Sicurezza
Gaia racconta la città sul muro della S. Gobain
Partita la realizzazione del mega murales di uno dei più noti urban artist americani
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PISA. Se si trattasse di un’opera di ingegneria potremmo definirla un ponte, un collegamento fisico tra due punti che nel suo sviluppo consente, a chi lo percorre, di compiere un viaggio. Ecco, l’opera “Re-nasci” è un viaggio storico e, ancora di più, sociale, attraverso la città, il quartiere e il luogo che la ospita: Pisa, Porta a Mare, la Saint Gobain.
Dietro i teli bianchi di un’alta impalcatura allestita lungo l’Aurelia da qualche giorno lavora Gaia, ventinovenne urban artist che arriva da Baltimora e che, tanto per dirne una, Forbes ha collocato tra i 30 migliori artisti under 30 al mondo. Giovane, creativo, affermato. È il primo dei protagonisti Festival della street art pisana, “Welcome to Pisa” , curato da un giovane studente Universitario, Gian Guido Maria Grassi. Un progetto che coinvolge istituzioni e privati per fare “più bella” la città.
Più bella e più interessante: “Re-nasci”, che sarà pronta i primi di agosto, unisce il passato al futuro, intravisto da un cannocchiale: a guardare è una lavoratrice donna. Racconta il cambiamento, più in generale la capacità di rinnovamento in un epoca dove le certezze, a cominciare proprio da quelle che riguardano il lavoro, si fanno più labili, rendono il futuro più incerto ma non per questo privo di prospettive. «“Re” come renaissance (rinascimento in francesce, ndr) e come rebirth (rinascita in inglease, ndr)» spiega l’artista che in Toscana, a Pisa e all’interno della stessa Saint-Gobain ha trovato “pane per i suoi denti”: abituato a studiare l’ambiente dove opera ha avuto l’opportunità di sviluppare approfondimenti storici, osservare i cambiamenti nel tempo e anche i conflitti di un quartiere-area industriale come Porta a Mare, per produrre un’opera in qualche modo ispirata dal vetro, la “materia” della Saint-Gobain, per giocare artisticamente sul concetto di specchio e riflesso.
«Negli oltre 500 metri quadrati della superficie del sito produttivo di Saint-Gobain, tra i più grandi lavori murali mai realizzati in Italia - spiega il curatore del Festival Grassi - Gaia racconterà la storia dell’azienda, evidenziando come questa si sia intrecciata con quella di Porta a Mare e affrontando, in omaggio all’articolo 1 della nostra Costituzione, il tema del lavoro, fattore che nobilita l’uomo (appunto “nasci”), e il “rinascimento” sociale e culturale a cui il festival aspira attraverso la realizzazione di opere d’arte contemporanea permanenti: per dirla con il poeta polacco Cyprian Norwid “la bellezza è per entusiasmare al lavoro, il lavoro è per risorgere”».
«Siamo orgogliosi di partecipare ad un progetto artistico che rende la città ancora più bella e attrattiva - ha detto Gianni Scotti, presidente e l’amministratore delegato della Saint-Gobain Delegazione Mediterranea - ma anche di regalare ai pisani opere d’arte che presto diventeranno parte integrante del landscape cittadino. Mi piace l’idea che chi arriva dal centro della città possa ricevere da noi di Saint-Gobain una sorta di benvenuto, a testimoniare che la città e il nostro stabilimento sono davvero uniti da una storia che si evolve in piena sintonia». (v.l.)
Dietro i teli bianchi di un’alta impalcatura allestita lungo l’Aurelia da qualche giorno lavora Gaia, ventinovenne urban artist che arriva da Baltimora e che, tanto per dirne una, Forbes ha collocato tra i 30 migliori artisti under 30 al mondo. Giovane, creativo, affermato. È il primo dei protagonisti Festival della street art pisana, “Welcome to Pisa” , curato da un giovane studente Universitario, Gian Guido Maria Grassi. Un progetto che coinvolge istituzioni e privati per fare “più bella” la città.
Più bella e più interessante: “Re-nasci”, che sarà pronta i primi di agosto, unisce il passato al futuro, intravisto da un cannocchiale: a guardare è una lavoratrice donna. Racconta il cambiamento, più in generale la capacità di rinnovamento in un epoca dove le certezze, a cominciare proprio da quelle che riguardano il lavoro, si fanno più labili, rendono il futuro più incerto ma non per questo privo di prospettive. «“Re” come renaissance (rinascimento in francesce, ndr) e come rebirth (rinascita in inglease, ndr)» spiega l’artista che in Toscana, a Pisa e all’interno della stessa Saint-Gobain ha trovato “pane per i suoi denti”: abituato a studiare l’ambiente dove opera ha avuto l’opportunità di sviluppare approfondimenti storici, osservare i cambiamenti nel tempo e anche i conflitti di un quartiere-area industriale come Porta a Mare, per produrre un’opera in qualche modo ispirata dal vetro, la “materia” della Saint-Gobain, per giocare artisticamente sul concetto di specchio e riflesso.
«Negli oltre 500 metri quadrati della superficie del sito produttivo di Saint-Gobain, tra i più grandi lavori murali mai realizzati in Italia - spiega il curatore del Festival Grassi - Gaia racconterà la storia dell’azienda, evidenziando come questa si sia intrecciata con quella di Porta a Mare e affrontando, in omaggio all’articolo 1 della nostra Costituzione, il tema del lavoro, fattore che nobilita l’uomo (appunto “nasci”), e il “rinascimento” sociale e culturale a cui il festival aspira attraverso la realizzazione di opere d’arte contemporanea permanenti: per dirla con il poeta polacco Cyprian Norwid “la bellezza è per entusiasmare al lavoro, il lavoro è per risorgere”».
«Siamo orgogliosi di partecipare ad un progetto artistico che rende la città ancora più bella e attrattiva - ha detto Gianni Scotti, presidente e l’amministratore delegato della Saint-Gobain Delegazione Mediterranea - ma anche di regalare ai pisani opere d’arte che presto diventeranno parte integrante del landscape cittadino. Mi piace l’idea che chi arriva dal centro della città possa ricevere da noi di Saint-Gobain una sorta di benvenuto, a testimoniare che la città e il nostro stabilimento sono davvero uniti da una storia che si evolve in piena sintonia». (v.l.)
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