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Pisa

Ingegnere e “segugio” ritrova la bici

Ingegnere e “segugio” ritrova la bici

L’ha vista a due giovani e li ha ripresi con un video. «Erano studenti Erasmus, sapevano che era rubata»

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PISA. Gli rubano la bici, dopo alcuni mesi la vede in mano a due stranieri e riesce a farsela ridare dopo una lunga trattativa documentata da un video. È successo ad Antonello Cherubini, ingegnere meccanico di 30 anni, originario di Pitigliano, laureato a Milano e residente a Pisa da alcuni anni, dove lavora al Laboratorio di robotica Percro della Scuola superiore Sant’Anna.

«Poche settimane fa - racconta Cherubini - mi è successo di ritrovare la bici che mi era stata rubata alcuni mesi prima a Pisa. Stavo tornando a casa verso mezzanotte quando l’ho riconosciuta legata a un cancello. Ho deciso di salire nel mio appartamento per prendere una catena e legarla in modo che non potesse essere di nuovo portata via dal ladro. Volevo anche lasciargli un biglietto con un messaggio per poi andare a riprenderla il giorno dopo. Però quando sono tornato con la catena in mano ho trovato i proprietari illegittimi che stavano andando via. Erano due tedeschi. Prendo coraggio, li fermo e cerco di spiegare la situazione. Quando hanno capito di essere in torto hanno provato ad andarsene. Di mestiere progetto robot, non faccio il poliziotto. Per tutelarmi ho deciso di prendere il telefono e ho iniziato a registrare un video a sorpresa che poi ho pubblicato su YouTube. Il video fa un po’ sorridere perché uno dei due tedeschi si nasconde dietro la giacca pur di non essere ripreso. Dopo un battibecco iniziale, gli ho mostrato la denuncia del furto che dimostrava che la bici era mia e si sono calmati. Mi hanno detto di averla acquistata pur sapendo che era rubata. Alla fine me l’hanno restituita scusandosi e chiedendomi preoccupati se avrei sporto denuncia alla polizia. Ho deciso di lasciar correre e li ho invitati a casa mia per un caffè. Erano due studenti Erasmus, alla fine erano pure simpatici».

L’acquisto della bici rubata si è svolto in un luogo noto in città. «Come tanti altri studenti anche loro avevano comprato la bici alla mensa universitaria – afferma Antonello – Mi domando perché non sia possibile mandare un paio di poliziotti a controllare, visto che lo sanno tutti che le bici le rivendono lì. Non è così facile come sembra, ma secondo me si può comunque fare di più. Per esempio un'idea potrebbe essere mandare due poliziotti ogni giorno a fare le foto delle bici in vendita a mensa e caricarle su Facebook in tempo reale: arriverebbero subito i proprietari a dimostrare che la bici è la loro». A Pisa il problema dei furti delle biciclette è sentito, perché succede tutti i giorni, sia per strada che all’interno di condomini e garage. «È impossibile avere una bici decente che subito te la rubano – dice Cherubini -. Però la città non è grande e facendo un po’ di attenzione si può ritrovare. Non sono l’unico a cui è successo. Se si è in grado di provare di essere il legittimo proprietario, si può chiedere che sia restituita. La polizia può essere d’aiuto. Con me sono stati gentili». Adesso che è tornato in possesso della sua bici, Antonello cercherà di non farsela rubare di nuovo. «Al momento sembrano resistere le catene da scooter con le maglie da 12 mm – spiega - Sono ingombranti e costano una cinquantina di euro su ebay, ma purtroppo sono l’unica opzione per chi non si accontenta di una bici arrugginita».

Daniela Salvestroni

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