Lutto
Migranti: la protesta dei vicini di casa «Portano malattie?»
di Sharon Braithwaite
Lo hanno chiesto al sindaco i residenti del condominio di Calci dove verranno ospitati i richiedenti asilo
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CALCI. «Chi sono i profughi che abiteranno sul nostro pianerottolo? Sono sani? Ci porteranno malattie che in Italia non esistono da secoli? Dobbiamo avere paura per i nostri bambini?».
Sono solo alcune delle domande degli abitanti di via Buozzi fatte al sindaco Massimiliano Ghimenti.
Come richiesto dal volantino anonimo, affisso nei giorni scorsi vicino al parco delle Fonderie in località Coppetta, una delegazione di residenti ha incontrato l’amministrazione per avere chiarimenti su una vicenda che li riguarda da vicino. Da pochi giorni è noto che in Valgraziosa arriveranno sette richiedenti protezione internazionale: abiteranno in un appartamento preso in affitto da “Odissea”, la cooperativa sociale che ha partecipato al bando disposto dalla prefettura per l’accoglienza e la gestione dei profughi. Ghimenti ha spiegato che il Comune, pur non essendone competente, si è interessato alla procedura annunciata a metà giugno in commissione e confermata a fine luglio, chiedendo informazioni alla prefettura (ente che gestisce l’accoglienza sul territorio nazionale e quindi anche locale) e alla cooperativa. Il confronto con la cittadinanza, piuttosto vivace all’inizio, ha permesso di chiarire alcuni aspetti oscuri della vicenda.
«È legale che nella casa accanto vengano persone di cui non sappiamo niente? Siamo stati informati solo tramite un volantino recapitato nella cassetta della posta. Così non va bene», ha esclamato un abitante. «Lo prevede la legge nazionale», ha risposto il sindaco. «Abbiamo diritto di sapere chi siano queste persone e se ci contageranno», afferma preoccupata una signora. «Non è possibile sapere i nomi dei profughi richiedenti protezione perché, appunto, hanno bisogno di essere protetti – spiega Ghimenti -. Appena arrivano sulle nostre coste, i migranti sono sottoposti ad accurati screening medici. I controlli sanitari sono ripetuti anche quando entrano in Toscana. L'Asl certifica l'agibilità dell'appartamento, scongiurando rischi di sovraffollamento».
I cittadini chiedono maggiore trasparenza alla prefettura e alla cooperativa. «Sarebbe meglio che in questo appartamento ci venisse ad abitare una famiglia con bambini, invece che sette uomini. Ci darebbe più tranquillità», sottolinea un altro abitante.
«Questa è una richiesta che avevamo già inoltrato agli enti e che sosterremo, non in virtù di pregiudizi ma in base al contesto in cui si insedierebbero i migranti – dice ancora il sindaco -. Il nostro obiettivo, come è accaduto con ottimi risultati a Castelmaggiore, è fare in modo che ci sia la migliore integrazione possibile con la popolazione».
Sulla vicenda è intervenuto Roberto Salvini, consigliere regionale della Lega Nord: «Questa deleteria accoglienza diffusa, col passare del tempo, sta assumendo sempre più i contorni di una vera e propria invasione; è inaccettabile che l’amministrazione non abbia tempestivamente informato i cittadini».
Anche l’opposizione consiliare “Uniti per Calci”, che sul Tirreno di ieri accusava Ghimenti di non aver organizzato un incontro con gli abitanti («come promesso in commissione»), accusa l’amministrazione di aver gestito la vicenda «con superficialità e approssimazione». «Niente di più falso. Il verbale della commissione è pubblico: io non ero presente alla riunione, così come la minoranza – risponde Ghimenti -. Il vicesindaco ha informato i commissari del percorso di accoglienza: come annunciato sul sito del Comune è stato pubblicato una nota e il 25 luglio ho informato i capigruppo dei migranti. La cooperativa ha diffuso le proprie comunicazioni ai condomini: la solleciterò a informare più efficacemente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono solo alcune delle domande degli abitanti di via Buozzi fatte al sindaco Massimiliano Ghimenti.
Come richiesto dal volantino anonimo, affisso nei giorni scorsi vicino al parco delle Fonderie in località Coppetta, una delegazione di residenti ha incontrato l’amministrazione per avere chiarimenti su una vicenda che li riguarda da vicino. Da pochi giorni è noto che in Valgraziosa arriveranno sette richiedenti protezione internazionale: abiteranno in un appartamento preso in affitto da “Odissea”, la cooperativa sociale che ha partecipato al bando disposto dalla prefettura per l’accoglienza e la gestione dei profughi. Ghimenti ha spiegato che il Comune, pur non essendone competente, si è interessato alla procedura annunciata a metà giugno in commissione e confermata a fine luglio, chiedendo informazioni alla prefettura (ente che gestisce l’accoglienza sul territorio nazionale e quindi anche locale) e alla cooperativa. Il confronto con la cittadinanza, piuttosto vivace all’inizio, ha permesso di chiarire alcuni aspetti oscuri della vicenda.
«È legale che nella casa accanto vengano persone di cui non sappiamo niente? Siamo stati informati solo tramite un volantino recapitato nella cassetta della posta. Così non va bene», ha esclamato un abitante. «Lo prevede la legge nazionale», ha risposto il sindaco. «Abbiamo diritto di sapere chi siano queste persone e se ci contageranno», afferma preoccupata una signora. «Non è possibile sapere i nomi dei profughi richiedenti protezione perché, appunto, hanno bisogno di essere protetti – spiega Ghimenti -. Appena arrivano sulle nostre coste, i migranti sono sottoposti ad accurati screening medici. I controlli sanitari sono ripetuti anche quando entrano in Toscana. L'Asl certifica l'agibilità dell'appartamento, scongiurando rischi di sovraffollamento».
I cittadini chiedono maggiore trasparenza alla prefettura e alla cooperativa. «Sarebbe meglio che in questo appartamento ci venisse ad abitare una famiglia con bambini, invece che sette uomini. Ci darebbe più tranquillità», sottolinea un altro abitante.
«Questa è una richiesta che avevamo già inoltrato agli enti e che sosterremo, non in virtù di pregiudizi ma in base al contesto in cui si insedierebbero i migranti – dice ancora il sindaco -. Il nostro obiettivo, come è accaduto con ottimi risultati a Castelmaggiore, è fare in modo che ci sia la migliore integrazione possibile con la popolazione».
Sulla vicenda è intervenuto Roberto Salvini, consigliere regionale della Lega Nord: «Questa deleteria accoglienza diffusa, col passare del tempo, sta assumendo sempre più i contorni di una vera e propria invasione; è inaccettabile che l’amministrazione non abbia tempestivamente informato i cittadini».
Anche l’opposizione consiliare “Uniti per Calci”, che sul Tirreno di ieri accusava Ghimenti di non aver organizzato un incontro con gli abitanti («come promesso in commissione»), accusa l’amministrazione di aver gestito la vicenda «con superficialità e approssimazione». «Niente di più falso. Il verbale della commissione è pubblico: io non ero presente alla riunione, così come la minoranza – risponde Ghimenti -. Il vicesindaco ha informato i commissari del percorso di accoglienza: come annunciato sul sito del Comune è stato pubblicato una nota e il 25 luglio ho informato i capigruppo dei migranti. La cooperativa ha diffuso le proprie comunicazioni ai condomini: la solleciterò a informare più efficacemente».
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