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«I migranti riottosi verranno allontanati»
Il prefetto: a chi non rispetta le regole la revoca dell’accoglienza
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PISA. «Ho chiesto di identificare gli ospiti che non hanno comportamenti adeguati per restare nei centri di accoglienza. Una volta che saranno stati individuati faremo in modo che lascino il centro e il programma di accoglienza». Il prefetto di Pisa, Attilio Visconti, non dice una parola di più sulle proteste che da due giorni sono in atto nei centri di accoglienza per migranti richiedenti asilo a Ponsacco, nel Brichotel, e a Cascina, nell’agriturismo La Tinaia. Visconti più volte ha ricordato ai sindaci la necessità di portare avanti i progetti di accoglienza, invitandoli a trovare sistemazioni sul terrario, ribadisce che la strada da percorrere è quella del rispetto delle regole. «Chi si adegua alle regole dei centri resta, gli altri dovranno andare via», aggiunge Visconti, attento a misurare le parole. «Niente di diverso rispetto a quello che succede a livello nazionale». Il timore è che l’agitazione dei profughi, che chiedono migliori condizioni di vita, abbia una regia unica. È certo che sia il sindacato di base Usb a dare un coordinamento alle mobilitazioni: «È un fatto oggettivo che siano loro ad organizzarli – dice il questore Alberto Francini – Ma attenzione, è perfettamente legittimo, fanno i sindacalisti». «Non siamo noi i promotori della proteste, diamo solo un aiuto nella mediazione con le istituzioni a una categoria che, come precari, lavoratori dipendenti o pensionati, fa parte del corpo sociale che rappresentiamo», dice Cinzia della Porta, responsabile Usb di Pisa. Per questo ieri ad accompagnare i migranti in prefettura c’erano i rappresentanti del sindacati di base. «I gestori dei centri di Ponsacco e Cascina hanno accettato di adeguare il menu alle abitudini alimentari dei richiedenti asilo». I migranti chiedevano cibo migliore, acqua potabile e di poter avere un’occupazione durante il giorno.
A guidare le rivolte, forse grazie ai contatti e alle sollecitazioni che provengono da altre realtà, sono profughi provenienti da terre un tempo colonizzate dai francesi, Guinea, Costa d’Avorio, Mali, Gabon. Un gruppo circoscritto, dicono i carabinieri della compagnia di Pontedera, che hanno già identificato i promotori della protesta dei materassi. Per farsi notare i profughi hanno portato i materassi per la strada. E ieri si sono registrate anche le prime defezioni: non tutti sono d’accordo nel fare lo sciopero della fame e nella protesta. Impossibile che i profughi ottengano soldi al posto dei pasti, ha ribadito ieri il prefetto. Che adesso avverte: chi viole le regole rischia di vedersi revocare lo status di richiedente. In provincia è già successo a un ragazzo arrestato perché sorpreso a spacciare in centro a Pisa. Se a Ponsacco sono state bloccate le cucine, a Cascina nella notte i migranti hanno costretto un mediatore culturale e altre tre persone a lasciare la struttura, compresi i due cuochi. Intanto il Comune di Cascina ha chiesto ad un operatore del centro i nomi degli ospiti che creano maggiori problemi, come spiega l’assessore Edoardo Ziello. Circa 20. Potrebbero essere proposti per l’allontanamento dal programma di accoglienza, restando così in Italia senza permesso di soggiorno. Sia Cascina che Ponsacco inoltre chiedono alla prefettura di verificare se il gestore rispetta gli impegni della convenzione.
(s. c. – m. n)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A guidare le rivolte, forse grazie ai contatti e alle sollecitazioni che provengono da altre realtà, sono profughi provenienti da terre un tempo colonizzate dai francesi, Guinea, Costa d’Avorio, Mali, Gabon. Un gruppo circoscritto, dicono i carabinieri della compagnia di Pontedera, che hanno già identificato i promotori della protesta dei materassi. Per farsi notare i profughi hanno portato i materassi per la strada. E ieri si sono registrate anche le prime defezioni: non tutti sono d’accordo nel fare lo sciopero della fame e nella protesta. Impossibile che i profughi ottengano soldi al posto dei pasti, ha ribadito ieri il prefetto. Che adesso avverte: chi viole le regole rischia di vedersi revocare lo status di richiedente. In provincia è già successo a un ragazzo arrestato perché sorpreso a spacciare in centro a Pisa. Se a Ponsacco sono state bloccate le cucine, a Cascina nella notte i migranti hanno costretto un mediatore culturale e altre tre persone a lasciare la struttura, compresi i due cuochi. Intanto il Comune di Cascina ha chiesto ad un operatore del centro i nomi degli ospiti che creano maggiori problemi, come spiega l’assessore Edoardo Ziello. Circa 20. Potrebbero essere proposti per l’allontanamento dal programma di accoglienza, restando così in Italia senza permesso di soggiorno. Sia Cascina che Ponsacco inoltre chiedono alla prefettura di verificare se il gestore rispetta gli impegni della convenzione.
(s. c. – m. n)
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