Il Tirreno

Pisa

TRIBUNALE

Cinque sotto processo per lo stop nei trasporti

Pietro Barghigiani
Un'aula di Tribunale
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Un'aula di Tribunale

Contestata ai dipendenti della Ctt Nord l’interruzione di pubblico servizio. La vicenda risale al blocco dei bus nel dicembre 2013 contro la revoca dell’integrativo

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PISA. Un blocco improvviso nei trasporti. Niente scuola. Disagi da far imprecare pendolari e automobilisti. Uno sciopero che servì a rimettere al tavolo delle trattative sindacati e proprietà arrivando poi a un accordo. Ma che nella rabbia del momento spinse i vertici della Ctt Nord a denunciare alla Procura lo stop ritenuto illegale. A distanza di oltre tre anni e mezzo da quel dicembre caldo a Pisa, ma anche in altre città, cinque dipendenti della Ctt sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di interruzione di pubblico servizio in concorso. La prima udienza davanti al giudice Anna Fabbricatore è servita per dare una calendarizzazione al processo rinviato al giugno 2018. Cinque autisti, residenti tra Cascina, Pisa e Casciana Terme (difesi dagli avvocati Elisa Giraudo e Simone Colla) hanno ricevuto una citazione diretta a giudizio dalla Procura. Per due imputati l’accusa è di aver sistemato i bus in modo da impedire agli altri veicoli di scendere in strada e garantire il servizio. Gli altri tre (uno anche dell’ostruzionismo dei pullman) di aver promosso e organizzato la manifestazione che paralizzò la città quel giovedì 5 dicembre 2013.

Al centro delle polemiche c’era la disdetta dei contratti integrativi in vigore alla ex Cpt e la conseguente applicazione dei contratti di secondo livello della ex Clap di Lucca che aveva provocato la decurtazione degli stipendi di circa 250 euro, ma anche gli acciacchi meccanici degli autobus e i «carichi di guida e gli archi orari più pesanti e senza una contropartita economica» che l'azienda voleva applicare. In città circolarono 4-5 bus e al 90 per cento l’adesione centrò l’obiettivo di bloccare i trasporti. Prima del fronte penale quella giornata di lotta costò ai sindacati una discreta multa inflitta dalla commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Oltre 25mila euro complessivi a carico delle segreterie provinciali di Pisa, Lucca e Livorno della Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Trasporti, riconosciute come responsabili dello sciopero selvaggio che paralizzò per due giorni il servizio di trasporto pubblico locale di Pisa e Pontedera e, per un giorno, quello di Livorno. Superato lo scontro e trovata l’intesa sindacale, la denuncia della Ctt Nord non si è fermata. È un reato per cui si procede d’ufficio e indietro non si torna. Ieri la società dei trasporti non si è costituita parte civile.

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