Pisani: «Mai detto di estendere le ghiaie»
MARINA. «Io non ho mai detto che vadano tolte le concessioni ai gestori degli stabilimenti balneari e che occorre fare una spiaggia di ghiaia nel tratto compreso tra piazza Sardegna e Via Arnino. In...
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MARINA. «Io non ho mai detto che vadano tolte le concessioni ai gestori degli stabilimenti balneari e che occorre fare una spiaggia di ghiaia nel tratto compreso tra piazza Sardegna e Via Arnino. In questo tratto del litorale, in caso di libeccio, anche gli stabilimenti balneari hanno subito dei danni e quindi occorre trovare per il futuro soluzione durature». Così Nicola Pisani, consigliere comunale del Pd, nonché conosciuto marinese, interviene sul dibattito che da qualche giorno va avanti sull’ipotesi di una estensione delle spiagge di ghiaia discussa anche in consiglio comunale. Pisani dichiara che sono state a lui attribuite frasi non vere. «Dispiace – continua Pisani – avermi attribuito parole che io non ho detto e che possono aver creato un ingiustificato allarmismo. Una pagina di brutta politica. In particolare occorre anche precisare che il fenomeno erosivo, per quanto sia molto conosciuto e studiato, è però un fenomeno sempre in evoluzione e soprattutto poi in considerazione delle possibili conseguenze degli imminenti lavori relativi al maxiprogetto della “Darsena Europa” del Porto di Livorno».
Il tema resta tuttavia di assoluta attualità e rispetto a una ipotesi del genere, a ribadire il proprio no, interviene anche GianLuca Tiozzo, presidente Fiba (sindacato balneari di Confesercenti). «In primo luogo, dove le spiagge di ghiaia sono state gettate, non sono ancora stati risolti i problemi relativi alla manutenzione ordinaria, con continui rimpalli di competenze tra i vari Enti coinvolti, che hanno sempre portato a ritardi e malcontenti. Non solo – afferma Tiozzo – ma non è ancora stata presa una decisione chiara su quale sia la loro precisa destinazione d’uso: opere anti-erosione o spiagge aperte al pubblico? Non sono stati risolti i problemi di accesso per i diversamente abili, quelli relativi alla sicurezza, che viene gestita a livello di volontariato o poco più, e neppure i problemi di pulizia e quelli relativi alla presenza di servizi igienici adeguati. A fronte di tutti questi problemi non risolti, con gran parte dei cittadini e imprenditori marinesi profondamente ostili alla presenza delle ghiaie, viene prospettata addirittura l’estensione a una zona dove sono presenti alcuni stabilimenti balneari. Ci piacerebbe, come minimo, sapere se quest’ultimo aspetto è stato valutato e come si pensa di ovviare al problema». Secondo Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, le spiagge di ghiaia sono «strutture forse efficaci contro i problemi erosivi» ma anche «deterrenti per il turismo balneare. Come Confesercenti continuiamo a sostenere che la realizzazione delle pedane, che avverrebbe con investimenti privati, potrebbe rappresentare una svolta decisiva per tutta Marina. Finora però, burocrazia e ritardi hanno avuto il sopravvento e non sono arrivate le risposte che ci attendevamo. Rinnoviamo quindi – Conclude Romoli – l’invito al Comune a dare risposte chiare che vadano oltre il rimpallo di competenze».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il tema resta tuttavia di assoluta attualità e rispetto a una ipotesi del genere, a ribadire il proprio no, interviene anche GianLuca Tiozzo, presidente Fiba (sindacato balneari di Confesercenti). «In primo luogo, dove le spiagge di ghiaia sono state gettate, non sono ancora stati risolti i problemi relativi alla manutenzione ordinaria, con continui rimpalli di competenze tra i vari Enti coinvolti, che hanno sempre portato a ritardi e malcontenti. Non solo – afferma Tiozzo – ma non è ancora stata presa una decisione chiara su quale sia la loro precisa destinazione d’uso: opere anti-erosione o spiagge aperte al pubblico? Non sono stati risolti i problemi di accesso per i diversamente abili, quelli relativi alla sicurezza, che viene gestita a livello di volontariato o poco più, e neppure i problemi di pulizia e quelli relativi alla presenza di servizi igienici adeguati. A fronte di tutti questi problemi non risolti, con gran parte dei cittadini e imprenditori marinesi profondamente ostili alla presenza delle ghiaie, viene prospettata addirittura l’estensione a una zona dove sono presenti alcuni stabilimenti balneari. Ci piacerebbe, come minimo, sapere se quest’ultimo aspetto è stato valutato e come si pensa di ovviare al problema». Secondo Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti, le spiagge di ghiaia sono «strutture forse efficaci contro i problemi erosivi» ma anche «deterrenti per il turismo balneare. Come Confesercenti continuiamo a sostenere che la realizzazione delle pedane, che avverrebbe con investimenti privati, potrebbe rappresentare una svolta decisiva per tutta Marina. Finora però, burocrazia e ritardi hanno avuto il sopravvento e non sono arrivate le risposte che ci attendevamo. Rinnoviamo quindi – Conclude Romoli – l’invito al Comune a dare risposte chiare che vadano oltre il rimpallo di competenze».
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