Sicurezza
Siringhe sulla spiaggia, il primario: «Il rischio è teorico, però che inciviltà»
Pisa, il primario di Malattie infettive: perché ci sia contagio deve esserci un residuo organico fresco
PISA. Non è il primo, anzi da quattro settimane i casi sembrano ricorrersi con una frequenza che ha spinto tutti a pensare ad un’emergenza. Siringhe e aghi trovati in spiaggia, prima una donna e ora una bimba piombate in un gorgo che pensavamo di esserci lasciato alle spalle, quello dell’eroina e dei suoi schiavi, quello della dipendenza e di chi abbandona i resti della sua vita deragliata sotto la sabbia, dopo essersi iniettato una dose. In realtà, confermano dall’ospedale di Cisanello, non c’è nessuna emergenza né nessun incremento significativo di questo tipo di eventi. E soprattutto, ci tiene a precisare Francesco Menichetti, «il rischio è teorico, non si può ignorare, ma in questi casi è relativamente contenuto».
Il professore è il primario di Malattie infettive e sa che in due settimane si sono susseguiti almeno due casi di persone punte da una siringa abbandonata in spiaggia. Il primo risale a domenica 16 luglio, a Vecchiano. Il secondo è di sabato, a Tirrenia. «Numeri in linea con quelli degli anni scorsi, nulla di anomalo. E in questi casi, di solito, il rischio c’è ma è molto contenuto. Nella sabbia l’ago si secca, difficile che un eventuale virus di Hiv o di epatite sopravviva. Perché possa succedere, all’interno dell’ago deve essere rimasto un residuo di sangue fresco. Il rischio di infezione da puntura d’ago è piuttosto tipico degli incidenti professionali. Capitano agli infermieri che, eseguendo un prelievo a persone affette da Hiv o epatite, si pungono con l’ago che hanno appena utilizzato per gli esami».
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Certo, neppure Menichetti rimane indifferente all’idea di una bambina punta sulla spiaggia. Ma non crede che possa trattarsi di una siringa utilizzata da un diabetico: «È intollerabile l’idea che possa succedere, le nostre spiagge devono essere pulite. Non possiamo temere anche di dover passeggiare sulla sabbia - dice - Denota una totale mancanza di considerazione per la salute degli altri. Quasi che chi ha abbandonato quell’ago in spiaggia l’abbia fatto con sprezzo e appositamente. Un brutto segnale di inciviltà, dovrebbe interrogarci. Cosa sta succedendo ai nostri figli? Perché sono tornati a drogarsi e perché lo fanno senza curarsi della vita degli altri?» (m.n.)
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