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Mosca olearia “uccisa” dal caldo

Mosca olearia “uccisa” dal caldo

Gli effetti positivi della canicola si risentiranno sulla qualità dell’olio

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CALCI. Il caldo torrido di questa estate sta annientando la mosca olearia, da sempre killer temibilissimo degli oliveti. Il dato di fatto è molto importante per la produzione dell’olio, considerato l’oro liquido del Monte Pisano e dei comuni del lungomonte.

Dopo tre anni deludenti nella raccolta, si annunciano buone prospettive anche se mancano circa due mesi alla completa maturazione dei frutti. Intanto non ci sono dubbi: le temperature elevate hanno limitato decisamente l’infestazione della mosca. Molto alta la mortalità dell’insetto e delle larve, in quanto le uova già deposte non si schiudono. Le rilevazioni ufficiali, effettuate anche per conto del Frantoio sociale di Caprona, che annovera oltre 500 produttori, che ha come direttrice Caterina da Cascina, conferma il trend. Le note più incoraggianti arrivano da vaste zone della Valgraziosa, tenendo conto de monitoraggio fitopatologico. La tabella ci dice le percentuali di infestazione generali. La Gabella è il territorio meno colpito dall’insetto, con solo l’1% di infestazione totale. Molto buono Tre Colli con il 2% e Par di Rota il 4%. Situazione più che accettabile a San Giuliano Terme con Pugnano 2 con il 3%, peggio invece a Vecchiano con punte di intestazione a Filettole al 33%.

Semmai esiste qualche preoccupazione legata al proliferare della prolasioptera berlesiana, che porta un fungo. Intanto c’è un’attenta osservazione sulle conseguenze delle alte temperature. Si determina un certo danneggiamento del pigmento delle foglie. La temperatura fogliare è davvero al limite della sopportazione. Va da sé che occorre distinguere tra le diverse varietà dei frutti. Si parla del leccino, del frantoio e della coratina, che sono più sensibili a temperature elevatissime e in tal caso le foglie subiscono danni. Però l’olivo è pianta molto resistente e capace di mettere in pratica una difesa organica naturale, anche resistendo a elevati stress idrici. Si dà in ogni modo per scontato che le olive saranno meno sviluppate, anche se più sane. Tendenzialmente c’è da aspettarsi una minore resa in olio, dovuta a un minore numero di cellule.

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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