Lutto
Picchiato nel suo negozio da un tabaccaio, gelataio finisce in ospedale
L’assalto a mezzogiorno a Tirrenia, colpita anche la compagna. L’esasperazione del ferito: «Ora possono anche spararmi». La replica dell'"aggressore"
TIRRENIA. «Picchio lui perché non posso prendermela con una donna». E parte l’assalto nel negozio. Colpi a segno che mettono ko il gelataio, raggiunto al volto da una scarica di pugni. Ossa nasali fratturate e occhio sinistro semichiuso da boxeur in disarmo.
Inizia in una gelateria del centro di Tirrenia e finisce al pronto soccorso di Cisanello la scazzottata tra commercianti che parte da lontano come premesse mai disinnescate. Incomprensioni e dissapori come molla per arrivare a uno scontro che ha fatto arrivare in piazza Belvedere ambulanza, polizia e carabinieri. E che avrà un seguito giudiziario con avvocati già pronti a imbastire querele e citazioni a giudizio.
Il gong viene suonato intorno alle 12,15. Un commerciante di Calambrone, secondo il racconto della coppia che ha annunciato di denunciarlo, si presenta nella gelateria Belvedere nell’area Hotel Continental. Trova Antonella Luise di Migliarino Pisano e, nel laboratorio a preparare lo yogurt, Mauro Paolinelli, di Viareggio.
«Ero sulla porta e mi ha spintonato spostandomi di lato per arrivare dal mio compagno – spiega Luise –. Lo ha aggredito colpendolo più volte al viso. Gli ha fratturato le ossa nasali. Mauro era quasi svenuto. Ho cercato di fermarlo, mi sono messa in mezzo, ma non sono riuscita a fermarlo Mi ha fratturato due costole e ho 30 giorni di referto». La denuncia per lesioni personali parte d’ufficio.
Un assalto rapido e concluso in pochi secondi. Il commerciante che è entrato nella gelateria è un omone di quasi due metri. Fisico robusto e mani possenti. Gli effetti si vedono sul volto di Paolinelli a cui serve un’ambulanza per arrivare al pronto soccorso dove viene medicato e dimesso intorno alle sette di sera. Quindici giorni la prognosi stilata al pronto soccorso
«Prima di andarsene l’aggressore ci ha detto “non finisce qui” in tono minaccioso – prosegue la compagna del gelataio –. Quando gli ho chiesto perché se la fosse presa con Mauro mi ha risposto che non potendo picchiare me se l’è rifatta con lui». La gelateria Belvedere a novembre era danneggiata da un atto vandalico. Qualcuno aveva appiccato un rogo alla porta. I titolari non avevano nascosto il loro disappunto: «Qualcuno non ci vuole» avevano denunciato al Tirreno. Ad alimentare un clima di tensione è arrivata anche la questione dell’acqua. Sì, perché da contratto d’affitto i negozi dell’area in questione non possono vendere le bottiglie d’acqua. È consentito solo a una tabaccheria vicina.
«Le discussioni sono andate avanti per un po’ – spiega Luise – ma non volevamo forzare la mano. Venerdì sera un bimbo ci ha chiesto dell’acqua e noi gliela abbiamo data in un bicchiere. Ho notato che la titolare della tabaccheria mi stava fotografando. E di lì abbiamo discusso, di nuovo. Quello che è venuto stamani (sabato 29, ndr) è un loro amico. Oltre a questo problema c’è da tempo una storia che non so come possa essere uscita. In pratica l’aggressore di Mauro pensa e dice in giro che noi sosteniamo che è stato lui ad appiccare il fuoco alla porta della gelateria nel novembre scorso. Non è vero. Mai detto una cosa del genere, né la diremmo perché non abbiamo le prove».
Più del dolore fisico Paolinelli soffre per un accanimento che non si spiega. E ora ha paura: «Se uno in pieno giorno e davanti a una folla arriva a fare una cosa del genere, di notte mi aspetto che possa spararmi».
LA REPLICA DELL'"AGGRESSORE"
«Ero stanco di sentirmi chiedere se ero stato io a dare fuoco alla gelateria. Così ieri mattina mi sono presentato per chiarire. La situazione è degenerata e c’è stato uno scontro. Anch’io sono andato in ospedale». Quello che per il gelataio Mauro Paolinelli e la sua compagna, Antonella Luise è l’aggressore dà la sua versione dei fatti. Secondo il titolare di un bar tabacchi a Calambrone già la sera precedente c’erano stati dissapori tra la coppia e la titolare della tabaccheria davanti alla gelateria “Belvedere”.
E lui, amico di famiglia della donna, ieri si è mosso anche per sostenere le sue ragioni. Oltre che per definire una volta per tutte la storia del rogo appiccato nel novembre scorso. A questo poi si è aggiunta una lite verbale tra la tabaccaia e la coppia che gestisce la gelateria e a quel punto è arrivato in piazza Belvedere per chiarire un po’ di questioni aperte. Era stufo di sentirsi chiedere dai suoi clienti se era vero che aveva dato alle fiamme la porta della gelateria in piazza e dopo aver saputo dell’ennesimo attacco verbale nei confronti dei suoi amici avvenuto la sera prima, ha pensato che fosse giunto il momento di parlare direttamente con i suoi accusatori. «Ieri mattina – racconta il commerciante -, sono andato alla gelateria per parlare e chiarire le cose in modo che questa storia finisse e invece, gli animi si sono scaldati e alla fine c’è stata una colluttazione». Il tabaccaio sottolinea che è andato in ospedale dopo l’accaduto per farsi visitare e il referto è stato di un livido in faccia e un graffio sotto l’occhio.
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