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Il nuovo depuratore resta nella... palude

Il nuovo depuratore resta nella... palude

COLTANO. «La scommessa da vincere è un’ultima palude da bonificare». Parola del presidente della Pro Loco di Coltano, Antonio Dell’Omodarme. Una “palude” mentale - e non certo fisica - attribuita...

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COLTANO. «La scommessa da vincere è un’ultima palude da bonificare». Parola del presidente della Pro Loco di Coltano, Antonio Dell’Omodarme. Una “palude” mentale - e non certo fisica - attribuita dall’associazione agli amministratori pisani che consiste nelle promesse fatte e disattese ai residenti di questa parte della città su due fronti: il nuovo depuratore e la messa in sicurezza di alcuni tratto stradali.

«La nostra associazione è nata da soli due anni - scrive Dell’Omodarme - ma dalla frequenza degli eventi che si sono succeduti sembra trascorso un decennio. La battaglia contro la centrale a biomasse, di fatto ha costituito un bivio tra un’imposizione arbitraria e un pensiero di sviluppo sostenibile di una intera collettività. È stato proposto un nuovo rapporto fattivo e inclusivo con l’ente Parco, perché possa diventare una importante risorsa anche economica per l’intera zona. Un susseguirsi di molteplici iniziative e eventi che di fatto non hanno mai fatto spegnere i riflettori su Coltano. Una importante area di sviluppo per la nostra città, ambientale e culturale con la Stazione Marconi, la Villa Medicea, le Stalle del Buontalenti, ma anche economico e produttivo, dove si pratica un’agricoltura di qualità affiancata da buone strutture ricettive alle quali si potranno aggiungere altre attività a basso impatto ambientale coinvolgendo il mondo della ricerca, le telecomunicazioni e così via. Questi riflettori oltre a non spegnersi più, presto avranno anche una voce Radio Coltano Marconi in partnership con un’altra radio d’oltre manica, ridaranno a Coltano un respiro nazionale e internazionale».

«Di fronte a tutto questo però, dobbiamo prendere atto che una parte della “bonifica della palude di Coltano non si è ancora conclusa - aggiunge il presidente - Mi riferisco alla palude che è ancora presente nella testa di alcuni nostri amministratori». Intanto il caso del depuratore per il quale sono stati stanziati dalla regione, nel 2013, i fondi necessari: serve costruirne uno nuovo perché «quello vecchio non funziona e quindi inquina». Ad oggi però «il nuovo depuratore non è ancora stato realizzato, quello vecchio continua a inquinare» dice Dell’Omodarme. Ma non è l’unico fornte aperto. «Per via Le Rene sono state stanziate risorse per il rifacimento di un tratto dissestato e pericolosissimo. Lavoro previsto: estate 2016. Estate 2017: lavoro non ancora iniziato e sparito dai programmi. Questo succede perché Coltano, per gli “impaludati” è sempre qualcosa che può aspettare che viene dopo, che non è prioritario, per quanto sopra premesso si capisce che tutto ciò non può definirsi miopia ma cecità, assoluta. Noi faremo in modo con tutte le nostre forze di portare a compimento anche questa ultima importante bonifica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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