Italia
Gelli dà la carica al Pd «Uniti possiamo battere i populismi»
Il deputato: molto probabile un voto insieme alle politiche, ci attende un lavoro enorme. Sì alle primarie di coalizione
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PISA. «Solo se vogliamo farci del male possiamo andare incontro alla sconfitta. Altrimenti abbiamo tutte le caratteristiche per svolgere bene il compito che i nostri elettori ci chiedono». Federico Gelli, deputato del Pd, lancia un messaggio che, parlando ai pisani, arriva direttamente ai colleghi (di partito e di coalizione): «È il momento di serrare i ranghi, dell’unità contro i personalismi». Anche perché il tempo stringe ed avanza l’ipotesi di un election day (a febbraio? ): politiche più amministrative. «La contestualità molto probabile nella chiamata al voto aumenta le nostre responsabilità di partito principale del centrosinistra sia a livello nazionale che locale. Occorrono rinnovate energie da tradurre in idee e progetti chiari: è quello di cui ha bisogno il nostro elettorato. So che ci attende un lavoro enorme».
L’appello di Gelli segue le uscite, tra conferenze stampa e comunicati, del segretario provinciale Massimiliano Sonetti e di quello comunale Giovanni Viale. Le prime mosse del Pd pisano che sente l’esigenza di cambiare passo. «Ci sono fasi diverse. Questa impone di concentrarci sui contenuti e su un percorso condiviso lasciando da parte i personalismi», spiega al telefono da Roma. I suoi fanno sapere che sono le stesse cose che dice nelle riunioni a porte chiuse. Sembra davvero un modo per tenere le redini, mai è stato semplice una leadership dentro un partito diviso tra correnti.
Anche la sua visione del governo cittadino va in questa direzione: «Continuità o discontinuità nell’azione amministrativa? Siamo un partito di governo da tanti anni sul territorio e con buone amministrazioni, che hanno introdotto elementi sostanziali di cambiamento della città, gestendo anche sfide non facili. Oggi diamo per scontata, ma così non dovrebbe essere, la presenza di un polo clinico-universitario tra i migliori in Italia. Abbiamo il primo centro di ricerche del Paese per importanza. Il polo universitario. Ed a tutto questo sono state date risposte efficaci in termini di sviluppo urbanistico e mobilità. Questa è una città tutto sommato piccola, ma con evidenti capacità di attrazione grazie alle sue eccellenze. E questo è merito del buon governo, ovviamente con i problemi che ci sono. È la strada da seguire: continuità nel cambiamento e nell’innovazione, ma anche con il coraggio di inserire elementi di discontinuità su alcuni argomenti che possono essere gestiti meglio, perché oggi sono diventati elemento di attualità e di richiesta dei cittadini mentre non erano così dieci anni fa».
Il riferimento è soprattutto al problema della sicurezza, certamente uno dei temi centrali della campagna elettorale che si avvicina. Gelli lega la questione sicurezza ad una nuova visione di città: «Questa è una stagione nuova in termini di opportunità culturali e di vivibilità che in passato erano limitate ad alcuni ambienti cittadini. Oggi si avverte la necessità di vivere Pisa in modo più complessivo. Un discorso che riguarda non solo gli studenti, ma tutti i residenti. Una ricchezza da tutelare, anche in termini di sicurezza».
Alcuni punti fermi sono stati messi. Resta da capire con quale squadra, parlando di coalizione, il Pd intenda affrontare queste sfide, mentre gli alleati storici scalpitano e non sono più allineati e coperti come un tempo. «Ogni fase storica necessita di una lettura diversa, non si possono usare le ricette del passato. Chi mai – si chiede Gelli – avrebbe pensato che uno come Paolo Fontanelli potesse fare un percorso diverso? Dobbiamo cercare di condividere un programma di città con tutte le forze di centrosinistra e civiche. Mi dicono che nasceranno molte liste civiche interessate a misurarsi nel confronto elettorale anche con il Pd. Noi siamo disposti a confrontarci su questo, certo senza svendere i nostri valori ed i baluardi della nostra storia politica. Credo però che l’unità sia una caratteristica fondamentale». Per questo il deputato ritiene necessarie le primarie di coalizione, ribadendo però il ruolo guida del Pd. «Noi, attraverso un percorso interno, sceglieremo un candidato forte a sindaco. Ma poi questa scelta dovrà passare dalle primarie di coalizione e che vinca il migliore. Ora dobbiamo abbandonare i litigi, lavorare su una piattaforma comune e in tempi molto brevi andare a queste primarie di coalizione».
