Il dolore
BENVENUTI a PISA
di Danilo Renzullo
PISA. Un’ondata di colori su uno dei simboli della Pisa operaia. E la vecchia periferia industriale di un quartiere ormai sempre più residenziale, si trasforma, si anima. Ed è questa rinascita lenta...
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PISA. Un’ondata di colori su uno dei simboli della Pisa operaia. E la vecchia periferia industriale di un quartiere ormai sempre più residenziale, si trasforma, si anima. Ed è questa rinascita lenta e graduale che i tratti delle pennellate di Gaia, ventinovenne urban artist di Baltimora, considerato uno dei 30 migliori artisti under 30 al mondo, raccontano in un’opera (qui accanto nelle foto di Fabio Muzzi)che resterà a memoria del quartiere e della città. Una delle più grandi mai realizzate in Italia. Oltre cinquecento metri quadri di vernice che descrivono il mutamento urbanistico e sociale di una zona della città attraverso i volti e le braccia che l’hanno animata, affidando ai colori la memoria del quartiere operaio che fu. “Re-Nasci”, l’opera “svelata” ieri dall’artista statunitense, non è un semplice murale. È una sorta di testamento della città e del quartiere, affidato alla parete esterna dello storico stabilimento della Saint-Gobain sorto nel 1889. L’arte contemporanea abbraccia la realtà industriale che ha costituito l’anima del quartiere, creando una sintesi tra il passato e il futuro che descrivono la Pisa che fu e l’immaginaria città del futuro su alcuni edifici di Porta a Mare nell’ambito di “Welcome to Pisa Festival”. Una rassegna che vuole compiere un ulteriore passo all’interno del percorso di modernizzazione e di rinnovamento del quartiere, interessato dal nuovo sviluppo derivante dalla ripresa della cantieristica ai Navicelli, dall’abbattimento dell’incile e dalla dislocazione di nuove funzioni urbane e di nuove attività. Porta a Mare è però anche una delle principali porte d’accesso alla città e la rassegna di arte contemporanea promossa dal Comune di Pisa, in collaborazione con il curatore Gian Guido Maria Grassi, giovane studente universitario, l’associazione Casa della città Leopolda, l’Università di Pisa, il Ctp2 e i contributi di sponsor e sostenitori privati (Saint Gobain, Caparol), ha l’obiettivo di offrire “un assaggio” della città a chi percorre l’Aurelia, ma anche di fare del quartiere un distretto di arte contemporanea. «È un omaggio al lavoro – spiega Gaia – perché è dal lavoro che rinasce una comunità e un Paese». Una riqualificazione a colpi di pennelli e bombolette spray a cui parteciperanno diversi writers internazionale, che nelle prossime settimane lasceranno la loro firma su varie facciate di edifici del quartiere (ieri è partita la realizzazione di un nuovo murale sull’immobile che ospita il deposito della polizia provinciale) e sopra i piloni della Fi-Pi-Li nella Darsena, che diventerà una vera e propria galleria di arte moderna. Anche Il Tirreno partecipa all’iniziativa mettendo in palio un premio per le tre migliori fotografie che raccontano il Festival. Per partecipare al concorso fotografico basta inviare i propri scatti all’indirizzo mail pisa@iltirreno. it, indicando nell’oggetto il nome del festival “Welcome to Pisa”. Una giuria qualificata selezionerà le foto che meglio descrivono l’iniziativa e il significato delle opere.
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