La manifestazione
Dai Cantieri di Pisa scappano i cinesi
Da Pechino il dietrofront dopo la richiesta del concordato preventivo avanzata da Mondomarine
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PISA. I Cantieri di Pisa non affondano, ma restano faticosamente a galla. Sperando in un acquirente che in extremis salvi lo storico marchio della nautica pisana. Mondomarine, il cantiere savonese che alcuni anni fa ha rilevato lo stabilimento nautico pisano aggiudicandosi l’asta del Tribunale della Spezia, ha scongiurato il pericolo fallimento facendo ricorso al concordato preventivo. La società guidata da Roberto Zambrini e dal presidente di Mps Alessandro Falciai ha fatto ricorso al concordato per cercare di far fronte alla crisi finanziaria che ha costretto a bloccare le lavorazioni e a sottoporre gli operai (33 quelli impiegati nei Cantieri) ad una procedura di cassa integrazione a zero ore. Una mossa però non gradita agli investitori cinesi che si erano affacciati nell’area dei Navicelli per trattare l’acquisto del 51% dei Cantieri. Nei mesi scorsi la Mondomarine avrebbe infatti raggiunto un accordo con la Shandong Ocean Investment per la cessione della maggioranza del pacchetto azionario alla società di investimenti cinese che opera soprattutto nel trasporto marittimo e nella logistica, nella produzione di attrezzature marine, nell'ingegneria marittima e nella costruzione, nell'energia marina, nelle moderne attività di pesca marina, nella biotecnologia marina e nel campo della tutela dell'ambiente marino. Sull’accordo mancava solo l’ok del governo cinese (in quanto azienda nazionalizzata) che avrebbe fatto retromarcia con la richiesta del concordato avanzata da Mondomarine, spinta probabilmente anche dall’indecisione e dai ritardi del governo di Pechino a concludere l’accordo raggiunto con il gruppo orientale.
La società con sede a Savona e uffici commerciali e marketing a Monaco ha adesso quattro mesi per cercare un nuovo acquirente e ripianare i debiti. Altre trattative per la cessione sarebbero già in corso e l’intenzione della Mondomarine sarebbe di spacchettare la società e cedere separatamente i due rami d’azienda: i Cantieri di Pisa e i prestigiosi Cantieri navali Campanella di Savona attivi dal 1915 e rilevati nel 2013 dall’azienda di Falciai e Zambrini. Il fallimento per adesso è quindi scongiurato, ma il clima per sindacati e lavoratori si fa sempre più preoccupante. Le attuali commesse potrebbero creare nello stabilimento attivo nella Darsena pisana decine di nuovi posti di lavoro e assicurare stabilità per i prossimi anni. A mancare sono però i finanziamenti per far partire le lavorazioni e completare quelle da mesi in attesa di essere concluse. Tappa fondamentale per il futuro dello storico marchio della nautica pisana e dei suoi dipendenti potrebbe essere l’unità di crisi convocata dalla Regione Toscana per venerdì prossimo, quando al tavolo regionale si ritroveranno i rappresentanti sindacali dello stabilimento nautico e quelli del Comune, della Regione e della Mondomarine per fare il punto sullo stato della società e le eventuali trattative in corso.
Danilo Renzullo
La società con sede a Savona e uffici commerciali e marketing a Monaco ha adesso quattro mesi per cercare un nuovo acquirente e ripianare i debiti. Altre trattative per la cessione sarebbero già in corso e l’intenzione della Mondomarine sarebbe di spacchettare la società e cedere separatamente i due rami d’azienda: i Cantieri di Pisa e i prestigiosi Cantieri navali Campanella di Savona attivi dal 1915 e rilevati nel 2013 dall’azienda di Falciai e Zambrini. Il fallimento per adesso è quindi scongiurato, ma il clima per sindacati e lavoratori si fa sempre più preoccupante. Le attuali commesse potrebbero creare nello stabilimento attivo nella Darsena pisana decine di nuovi posti di lavoro e assicurare stabilità per i prossimi anni. A mancare sono però i finanziamenti per far partire le lavorazioni e completare quelle da mesi in attesa di essere concluse. Tappa fondamentale per il futuro dello storico marchio della nautica pisana e dei suoi dipendenti potrebbe essere l’unità di crisi convocata dalla Regione Toscana per venerdì prossimo, quando al tavolo regionale si ritroveranno i rappresentanti sindacali dello stabilimento nautico e quelli del Comune, della Regione e della Mondomarine per fare il punto sullo stato della società e le eventuali trattative in corso.
Danilo Renzullo
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