Il Tirreno

Pisa

Nuova Arena, il ruolo di Invimit nell'operazione. Il sindaco: "Ospedaletto? No"

Francesco Loi
L'Arena e piazza dei Miracoli dall'alto
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L'Arena e piazza dei Miracoli dall'alto

Il sindaco Filippeschi: pronti a valutare il progetto dell’Ac Pisa. Il ruolo di Invimit. Ma il Pd spinge per Ospedaletto

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PISA. Punto primo: in questo perdurante contesto di difficoltà economica, l’ipotesi Ospedaletto non è realistica. In pratica, non ci sono all’orizzonte imprenditori che si possano far carico di una nuova costruzione. Punto secondo: porte aperte per valutare il restyling dell’Arena, a condizione che sia inserito in un progetto migliorativo per Porta a Lucca, quartiere comunque condizionato dalla presenza dello stadio nei giorni delle partite.

Sulla controversa vicenda dello stadio, dopo che il presidente dell’Ac Pisa Giuseppe Corrado ha lanciato un chiaro messaggio («o si fanno i lavori o si ridimensionano i programmi»), interviene il sindaco Marco Filippeschi. Sul tavolo il progetto dell’Ac Pisa: 25-30 milioni di euro per rifare l’Arena, tribune più vicine al campo, 18mila posti a sedere, ristorante, fondi commerciali o per servizi. I Corrado si avvalgono della società milanese Ire, di cui è amministratore delegato Alessandro Pasquarelli, per confezionare la strategia di copertura finanziaria e restyling dell’impianto. Come ha spiegato proprio Pasquarelli, il passaggio essenziale è quello di un’intesa con Invimit (Investimenti Immobiliari Italiani), società di gestione del risparmio del ministero dell’Economia e delle finanze, ovvero la Spa che detiene i fondi nell’ambito della legge sugli stadi e che metterebbe a disposizione le risorse per l’Arena. Una sorta di prestito fino all’80% dell’investimento, con tempi di rientro stabiliti in relazione al progetto che viene sostenuto e alla sua ammissibilità. In questo s’inserisce il tema della nuova convenzione per lo stadio, che nei piani del Pisa dovrebbe passare dai sette anni finora ipotizzati ad un arco temporale ben più ampio.

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«Finché sono sindaco la valutazione del progetto della società sarà fatta. Mi sembrerebbe ipocrita pensare ad una prospettiva che non c’è nei fatti», ha detto Filippeschi a 50 Canale e ribadito al nostro giornale in riferimento alla previsione urbanistica, regolarmente in essere, di un nuovo impianto a Ospedaletto. Una possibilità, non un obbligo. «Mi sono anche impegnato con l’architetto Zavanella, il progettista dello Juventus Stadium, e con diversi iniziative per valutare in anni di economia molto difficile se la prospettiva del nuovo stadio fosse realistica: così non è. È un’ipocrisia anche avere lo stadio che utilizziamo, con tutte le difficoltà e le spese che il Comune deve sostenere, e fare finta che esista un’altra prospettiva», aggiunge.

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Ma il Comune come sta gestendo la proposta di Corrado, in attesa, a settembre, che la società presenti un progetto compiuto, su carta, in base al quale iniziare il vero confronto urbanistico? «Una volta che un investitore, corrispondente alla società, utilizzando la legge sugli stadi, viene e fa una proposta molto impegnativa, il Comune apre le porte. Ovviamente con le precondizioni che ho messo: migliorare la vita del quartiere, organizzare insieme al Comune la mobilità e quindi l’accoglienza di coloro che vengono a vedere le partite, gli spettacoli o quello che si costruirà dentro l’anello dello stadio». Il punto vero è quello che si intende fare oltre l’anello, nel quartiere, da cui (anche) la presa di posizione degli architetti. Che Filippeschi bacchetta: «Dire che nella zona vige il piano di gestione Unesco non è un motivo valido per mettere un dubbio, per scoraggiare la società. A Pisa il patrimonio Unesco coincide con Piazza dei Miracoli, mentre tutto intorno è “zona tampone”, senza che ci siano gli stessi vincoli stringenti da osservare». Il sindaco ha avuto un incontro a Roma con Invimit: «Sì, ho parlato con la società: il progetto sarà sostenuto se chi lo promuove dimostrerà di avere un reddito tale da sostenerlo. Questo significa fare una verifica positiva delle condizioni per l’investimento».

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«Il percorso è avviato - conclude Filippeschi - e non sarà breve, perché ci sono vari passaggi: importante è fare una corsia preferenziale e vorrei che tutti gli atti possibili nel mio mandato fossero fatti, con chiarezza e trasparenza. Sarà poi il consiglio comunale ad assumersi la responsabilità di fronte al progetto».

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