Il Tirreno

Pisa

«Circondati dalle barriere di cemento»

«Circondati dalle barriere di cemento»

Protesta dei bancarellai di piazza Manin. Confesercenti: sicurezza sì, ma così è più pericoloso

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Hanno circondato le bancarelle di piazza Manin (ed anche quelle in largo Cocco Griffi) con jersey di cemento per prevenire il rischio attentati. Un intervento che consideriamo a dir poco maldestro visto che, di fatto, crea un recinto che in caso di fuga si trasformerebbe in una trappola». Questo il commento di Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, al recente intervento nella zona del Duomo per mettere in sicurezza l’area dal rischio attentati.

Un intervento che gli ambulanti dell’area hanno criticato nella forma, tanto da rivolgersi all’associazione perché chiedesse al Comune spiegazioni.

Ancora Romoli: «Le questioni legate a security e safety stanno ormai diventando parte integrante della nostra esistenza e quindi, a torto o ragione, siamo costretti a conviverci anche se preferiremmo limitarne l’impatto con la nostra vita quotidiana. In particolare occorrerebbe attenzione quando gli interventi di prevenzione potrebbero danneggiare le attività lavorative. Sinceramente non ci sembra che con gli ultimi interventi in piazza Manin e largo Cocco Griffi - dice ancora il responsabile Confesercenti - si sia tenuto in debita considerazione questo aspetto non esitando a collocare le barriere jersey proprio a ridosso delle attività commerciali. Le barriere, in linea con le prescrizioni impartite recentemente dal ministero, dovrebbero creare ostacolo ai malintenzionati che volessero “attentare” alla sicurezza dei cittadini e dei nostri monumenti. Un ostacolo che di fatto già è rappresentato dalle “invalicabili” strutture commerciali che permangono sia in largo Cocco Griffi che in piazza Manin».

Secondo la Confesercenti, al di là dei disagi per i commercianti, la disposizione delle barriere crea un potenziale pericolo per le persone. «Le barriere jersey così come sono state posizionate, a nostro avviso, non risolvono il problema della security, ma soprattutto aggravano al contrario quello del safety, che sembra invece sia stato il problema principale per cui sono state emanate le molteplici circolari ministeriali. Immaginate cosa accadrebbe in caso di fuga per le persone che si trovassero di fronte la barriera di cemento oltre le bancarelle. Per questo abbiamo deciso di inviare una lettera a Palazzo Gambacorti - conclude Romoli - con la richiesta di un incontro per riesaminare l’intervento ed individuare soluzioni alternative sempre nel rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa