Il Tirreno

Pisa

Spiagge di ghiaia «Guai ad ampliarle»

di Donatella Lascar
Spiagge di ghiaia «Guai ad ampliarle»

Rindi, presidente Ccn di Marina: «La soluzione avanzata dal Pd provocherebbe un danno apocalittico all’economia balneare»

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MARINA DI PISA. Anche la sola idea di prolungare le spiagge di ghiaia nella zona sud di Marina, da piazza Sardegna fino al bagno Foresta, dove ora ci sono cinque stabilimenti balneari, ha fatto tremare tutti, commercianti e semplici residenti.

La presenza degli arenili dovrebbe dimostrare che quella zona è meno esposta all’erosione, dunque sostituirle con le spiagge di ghiaia dovrebbe essere un’opzione solo nell’eventualità che la situazione diventi molto preoccupante.

«A breve faremo una riunione tra tutte le attività associate aperta anche a chiunque voglia partecipare – afferma Simona Rindi, presidente del Centro commerciale naturale di Marina, del comitato No Ghiaie e attivista di @NoiAdessoPisa- Intanto vogliamo rispondere al consigliere comunale Nicola Pisani (Pd) che, durante la seduta del consiglio del 13 luglio, ha auspicato la realizzazione delle spiagge di ghiaia anche nella zona sud di Marina. Quando gli è stato fatto notare che in quell’area ci sono degli stabilimenti balneari, ha detto che le abitudini balneari si possono anche cambiare. Nessuno può dire una cosa del genere, perché le spiagge di ghiaia non sono vere spiagge, ma opere contro l’erosione e farle anche da piazza Sardegna al bagno Foresta potrebbe rappresentare l’ultimo danno apocalittico al paese, in primis per il turismo e il commercio. Metterebbe a rischio tutte le famiglie che lavorano nei bagni da rimuovere. Noi non siamo tecnici – precisa Rindi - Pisani dia dimostrazione di ciò che dice: venga a prendere il sole sulle spiagge di ghiaia. Perché finora non l’abbiamo mai visto. Pensare di fare altre spiagge di ghiaia quando fino ad oggi nessuno è riuscito a rendere fruibili quelle esistenti, è pura follia».

Da quando sono state realizzate, la cosa che più ha dato problemi è stata la programmazione della spianatura. Dovrebbe essere ordinaria manutenzione. Ma il budget regionale di 30mila euro annui è esiguo: tant’è che andrebbero spianate proprio a ridosso della stagione estiva, col rischio però di ritrovarsi senza fondi per rimetterle in sesto dagli effetti di una mareggiata di mezza estate. Così, ormai, da quando la competenza delle spiagge di ghiaia è passata dalla Provincia alla Regione, è diventata una prassi consolidata quella di spianarle a stagione inoltrata come successo quest’anno, quando i lavori sono partititi a inizio di luglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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