La road map di Gelli è tracciata, è già stata fatta propria dai segretari. Ma sul candidato sindaco del Pd la partita non è chiusa. «Facciamo sui nomi una moratoria fino a settembre», chiedeva ieri un alto esponente dem. Gelli non si sottrae all’identikit: «Abbiamo un’ottima classe dirigente e bravi amministratori. Non c’è bisogno di scegliere un papa straniero. Penso comunque ad una figura che conosca la città, che abbia esperienza». Il nome dell’assessore Andrea Serfogli resta in prima fila. Gelli si mette alla testa delle truppe democratiche e spinge sul morale: «Non sono preoccupato della concorrenza di M5S o altro nella misura in cui mettiamo da parte le scaramucce e le scorie. A Roma sento come i tassisti parlano della sindaca Raggi: non certo bene. E vedo che a Pisa il centrodestra ha difficoltà nel trovare un suo percorso. Siamo noi ora anzitutto a non dover sbagliare le mosse, a dover dialogare nel modo giusto con la città».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’appello di Gelli segue le uscite, tra conferenze stampa e comunicati, del segretario provinciale Massimiliano Sonetti e di quello comunale Giovanni Viale. Le prime mosse del Pd pisano che sente l’esigenza di cambiare passo. «Ci sono fasi diverse. Questa impone di concentrarci sui contenuti e su un percorso condiviso lasciando da parte i personalismi», spiega al telefono da Roma. I suoi fanno sapere che sono le stesse cose che dice nelle riunioni a porte chiuse. Sembra davvero un modo per tenere le redini, mai è stato semplice una leadership dentro un partito diviso tra correnti.
Anche la sua visione del governo cittadino va in questa direzione: «Continuità o discontinuità nell’azione amministrativa? Siamo un partito di governo da tanti anni sul territorio e con buone amministrazioni, che hanno introdotto elementi sostanziali di cambiamento della città, gestendo anche sfide non facili. Oggi diamo per scontata, ma così non dovrebbe essere, la presenza di un polo clinico-universitario tra i migliori in Italia. Abbiamo il primo centro di ricerche del Paese per importanza. Il polo universitario. Ed a tutto questo sono state date risposte efficaci in termini di sviluppo urbanistico e mobilità. Questa è una città tutto sommato piccola, ma con evidenti capacità di attrazione grazie alle sue eccellenze. E questo è merito del buon governo, ovviamente con i problemi che ci sono. È la strada da seguire: continuità nel cambiamento e nell’innovazione, ma anche con il coraggio di inserire elementi di discontinuità su alcuni argomenti che possono essere gestiti meglio, perché oggi sono diventati elemento di attualità e di richiesta dei cittadini mentre non erano così dieci anni fa».
Il riferimento è soprattutto al problema della sicurezza, certamente uno dei temi centrali della campagna elettorale che si avvicina. Gelli lega la questione sicurezza ad una nuova visione di città: «Questa è una stagione nuova in termini di opportunità culturali e di vivibilità che in passato erano limitate ad alcuni ambienti cittadini. Oggi si avverte la necessità di vivere Pisa in modo più complessivo. Un discorso che riguarda non solo gli studenti, ma tutti i residenti. Una ricchezza da tutelare, anche in termini di sicurezza».
Alcuni punti fermi sono stati messi. Resta da capire con quale squadra, parlando di coalizione, il Pd intenda affrontare queste sfide, mentre gli alleati storici scalpitano e non sono più allineati e coperti come un tempo. «Ogni fase storica necessita di una lettura diversa, non si possono usare le ricette del passato. Chi mai – si chiede Gelli – avrebbe pensato che uno come Paolo Fontanelli potesse fare un percorso diverso? Dobbiamo cercare di condividere un programma di città con tutte le forze di centrosinistra e civiche. Mi dicono che nasceranno molte liste civiche interessate a misurarsi nel confronto elettorale anche con il Pd. Noi siamo disposti a confrontarci su questo, certo senza svendere i nostri valori ed i baluardi della nostra storia politica. Credo però che l’unità sia una caratteristica fondamentale». Per questo il deputato ritiene necessarie le primarie di coalizione, ribadendo però il ruolo guida del Pd. «Noi, attraverso un percorso interno, sceglieremo un candidato forte a sindaco. Ma poi questa scelta dovrà passare dalle primarie di coalizione e che vinca il migliore. Ora dobbiamo abbandonare i litigi, lavorare su una piattaforma comune e in tempi molto brevi andare a queste primarie di coalizione».
La road map di Gelli è tracciata, è già stata fatta propria dai segretari. Ma sul candidato sindaco del Pd la partita non è chiusa. «Facciamo sui nomi una moratoria fino a settembre», chiedeva ieri un alto esponente dem. Gelli non si sottrae all’identikit: «Abbiamo un’ottima classe dirigente e bravi amministratori. Non c’è bisogno di scegliere un papa straniero. Penso comunque ad una figura che conosca la città, che abbia esperienza». Il nome dell’assessore Andrea Serfogli resta in prima fila. Gelli si mette alla testa delle truppe democratiche e spinge sul morale: «Non sono preoccupato della concorrenza di M5S o altro nella misura in cui mettiamo da parte le scaramucce e le scorie. A Roma sento come i tassisti parlano della sindaca Raggi: non certo bene. E vedo che a Pisa il centrodestra ha difficoltà nel trovare un suo percorso. Siamo noi ora anzitutto a non dover sbagliare le mosse, a dover dialogare nel modo giusto con la città».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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