Sicurezza
Campo e tribuna inagibili da mesi Salta il campionato
di Donatella Lascar
La “Garzella Marinese” costretta a non iscrivere le squadre «Mai fatti i lavori promessi e non c’è un altro posto per giocare»
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MARINA. In questi ultimi mesi si è consumato un terremoto nel mondo dello sport del litorale. Tutto è precipitato con la chiusura del campo sportivo di Marina dopo un sopralluogo dell’Asl a febbraio, che l’ha dichiarato inagibile. Con questo provvedimento, il litorale non dispone più di impianti sportivi comunali e per la prima volta dopo decenni, la società Polisportiva Garzella non ha potuto iscrivere ai campionati le squadre degli adulti perché non dispone più di nessuna struttura sia per gli allenamenti che per le partite. Così, anche la Marinese, con i suoi cent’anni di storia, per la prima volta si trova fuori dal campionato e tutti i bambini del litorale appassionati di questo sport, per continuare a praticarlo, dovranno andare a Pisa.
Il piccolo stadio, che risale a circa settant’anni fa, è di proprietà del Comune e dal sopralluogo effettuato dall’Asl è venuto fuori che ci sono problemi alla tribuna, infiltrazioni d’acqua negli spogliatoi e che il tetto è di eternit. La questione a febbraio approdò anche in Consiglio Comunale con il consigliere Maurizio Nerini (Noi Adesso Pis@), che pose un question time sul problema di far proseguire il campionato soprattutto della 3°categoria e sulla necessità di svolgere al più presto i lavori. L’allora assessore allo sport Salvatore Sanzo (a giugno si è dimesso) in quell’occasione si prese l’impegno di trovare una soluzione per far terminare il campionato e soprattutto, fece sapere che l’appalto per i lavori di rimozione dell’amianto erano già a gara e che sarebbero stati effettuati e terminati prima dell’inizio dell’estate. Ma così non è stato. Tutto è rimasto come il giorno in cui è stata intimata la chiusura.
La Polisportiva Garzella, che già in passato aveva provveduto alla riparazione di alcune attrezzature a proprie spese, si era offerta di provvedere lei alla riparazione del tetto degli spogliatoi, così intanto il campo sarebbe stato agibile e gli spettatori, dato il problema alla tribuna, avrebbero potuto assistere in piedi alle partite, ma la proposta non è stata accettata.
Nel frattempo però, nel mondo del calcio del litorale c’è stato altro scossone, che forse ha scritto la parola fine a questa lunga esperienza sportiva. Il presidente della Polisportiva Garzella Felice Pisani, si è dimesso. «Sul litorale – spiega Pisani - questo è l’unico campo sportivo comunale, tutte le altre strutture sono private. Ma non è stata solo questa vicenda a spingermi alle dimissioni. I lavori, come aveva promesso l’ex assessore Sanzo a suo tempo, non sono stati fatti e ho sollecitato più volte in quest’ultimo periodo l’amministrazione perché iniziassero la ristrutturazione. Prima mi hanno detto che i lavori sarebbero cominciati a giugno, poi a luglio e ora dicono a settembre. A queste condizioni come posso fidarmi e iscrivere la squadra al campionato se poi a novembre o dicembre siamo ancora a questo punto. In più durante lo scorso inverno diversi addetti ai lavori della Polisportiva Garzella hanno dato vita ad un’altra società parallela dove sono confluiti quasi tutti i nostri bambini e non abbiamo potuto formare le squadre. Questo ha un’ulteriore conseguenza perché, dal momento che noi non possiamo continuare la nostra attività dovremo lasciare la sede (dove ci sono anche i campi da calcetto) di proprietà della curia che non è intenzionata ad affittarli ad altri perché vuole vendere l’intero complesso e cambiarne la destinazione d’uso. Insomma, noi, come vecchi affittuari, saremmo potuti rimanere fino all’ultimo e le squadre degli adulti al limite avrebbero potuto allenarsi qui ma, andando via noi, chiude tutto anche qui».
Il piccolo stadio, che risale a circa settant’anni fa, è di proprietà del Comune e dal sopralluogo effettuato dall’Asl è venuto fuori che ci sono problemi alla tribuna, infiltrazioni d’acqua negli spogliatoi e che il tetto è di eternit. La questione a febbraio approdò anche in Consiglio Comunale con il consigliere Maurizio Nerini (Noi Adesso Pis@), che pose un question time sul problema di far proseguire il campionato soprattutto della 3°categoria e sulla necessità di svolgere al più presto i lavori. L’allora assessore allo sport Salvatore Sanzo (a giugno si è dimesso) in quell’occasione si prese l’impegno di trovare una soluzione per far terminare il campionato e soprattutto, fece sapere che l’appalto per i lavori di rimozione dell’amianto erano già a gara e che sarebbero stati effettuati e terminati prima dell’inizio dell’estate. Ma così non è stato. Tutto è rimasto come il giorno in cui è stata intimata la chiusura.
La Polisportiva Garzella, che già in passato aveva provveduto alla riparazione di alcune attrezzature a proprie spese, si era offerta di provvedere lei alla riparazione del tetto degli spogliatoi, così intanto il campo sarebbe stato agibile e gli spettatori, dato il problema alla tribuna, avrebbero potuto assistere in piedi alle partite, ma la proposta non è stata accettata.
Nel frattempo però, nel mondo del calcio del litorale c’è stato altro scossone, che forse ha scritto la parola fine a questa lunga esperienza sportiva. Il presidente della Polisportiva Garzella Felice Pisani, si è dimesso. «Sul litorale – spiega Pisani - questo è l’unico campo sportivo comunale, tutte le altre strutture sono private. Ma non è stata solo questa vicenda a spingermi alle dimissioni. I lavori, come aveva promesso l’ex assessore Sanzo a suo tempo, non sono stati fatti e ho sollecitato più volte in quest’ultimo periodo l’amministrazione perché iniziassero la ristrutturazione. Prima mi hanno detto che i lavori sarebbero cominciati a giugno, poi a luglio e ora dicono a settembre. A queste condizioni come posso fidarmi e iscrivere la squadra al campionato se poi a novembre o dicembre siamo ancora a questo punto. In più durante lo scorso inverno diversi addetti ai lavori della Polisportiva Garzella hanno dato vita ad un’altra società parallela dove sono confluiti quasi tutti i nostri bambini e non abbiamo potuto formare le squadre. Questo ha un’ulteriore conseguenza perché, dal momento che noi non possiamo continuare la nostra attività dovremo lasciare la sede (dove ci sono anche i campi da calcetto) di proprietà della curia che non è intenzionata ad affittarli ad altri perché vuole vendere l’intero complesso e cambiarne la destinazione d’uso. Insomma, noi, come vecchi affittuari, saremmo potuti rimanere fino all’ultimo e le squadre degli adulti al limite avrebbero potuto allenarsi qui ma, andando via noi, chiude tutto anche qui».
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