Il Tirreno

Pisa

Arrestato latitante in fuga da due anni - Video

L'irruzione dei carabinieri nel casolare
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L'irruzione dei carabinieri nel casolare

Su Shkelgim Cala, 44 anni, pendeva un ordine di cattura della procura di Pesaro dal 2015. Si nascondeva in una casetta di legno sul Serchio

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PISA. Frugale, essenziale, Shkelgim Cala si era adattato ad una vita senza fronzoli. I carabinieri l'hanno scovato lì, in una casetta di legno sulle sponde del Serchio, in mezzo alle fronde fluviali di Nodica.

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Pantaloncini corti e poche cose, quelle essenziali per uno come lui: un materasso largo quanto la rimessa e una pistola. Perché di questo viveva questi "piccolo Igor". Rapina in villa, sfruttamento della prostituzione, incendi dolosi, ricettazioni, furti, spaccio. Per prenderlo, con un blitz andato in scena stamani, sabato 22 luglio, alle sei del mattino, i carabinieri hanno dovuto circondare la zona: sette auto e un elicottero. Il suo esile spazio vitale cinturato da cinquantina di uomini, alcuni dei corpi spciali, per evitare che anche i militari pisani subissero la stessa beffa che il bandito ha riservato in questi quindici anni ai comandi di mezza Italia.

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Quarantaquattro anni, su Cala pendeva un ordine di cattura della procura di Pesaro dal 2015 ma, secondo magistrati e investigatori che l'hanno incrociato nel corso della sua vita da gangster, la sua carriera criminale sul suolo italiano è cominciata almeno 15 anni fa, nel 2002, quando partì il primo ordine di arresto nei suo confronti. Albanese, 44 anni, questo l'Igor di Nodica era riuscito a farla franca troppe volte, raccontano i carabinieri del comando provinciale di Pisa, coordinanti dal comandante del nucleo operativo Giovanni Bartolacci e da quello del nucleo investigativo Sebastiano Pennisi.

Secondo i militari Cala era nascosto nella frazione di Vecchiano almeno da due mesi, ospite di una famiglia di parenti (per cui ora è al vaglio l'ipotesi di accusa di favoreggiamento) residente in una villa abbarbicata poco lontano dalla sponda del fiume. Deve scontare una condana di 8 anni e 5 mesi per reati commessi dal 2012 ad oggi. Almeno questa è la pena cumulativa per l'unica parte della sua carriera criminale accertata. Perché Cala nel corso della vita si è dato almeno altre 12 o 13 identità diverse, alias con cui di volta in volta è riuscito a sfuggire all'arresto. Non solo. Specialità del latitante non era solo il camuffamento, ma anche la fuga. Perché sì, anche quando riuscivano a prenderlo, lui finora aveva trovato un varco, uno strappo nella rete di sicurezza per darsela a gambe. Adesso verrà trasferito al Don Bosco di Pisa.

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