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Pisa

«Primarie di coalizione passaggio essenziale»

«Primarie di coalizione passaggio essenziale»

L’ex assessore Sanzo (Pd): sì alla discontinuità nei volti dei protagonisti, ora  subito un tavolo di confronto con gli alleati. Troppi i personalismi non domati

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PISA. «Discontinuità nei volti dei protagonisti, continuità sostanziale nell’azione amministrativa, ma senza mettere la testa sotto la sabbia rispetto a quello che è necessario correggere». A parlare è Salvatore Sanzo, ex assessore comunale, presidente regionale del Coni, per lavoro trasferitosi a Roma (è segretario generale della Federazione Canoa Kayak), ma decisamente attento alle vicende politiche pisane come esponente del Pd. «Attento e preoccupato - sottolinea Sanzo - perché i personalismi e le ambizioni di molti, pur legittime, rischiano di far perdere quella visione unitaria che è necessaria nella difficile competizione elettorale». Sanzo ha lasciato la giunta comunale nello scorso maggio sia per motivi professionali che per disaccordi con il sindaco, rispetto al quale dice: «Gli riconosco una grande disponibilità verso il lavoro e un impegno vero, ma forse sulla gestione dei personalismi è quello che doveva fare di più per contenerli. In questo vedo la maggiore differenza rispetto ai mandati di Fontanelli». Quello del deputato di Mdp è un nome che ricorre spesso. La stima di Sanzo nei suoi confronti è nota, ma ha qualcosa da dire «a chi è uscito dal Pd: non è giusto che addossino troppe responsabilità all’azione del governo cittadino, perché il programma lo hanno sostenuto dall’inizio e sono in maggioranza. Un conto sono le osservazioni critiche, un altro gli attacchi».

Sanzo si dichiara «concorde con Fontanelli sull’esigenza di discontinuità», leggendo in questo «una contrarietà rispetto a candidature a sindaco di esponenti della giunta». Invece non trova «giusto parlare di discontinuità amministrativa, visto che l’azione politica segue una visione impostata nel tempo», ovvero quando Fontanelli era sindaco di Pisa.

L’ex assessore individua due punti. Il primo: «Sul tema della sicurezza non si può mettere la testa sotto la sabbia. Dieci uomini di rinforzo sono importanti, non decisivi: la politica doveva farsi sentire di più nei rapporti con prefetti e questori che si sono succeduti negli anni». Il secondo: «Le primarie di coalizione sono necessarie e lo dico con spirito costruttivo, invitando il vicesegretario regionale Mazzeo e il segretario cittadino Viale ad aprire presto un tavolo di confronto con gli alleati. Entro ottobre le primarie devono essere fatte: la squadra quanto prima deve cominciare il dialogo con una città che ormai partecipa poco al voto. Parliamo con le altre forze in maggioranza, con Eligi e Ghezzi è stato fatto insieme un cammino di quindici anni; e bisogna approfondire i margini di recupero di chi ad un certo punto ha scelto di uscire come Danti».

Al momento di lasciare la giunta, Sanzo non aveva escluso di potersi candidare a sindaco in caso di primarie: «Credo che il candidato sindaco debba essere una personalità conosciuta in città, che conosca bene Pisa, che non sia una candidatura imposta dall’alto, oltre ad avere una conoscenza della macchina comunale che è complessa. Dev’essere un uomo, o una donna, capace di fare sintesi di coalizione. Se ho un nome in mente? Certo che ho una mia idea, e non sono io».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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