Il Tirreno

Pisa

Precari, scatta l’ora della stabilizzazione

di Danilo Renzullo
Precari, scatta l’ora della stabilizzazione

Previste oltre cinquanta assunzioni negli ospedali pisani

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PONTEDERA. L’iter è ancora da definire nei minimi dettagli, ma a partire dal prossimo anno per decine tra infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici di laboratorio assunti con contratti a tempo determinato potrebbero spalancarsi le porte della stabilizzazione. Una ventina tra l’ospedale Lotti di Pontedera e il presidio di Volterra. Quasi il doppio invece le assunzioni a tempo indeterminato che si prevedono per il personale sanitario impiegato con contratti a termine all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Cisanello e Santa Chiara). Buone possibilità anche per un gruppo di lavoratori precari in attività alla Fondazione Monasterio di Pisa.

Il percorso per le assunzioni è stato avviato nei giorni scorsi con un tavolo tecnico tra Cgil, Cisl, Uil e i rappresentanti della Regione Toscana per definire le linee guida di applicazione del decreto Madia che prevede la stabilizzazione dei lavoratori precari della pubblica amministrazione che negli ultimi otto anni hanno “collezionato” almeno 36 mesi di contratti a tempo determinato. Il via libera alle assunzioni, previste nel triennio 2018-2020, potrà arrivare già il prossimo settembre, quando il ministero della Pubblica amministrazione dovrebbe varare una circolare esplicativa sulla cui base Regione e sindacati studieranno le modalità con le quali concretizzare il piano di assunzioni. Che riguarderà tanti precari, ma non tutti.

A fronte di diverse centinaia di contratti a termine stipulati negli ultimi anni nelle strutture ospedaliere della provincia, solo una cinquantina di lavoratori hanno i requisiti necessari per sperare di apporre la firma su un contratto definitivo. Tra questi, in particolare, quello di aver maturato (entro il prossimo dicembre) almeno tre anni di contratti a termine, anche in diverse strutture. L’assunzione a tempo indeterminato sarà diretta per chi ha già superato un concorso e potrà scattare anche in strutture sanitarie diverse da quelle di appartenenza. Gli altri dovranno invece partecipare ai bandi, potendo contare su una riserva della metà dei posti messi a concorso.

Un incontro, quello in Regione, che i sindacati valutano positivamente per la volontà di mettere in atto le procedure di stabilizzazione di decine di precari che dopo anni di contratti a termine o atipici potranno tagliare un traguardo per molti insperato. «L’aspetto negativo – sottolinea Leonardo Fagiolini, segretario della Fp-Cgil di Pisa – è che ci sono alcuni dubbi sulla norma e per questo è necessario attendere la circolare del ministero».

I sindacati esprimono però preoccupazione per i lavoratori precari in scadenza. Per loro, infatti, il contratto a tempo determinato non potrà essere prorogato fino all’eventuale assunzione a tempo indeterminato. «Stiamo verificando – prosegue Fagiolini – se questo scoglio è veramente insormontabile o è possibile una proroga dei contratti».

A partire da settembre, i rappresentanti della Regione e quelli dei sindacati inizieranno a stabilire le linee guida per le future stabilizzazioni, facendo esultare decine di lavoratori della sanità che nel prossimo triennio potranno dire addio al precariato dopo anni di contratti a scadenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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