Sicurezza
Pisa un giorno senz'acqua: «Indispensabile la riparazione di quel tubone e vi spieghiamo perché»
Lo chiamano il tubo del mille perché ha un diametro di un metro. Da tempo mostra qualche acciacco. Piccole perdite che finora sono state tamponate con interventi-rammendo. «Quello che verrà fatto è importante e improcrastinabile» sottolinea il presidente di Acque spa
PISA. «Non possiamo permetterci di avere un danno maggiore se dovesse rompersi quel tubo». Tra Rigoli e Avane quel tubo scorre lungo un ponte sul Serchio per circa 120 metri. E da quella condotta passa la maggior parte di acqua in grado di servire il comune di Pisa. L’infrastruttura è delicata quanto vulnerabile.
Quando Giuseppe Sardu, presidente di Acque Spa, dice che non possono trascurare le condizioni del tubo lo fa pensando al rischio di una rottura che imporrebbe disagi ben più gravi di un giorno senz’acqua. Una giornata che si annuncia campale: giovedì 10 agosto.
Lo chiamano il tubo del mille perché ha un diametro di un metro. Da tempo mostra qualche acciacco. Piccole perdite che finora sono state tamponate con interventi-rammendo. «Quello che verrà fatto è importante e improcrastinabile» sottolinea il presidente del gestore idrico. Una tubazione del genere fornisce con 250 metri cubi al secondo la stragrande quantità di acqua a servizio della città prendendola dai pozzi di Lucca e Filettole. Al deterioramento sempre più evidente, la società idrica ha voluto dare una risposta definitiva. Il tubo in acciaio al carbonio verrà tagliato in più punti e poi verrà inserita all’interno una sorta di “calza” sotto forma di resina che servirà a rendere impermeabile le pareti del tubo che non perderà millimetri nel suo diametro e, quindi, la portata non ne risentirà. Il motivo dello stop idrico è dovuto alla necessità di interrompere il flusso per consentire il taglio e la rimozione delle parti da sistemare. In attesa che i lavori di “relining”, in gergo tecnico, vadano avanti nei prossimi mesi, è necessario isolare il tubo. Due bypass garantiranno l’erogazione a partire da giovedì e anche più avanti in attesa della sistemazione della condotta. L’ingegner Demetrio Foti di Acque spiega che per la chiusura idrica serviranno circa due ore e per la riapertura almeno 5-6.
«Al termine dell’intervento vero e proprio, saranno subito effettuate le cosiddette operazioni di lavaggio – è stato spiegato in conferenza stampa – per ridurre i fenomeni di torbidità una volta ripristinata l’erogazione: fenomeni del tutto fisiologici dopo una prolungata sospensione come quella prevista per il 10 agosto». Gli abbassamenti di pressione inizieranno dalle 22 di mercoledì 9. Dalle 6 del giorno dopo i rubinetti saranno asciutti. In tarda mattinata si passerà alla sezione della condotta e al via libera dei bypass. Se non ci saranno intoppi per le 20 il flusso dovrebbe tornare a regime. «Sappiamo bene che ci saranno difficoltà – chiarisce Sardu –. Ma abbiamo scelto questo periodo perché da un lato era indispensabile avere la certezza che le gru potessero muoversi in ambienti secchi intorno al ponte e non nell’eventuale pantano se avessimo operato tra autunno o inverno. E dall’altro, consumi alla mano, questo è il periodo di minor consumo d’acqua in tutto l’anno. I disagi ci saranno, ma non come se l’intervento fosse stato fatto in un altro momento».(p.b.)
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