Il Tirreno

Pisa

Caos-scuola, la fusione resta ancora sub iudice

di Danilo Renzullo
Caos-scuola, la fusione resta ancora sub iudice

Sull’accorpamento dell’Ipsia Fascetti e dell’Itis da Vinci è sempre pendente il ricorso al Consiglio di Stato, ma per il ministero esiste già un solo istituto tecnico-professionale

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Accorpamento sì, accorpamento no. Il futuro dell’Ipsia Fascetti e dell’Itis Leonardo da Vinci si decide a colpi di carte bollate. L’ultima parola (forse) spetterà il 3 agosto al Consiglio di Stato che si pronuncerà sul ricorso presentato dalla Regione Toscana dopo lo stop all’iter di accorpamento tra i due istituti imposto dal Tar della Toscana. Per il Miur le due scuole risultano invece già unite. Secondo i sistemi informatici del ministero dell’Istruzione già da qualche mese a Pisa ci sarebbe un solo grande istituto tecnico-professionale, nonostante il pronunciamento del Tar. Al quale si era rivolto un gruppo di oltre cento tra insegnanti e personale non docente delle due scuole (supportati da Flc-Cgil, Cobas e Gilda degli insegnanti) per chiedere l’annullamento del “piano regionale della programmazione dell'offerta formativa e del dimensionamento della rete scolastica” e della delibera della Provincia del 28 novembre (che sancì anche l'accorpamento del classico Galilei all'Itc Antonio Pacinotti) con cui l’ex ente di piazza Vittorio Emanuele ha proposto - ottenendo l’ok della Regione - di accorpare i due istituti superiori per far fronte al progressivo calo di iscritti del Fascetti (525 gli studenti che hanno popolato l'istituto di via Rindi nell’ultimo anno scolastico). Una riduzione di studenti che ha determinato la perdita di quell'autonomia che una scuola superiore mantiene con un numero minimo di almeno 600 alunni, portando prima alla cancellazione della presidenza e, per gli ultimi due anni, ad un regime di “reggenza”. Il Tar ha dato ragione ai ricorrenti, facendo leva su un cavillo burocratico. L’iter non avrebbe infatti seguito il percorso corretto in quanto «sembra essere mancata la concertazione con le istituzioni scolastiche interessate, che avrebbe dovuto coinvolgere il consiglio d’istituto e il collegio dei docenti delle due scuole».

La Regione prova adesso a ribaltare la decisione affidandosi al Consiglio di Stato. L’accorpamento è quindi ancora possibile e potrebbe seguire due strade: “unificazione” della dirigenza e della segreteria didattica dall’anno scolastico 2018/2019 o da quello che si aprirà a settembre. Il Miur sembra invece aver anticipato ogni decisione e, nonostante il pronunciamento del Tar, ha da mesi “accorpato” le due scuole. Non dal punto di vista giuridico, ma da quello informatico. Nelle piattaforme web del ministero anche le graduatorie del personale docente risultano unificate: un errore che sta costringendo segreterie didattiche e organizzazioni sindacali a lavorare su carta per bypassare i sistemi informatici ed accogliere, in particolare, le domande di trasferimento del personale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web