Finanza
Fontanelli: «Resta il vecchio schema»
«Sembra che in questi ultimi giorni, dopo l’assemblea di Articolo Uno, stia decollando la discussione sulle prossime elezioni comunali di Pisa». Parola di Paolo Fontanelli, parlamentare e ex sindaco...
2 MINUTI DI LETTURA
«Sembra che in questi ultimi giorni, dopo l’assemblea di Articolo Uno, stia decollando la discussione sulle prossime elezioni comunali di Pisa». Parola di Paolo Fontanelli, parlamentare e ex sindaco nonchè ex Pd al quale non è sfuggito il fatto che «un po’ tutti, partiti e liste, hanno comunicato l’avvio del dibattito interno». «Ciò è positivo - commenta Fontanelli - soprattutto se prima di parlare di coalizioni e di candidati si fa una analisi sui problemi, sullo stato effettivo delle cose inteso non come mero elenco delle questioni, aperte i chiuse che siano, ma intesa come una verifica sul rapporto fra i cittadini e l’amministrazione».
«Bisogna pensare - continua il deputato - ad un percorso innovativo, che non parta dal vecchio schema dei rapporti politici e sia capace di interessare e attivare energie nuove. Altrimenti, senza un processo di larga fiducia, sarà assai difficile governare e risolvere i problemi. Nelle posizioni emerse finora sulla stampa non mi pare ci sia una grande consapevolezza di tutto ciò. Si parla di aperture e alleanze, e questo è positivo, ma ancora non si coglie la questione di fondo, che è quella di come mutare un clima politico non favorevole alla riproposizione per il centrosinistra di uno schema improntato alla pura continuità dell’esperienza di questi anni. Se la risposta è quella di fare le primarie di coalizione come passaggio risolutore di tutto penso che il centrosinistra non andrà lontano. Il Pd, come primo partito, ha tutto il diritto di fare è portare avanti le proposte che vuole. Basta che se ne assuma la responsabilità e non pretenda di scaricare i problemi sugli altri».
«Bisogna pensare - continua il deputato - ad un percorso innovativo, che non parta dal vecchio schema dei rapporti politici e sia capace di interessare e attivare energie nuove. Altrimenti, senza un processo di larga fiducia, sarà assai difficile governare e risolvere i problemi. Nelle posizioni emerse finora sulla stampa non mi pare ci sia una grande consapevolezza di tutto ciò. Si parla di aperture e alleanze, e questo è positivo, ma ancora non si coglie la questione di fondo, che è quella di come mutare un clima politico non favorevole alla riproposizione per il centrosinistra di uno schema improntato alla pura continuità dell’esperienza di questi anni. Se la risposta è quella di fare le primarie di coalizione come passaggio risolutore di tutto penso che il centrosinistra non andrà lontano. Il Pd, come primo partito, ha tutto il diritto di fare è portare avanti le proposte che vuole. Basta che se ne assuma la responsabilità e non pretenda di scaricare i problemi sugli altri».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
