente sono anche a conoscenza dell’ambizioso progetto che esiste per fare di Pisa, nel 2019, la sede di un Airshow di livello sovraeuropeo, con la partecipazione di tutte le migliori pattuglie acrobatiche a livello internazionale. In questo c’è tutto il nostro appoggio. Bisognerà cominciare a lavorarci molto presto, sono fiducioso nelle risposte che dovranno arrivare da Roma».
Ci risulta che la 46esima Brigata Aerea sia tra i protagonisti del prossimo Festival della Robotica. È vero?
«Esatto. Il prossimo 12 settembre, nell’ambito appunto del Festival della Robotica, in occasione della giornata dedicata alla tecnologia nelle operazioni umanitarie, avremo un nostro spazio alla Cittadella in cui avremo la possibilità di esporre e spiegare il modulo di biocontenimento per malati altamente infettivi e la barella per il trasporto di questi soggetti. In Europa, oltre alla Gran Bretagna, siamo solo noi ad essere in possesso di queste strumentazioni. Sempre il 12 ci sarà anche una conferenza tenuta da un medico esperto di questo tipo di trasporti. Insieme a lui saranno presenti anche un nostro equipaggio e l’ex pilota Paolo Farina, uno storico per quanto riguarda i trasporti d’emergenza internazionali della 46esima Brigata Aerea».
Si avvicina la ricorrenza dell’abbattimento del Lyra 34. Cosa state preparando?
«Quest’anno ricorre il venticinquesimo anniversario di quella tragedia, con un nostro velivolo che fu abbattuto mentre trasportava materiale umanitario. Ho subito accolto la proposta che mi è stata fatta dal nostro personale a Sarajevo. Il 5 settembre andremo là insieme ai familiari dei caduti e ad alcuni rappresentanti della 46esima e organizzeremo una cerimonia di commemorazione proprio nel luogo del disastro».
Aeroporto civile e militare. Una convivenza difficile da mantenere in equilibrio?
«Le mie parole d’ordine sono “coesistenza” e “sinergia”. Quello di Pisa è un aeroporto militare aperto al traffico civile, ma questo non significa affatto che non riconosciamo le ambizioni del “Galilei”, di cui conosco i numeri formidabili in termini di passeggeri che riesce a raggiungere ogni anno. Da parte nostra, quindi, ci sarà sempre il massimo supporto, cosa che ho assicurato personalmente alla dottoressa Gina Giani (ad di Toscana Aeroporti, ndr) che ho conosciuto di recente e con cui sono sicuro si potrà lavorare bene».
In concreto è stato già fatto qualcosa?
«Dall’Aeronautica Militare è arrivato proprio in questi giorni un nuovo radar. È di quelli mobili e servirà da eventuale sostituto se quello principale dovesse avere un’avaria. Non appena avesse dei problemi, entrerebbe automaticamente in funzione l’altro. Prima non esisteva un apparecchio così, c’era il solo ausilio del ripetitore di Poggio Lecceta. L’installazione è stata completata da poco, mancano solamente degli affinamenti tecnici. Da settembre sarà operativo. Lo inaugureremo insieme all’ad Giani».
In questi ultimi anni la 46esima Brigata Aerea è diventata molto più a portata di cittadino. Sono sempre più numerose le iniziative organizzate all’interno aperte alla città. Continuerà ad essere così?
«So perfettamente che il mio predecessore, Achille Cazzaniga, ha lavorato molto e bene per aprire ulteriormente la 46esima Brigata Aerea alla cittadinanza. Condivido in pieno questo percorso e continuerò su questa strada. Siamo una cittadella dentro una città e quindi i cittadini devono sapere cosa facciamo. A Pisa come nel resto del mondo. Ad esempio, attualmente il nostro personale è impegnato in Medio Oriente (Iraq, Afghanistan, Libano), Corno d’Africa ed ex Iugoslavia. Da parte nostra è doveroso farglielo sapere e in questo contesto posso già annunciare finora che ripeteremo la giornata delle “porte aperte”».
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