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Pisa per un giorno senz'acqua: ecco come salvarsi - Mappa

di Pietro Barghigiani
Pisa per un giorno senz'acqua: ecco come salvarsi - Mappa

Dalle 6 alle 20 del 10 agosto Pisa resterà senz’acqua. Allestiti 15 punti di rifornimento e 40 bagni chimici

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PISA. Scorte d’acqua quanto basta e pazienza in abbondanza. Giovedì 10 agosto almeno 30mila utenze domestiche e quasi un migliaio - ma dal conto va tolto chi è chiuso per ferie - tra bar, ristoranti, gelaterie e alberghi, dovranno fare a meno dell’acqua. Dalle 6 fino alle 20 con la speranza di un’ipotesi ottimistica che già nel tardo pomeriggio rubinetti e docce possano tornare a fare il loro lavoro.

Litorale “salvo”. Stop all’erogazione del servizio idrico con l’unica eccezione di Marina di Pisa, San Piero a Grado, Tirrenia e Calambrone dove l’approvvigionamento è diverso da quello che rifornisce il resto del territorio comunale. Il litorale non è interessato alla condotta da 350 mc al secondo, i cui segni di degrado con relative perdite hanno spinto il gestore ad adottare nel periodo ritenuto di più basso consumo d’acqua un intervento radicale che impone l’interruzione del servizio. Il vicesindaco, con delega alla Protezione civile, Paolo Ghezzi con il presidente di Acque Spa, Giuseppe Sardu e l’ingegner Demetrio Foti tra i responsabili operativi dell’intervento, ieri in Comune hanno spiegato perché era necessario procedere ai lavori sulla tubazione, il motivo della scelta del periodo e come saranno alleviati i disagi a operatori economici e cittadini alle prese con una canicola che oscilla tra i 30 e i 40 gradi.

I punti di approvvigionamento. «Dopo aver ricevuto la comunicazione di Acque Spa ci siamo subito mossi per allestire un piano capendo e condividendo l’eccezionalità dell’opera» esordisce Ghezzi. Sono stati individuati sette punti in cui un’autobotte stazionerà tutto il giorno per consentire di fare il pieno a chi avesse necessità di grosse quantità di acqua. Ci saranno poi altri otto punti dove Acque Spa distribuirà sacchi da 5 litri. Ne sono stati preparati circa 4mila.

I bagni chimici. I bar potrano anche restare aperti, ma i bagni saranno off-limits. E così il surrogato del wc interno sarà il bagno chimico. Una quarantina i presìdi igienici (metà dei quali accessibili anche ai non autosufficienti) che verranno sistemati lungo due direttrici. Una da piazza della stazione, viale Gramsci, via Crispi, Solferino, Cuttadella, via Roma. E l’altra su Corso Italia, all’incrocio tra via Croce e via Turati, piazza del Carmine, Largo Ciro Menotti, via Cavallotti e via Dini. Bagni aperti all’Opera del Duomo.

Gli obiettivi sensibili. «La priorietà sarà riservata a ospedali e case di cura» chiosa il vicesindaco che annuncia l’apertura della sala della Protezione civile per monitorare sull’andamento della giornata senz’acqua. Autobotti fin dal mattino al Santa Chiara, nella parte vecchia dell’ospedale a Cisanello (quella nuova è autonoma), all’aeroporto, nelle residenze sanitarie. Il Cnr è autosufficiente.

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Periodo di bassi consumi. «In un momento contraddistinto dalla perdurante siccità e dall’emergenza idrica diffusa ormai in tutto il Paese, è opportuno salvaguardare il più possibile la risorsa idrica e prevenire eventuali nuovi guasti – è stato spiegato durante la conferenza stampa –. Da qui, la programmazione dell’intervento per il completo ripristino della funzionalità idraulica e strutturale della condotta che attraversa il ponte, operazione comunque già prevista entro la fine del 2017. La scelta è ricaduta su questo periodo anche perché, storicamente, la settimana che precede Ferragosto è quella in cui nella città di Pisa si registrano i minori consumi idrici, con l’evidente vantaggio di sospendere l’erogazione in un giorno in cui le scuole sono chiuse e i corsi universitari fermi».

Bar, ristoranti, hotel. Domani è previsto un altro incontro con le categorie economiche. L’invito è quello di fare scorte d’acqua. Senza depositi o accumuli, però, la situazione non prevede grandi alternative. Soprattutto per gli alberghi. I ristoranti saranno in difficoltà per il pranzo, ma già per la cena l’acqua dovrebbe essere tornata. Più difficile la situazione per gli hotel. Sardu: «Daremo ai commercianti un volantino, in italiano e in inglese, da mostrare ai clienti in cui ci scusiamo per il disagio e precisiamo che non dipende da loro, ma dalla necessità di un intervento sulla rete. E forniremo anche un elenco di privati a cui rivolgersi per rifornirsi d’acqua».

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